Ultimo saluto

Domani, 4 luglio, a Teheran i funerali dell’ex guida suprema vittima dei raid USA

Ali Khamenei è stato ucciso lo scorso 28 febbraio 2026. Lungo programma di commemorazioni per le esequie funebri: parteciperanno 20 milioni di persone e rappresentanti da 100 Paesi

Domani, 4 luglio, a Teheran i funerali dell’ex guida suprema vittima dei raid USA

Poco più di quattro mesi dopo l’annuncio della sua morte, avvenuta lo scorso 28 febbraio 2026, l’Iran darà il suo ultimo saluto ad Ali Khamenei. I funerali dell’ex guida suprema della Repubblica Islamica, padre dell’attuale ayatollah Mojtaba Khamenei, si terranno a Teheran sabato 4 luglio 2026.

Una data scelta non per caso, ma come segno di sfida, considerato che proprio quel giorno si svolgerà anche la festa nazionale dell’indipendenza degli Stati Uniti, avversario dell’Iran nella guerra in Medio Oriente.

La morte nel raid USA

Ali Khamenei aveva perso la vita in un attacco congiunto condotto da Stati Uniti e Israele. La notizia della sua scomparsa era stata data in diretta dalla televisione di Stato iraniana.

L’ex ayatollah si trovava nel proprio ufficio quando è stato colpito durante i raid mirati contro strutture strategiche del regime. Dopo iniziali smentite da parte delle autorità iraniane, l’annuncio ufficiale era arrivato nella serata del 28 febbraio 2026 tramite un post sul profilo della ex Guida Suprema.

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I funerali

La salma di Ali Khamenei sarà sepolta nel santuario dell’Imam Reza a Mashhad, nella sua città natale. Ma a partire da sabato 4 luglio 2026 si svolgerà un lungo programma di commemorazioni, con le esequie funebri che si terranno a Teheran nel complesso religioso della Grande Moschea di Mosalla.

Ai funerali è prevista la presenza di 20 milioni di persone, i più grandi della storia dell’Iran, con la partecipazione di 100 Paesi, tra delegazioni ufficiali, personalità e gruppi popolari. Una processione con la salma dell’ex Guida Suprema sfilerà per le strade di Teheran prima di raggiungere la città santa di Qom martedì prossimo 7 luglio 2026.

“La testimonianza del grande Leader iraniano ha impresso un profondo dolore nei cuori di tutto il nostro popolo, della comunità islamica e di tutti i liberi del mondo – ha scritto sui social il presidente iraniano Masoud Pezeshkian – Questa ‘ascesa rossa’ non è la fine del cammino, ma l’inizio di una nuova stagione di solidarietà e resistenza. Ora che l’Iran, terra di epopee senza fine, si appresta a salutare il devoto servitore dell’Islam e della Rivoluzione invito tutti i cittadini, di qualunque etnia, fede, inclinazione e orientamento politico, a partecipare con entusiasmo, fermezza e in modo storico, dipingendo un’immagine indelebile di unità nazionale e fedeltà agli alti ideali del sistema islamico”.