Rischio escalation

Davvero i missili iraniani possono colpire Roma e l’Italia?

L'attacco alla base di Diego Garcia segna un punto di svolta nel conflitto, che potrebbe estendersi anche all'Europa

Davvero i missili iraniani possono colpire Roma e l’Italia?

La guerra tra Iran, Israele e Stati Uniti entra in una fase ancora più pericolosa. Per la prima volta, anche l’Europa viene esplicitamente citata come possibile obiettivo militare.

Secondo il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane, Eyal Zamir, i missili iraniani hanno ormai una gittata tale da colpire direttamente le capitali europee.

“Missili iraniani possono colpire Roma, Parigi e Berlino”

Le dichiarazioni di Zamir, riportate da The Times of Israel, sono nette:

“I missili iraniani hanno una gittata tale da raggiungere le capitali europee: Berlino, Parigi e Roma. Sono tutte a portata di tiro diretto”.

Un’affermazione che cambia radicalmente la percezione del conflitto: non più limitato al Medio Oriente, ma con potenziali conseguenze dirette anche per il continente europeo.

L’attacco a Diego Garcia e la nuova capacità balistica

L’allarme arriva dopo il tentativo dell’Iran di colpire la base militare anglo-americana di Diego Garcia, uno snodo strategico fondamentale per le operazioni occidentali.

La base di Diego Garcia

Teheran ha lanciato due missili balistici a raggio intermedio, uno dei quali ha avuto un malfunzionamento e l’altro è stato intercettato da un sistema americano SM-3

Nonostante il fallimento operativo, il messaggio strategico è chiaro: l’Iran può colpire obiettivi fino a 4.000 chilometri di distanza.

Gittata fino a 4.000 km: Europa nel raggio d’azione

La distanza tra l’Iran e molte capitali europee rientra proprio in questo raggio:

  • Sud Europa (Italia inclusa): circa 2.500–3.500 km
  • Europa centrale: entro i 4.000 km
  • Regno Unito: potenzialmente raggiungibile

Secondo gli analisti, sistemi come il missile Khorramshahr-4 rappresentano un salto tecnologico significativo.

Altri vettori citati includono:

  • Soumar (missile da crociera)
  • Sejjil (missile a lungo raggio)
  • Ghaem-100 e Simorgh (potenzialmente convertibili in ICBM)

Attacchi in Israele: oltre 100 feriti

Nel frattempo, il conflitto continua sul terreno. Secondo Haaretz, oltre 100 persone sono rimaste ferite negli attacchi iraniani contro le città israeliane di Dimona e Arad.

Le difese aeree non sono riuscite a intercettare tutti i missili, causando gravi danni e numerosi feriti, tra cui bambini.

In risposta, il ministro dell’Istruzione Yoav Kish ha annunciato la chiusura delle scuole in tutto il Paese.

Natanz e il rischio nucleare

Il conflitto ha coinvolto anche il sito nucleare di Natanz, colpito da attacchi attribuiti a Stati Uniti e Israele.

Secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica:

  • non si registrano perdite radioattive
    i livelli di radiazione restano nella norma

Ma il rischio di escalation nucleare resta una delle principali preoccupazioni della comunità internazionale.

Intelligence sorpresa: “Capacità sottovalutate”

Il lancio verso Diego Garcia ha colto di sorpresa anche le intelligence occidentali. Fino a poche settimane fa, l’Iran sosteneva di voler limitare la gittata dei propri missili a 2.000 km.

Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi aveva infatti dichiarato che Teheran non intendeva minacciare l’Europa. Una posizione che oggi appare superata dai fatti.

Seyed Abbas Araghchi

Tensione con il Regno Unito e rischio escalation globale

L’attacco ha anche aumentato la tensione con il Regno Unito, coinvolto nelle operazioni militari con gli Stati Uniti.

Il primo ministro Keir Starmer è stato criticato da Teheran per il supporto alle operazioni militari occidentali.

Nel frattempo, il comandante del CENTCOM Brad Cooper ha dichiarato che gli USA hanno già colpito infrastrutture missilistiche iraniane, riducendo la capacità di minacciare lo Stretto di Hormuz.

Europa nel mirino: cambia lo scenario geopolitico

Il messaggio dell’Iran è chiaro: il conflitto può estendersi oltre il Medio Oriente.

Colpendo un obiettivo distante come Diego Garcia, Teheran ha dimostrato che:

  • le sue capacità militari sono più avanzate del previsto
  • anche l’Europa non è più fuori dal raggio del conflitto
  • gli alleati degli Stati Uniti potrebbero diventare bersagli.

Un punto di svolta

Le dichiarazioni di Eyal Zamir e l’attacco a Diego Garcia segnano un punto di svolta nella guerra in corso. L’Europa, finora spettatrice indiretta, entra ora nel possibile raggio d’azione dei missili iraniani.

Mentre la diplomazia internazionale tenta di contenere la crisi, il rischio di un’escalation globale appare sempre più concreto