Sabato 25 aprile 2026, dopo vent’anni dall’ultima volta, in Palestina si è tornato a votare. Nella Striscia di Gaza, infatti, si sono svolte infatti le elezioni municipali, che hanno avuto come fulcro unico e principale la città di Deir el-Balah. Contemporaneamente, per le amministrative si è votato anche in diversi Comuni della Cisgiordania (in copertina Abu Mazen/Mahmoud Abbas, Presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, di cui fa parte Fatah).
Rispetto a una platea di aventi diritto rispettivamente di 70mila elettori nel governatorato di Gaza e di oltre un milione e mezzo in Cisgiordania, l’affluenza alle urne è stata del 23% nel primo caso e del 56% nel secondo.
Elezioni vinte da Fatah, rivale di Hamas
A Deir el-Balah, le elezioni sono state organizzate dall’Autorità nazionale palestinese (segno della volontà di riaffermare la capacità di governare la Striscia rispetto ad Hamas) e sono state allestite in nove tende, contenenti dodici sezioni da otto seggi ciascuno. L’affluenza è stata bassa, per forza di cose, a causa delle drammatiche condizioni scaturite dagli attacchi di Israele nella guerra con Hamas.
Il Premier Mohammad Mustafa dello Stato di Palestina ha dichiarato che le elezioni si sono svolte “in un momento estremamente delicato, tra sfide complesse e circostanze eccezionali“, ma che “rappresentano un importante primo passo in un più ampio processo nazionale volto a rafforzare la vita democratica e in definitiva a raggiungere l’unità della patria“.
Ma quando mancano pochissime sezioni da scrutinare, i primi risultati preliminari delle elezioni amministrative sia a Gaza, sia in Cisgiordania parlano di una sostanziale vittoria di Fatah, partito di Abu Mazen, Presidente a capo dell’Autorità nazionale palestinese appoggiata dall’Occidente.
Nella Striscia, a Deir el-Balah la lista “Nahdat Deir al-Balah” si è aggiudicata sei seggi su quindici. Sette sono stati vinti da altri due gruppi cioè “Futuro di Deir al-Balah” e “Pace e Costituzione”, che non sono affiliati a nessuna fazione.
Gli ultimi due seggi sono stati ottenuti dalla lista “Deir al-Balah ci unisce“, considerata vicino ad Hamas, testimonianza che, dopo le guerre degli ultimi anni, la popolazione locale stia prendendo le distanze dall’organizzazione politica e militare fondamentalista. Hazem Qassem, portavoce di Hamas a Gaza, ha però minimizzato i risultati elettorali, affermando che non hanno alcun impatto sulle questioni nazionali più ampie.
In Cisgiordania, invece, i candidati di Fatah, formazione di Mahmoud Abbas, Presidente dell’Autorità nazionale palestinese, hanno conquistato la maggior parte dei Comuni in cui si è votato. Qui, però, Hamas è tradizionalmente debole e infatti in Cisgiordania ha deciso di non partecipare. La divisione politica tra Fatah e Hamas rappresenta una spaccatura netta: dopo aver vinto le elezioni nel 2006, Hamas ha preso il controllo di Gaza nel 2007 con la forza, scontrandosi con Fatah. Da allora, l’ANP (Fatah) controlla la Cisgiordania, mettendo fuorilegge le attività di Hamas.