Dopo 16 anni di Governo ininterrotto di Viktor Orban, l’Ungheria cambia guida politica. Le elezioni di domenica 12 aprile 2026, infatti, hanno ribaltato il rapporto di forza in Parlamento, con il partito di opposizione Tisza che ha ottenuto la “super-maggioranza”.
Su 199 seggi disponibili, il partito di Peter Magyar, così si chiama il nuovo Presidente dell’Ungheria, ne ha conquistati 138, lasciandone soli 55 a Fidesz, partito dell’ex Premier Orban (l’ultradestra di Mi Hazank, invece, ne ha presi 6).
Magyar si è così imposto con il 53,6% delle preferenze, surclassando Orban che si è fermato al 37,7%. L’affluenza alle urne è stata record: 77% di cittadini aventi diritto che si è presentata a votare, superata la soglia del 69,5% raggiunta nel 2022.

Sul palco allestito in piazza Batthyany a Budapest, il nuovo Presidente ha celebrato così la sua vittoria alle elezioni:
“Ce l’abbiamo fatta, Tisza e l’Ungheria hanno vinto le elezioni. Non con un piccolo margine, ma con un margine molto ampio. Insieme abbiamo liberato l’Ungheria“.

Il leader di Tisza ha poi annunciato i primi passaggi del suo nuovo incarico: il primo viaggio da Presidente sarà in Polonia per “rafforzare un’amicizia millenaria“. La sua volontà è anche quella di rilanciare “e se possibile espandere” il formato di Visegrad, cioè l’accordo di cooperazione con Varsavia, ma anche con Repubblica Ceca e Slovacchia.
L’ambizione della nuova Ungheria di Magyar è diametralmente opposta a quella di Orban:
“Il nostro Paese vuole vivere di nuovo, vuole essere un Paese europeo di nuovo“.

Ecco perché, dopo una tappa a Vienna, Magyar andrà anche a Bruxelles:
“Così possiamo portare a casa quei fondi Ue a cui gli ungheresi hanno diritto”.
In tal senso, alla fine dello spoglio, sono arrivati i complimenti da parte di Ursula Von Der Leyen, presidente della Commissione europea:
“Il cuore dell’Europa stasera batte più forte in Ungheria”.
Hungary has chosen Europe.
Europe has always chosen Hungary.
A country reclaims its European path.
The Union grows stronger.
Magyarország Európát választotta.
Európa mindig Magyarországot választotta.
Egy ország visszatér az európai útjára.
Az Unió erősebbé válik.
— Ursula von der Leyen (@vonderleyen) April 12, 2026
Dall’altro lato, invece, Viktor Orban ha dovuto ammettere con sincerità la sconfitta alle elezioni:
“Il risultato è chiaro e doloroso” ha riferito l’ex Premier ai suoi sostenitori.

Chi è Peter Magyar
Ma chi è Peter Magyar, il leader di Tisza, partito di opposizione che ha sconfitto il “regno” di Orban, che in Ungheria durava da 16 anni?
Nato nel 1981, Magyar ha intrapreso la sua carriera politica sostenendo la linea tracciata da quello che oggi è diventato suo principale avversario, tanto da entrare a far parte del partito Fidesz e diventandone un membro di spicco.

La situazione cambia però nel 2024, quando un terremoto politico trasforma tutto. Il caso di uno scandalo per la grazia presidenziale concessa al complice di un pedofilo, la sua ex moglie Judith Varga, ai tempi ministro della Giustizia, viene spinta alle dimissioni.
Magyar così si indigna e accusa il Governo di Orban di averla usata come capro espiatorio e pubblica un post di fuoco su Facebook dove rivela anomalie sistemiche e rende note registrazioni audio che provano presunte corruzioni ai vertici dello Stato.
Da qui, in pochi mesi, trasforma il malcontento cominciato sui social in una mobilitazione di massa: da Budapest alle province le piazze dell’Ungheria si riempiono di manifestanti che inneggiano il suo nome per sovvertire il potere di Orban. Magyar prende così le redini di un partito già esistente, cioè Tisza, che diventa la principale forza di opposizione del Paese.
Magyar si definisce un leader anti-sistema, cristiano e conservatore, che basa la sua campagna non su temi divisivi, ma sulla promessa di lavorare per un’Ungheria filo-occidentale e senza corruzione. La sua campagna parte dal basso, con bandiere nazionali ai comizi e patriottismo, ricalcando in questo senso le orme del suo ex ispiratore politico, divenuto avversario. La sua azione ha raggiunto anche le zone rurali, feudi storici dell’influenza orbaniana.