Niente incontri

Davos: Trump arriva, von der Leyen e Merz se ne vanno

Attesa per il discorso di oggi pomeriggio del presidente degli Stati Uniti. Salta anche il bilaterale con Merz

Davos: Trump arriva, von der Leyen e Merz se ne vanno

L’edizione 2026 del World Economic Forum di Davos si apre in un contesto internazionale eccezionalmente teso. Al centro della scena c’è Donald Trump, tornato protagonista sullo scacchiere globale con una linea dura su dazi, alleanze e controllo delle aree strategiche, a partire dalla Groenlandia.

Il presidente degli Stati Uniti è arrivato a Zurigo con alcune ore di ritardo a causa di un problema elettrico riscontrato sull’Air Force One, che lo ha costretto a cambiare aereo. Da qui il trasferimento verso Davos, dove interverrà oggi pomeriggio, mercoledì 21 gennaio 2026, sulle politiche economiche “America First” e giovedì 22 gennaio 2026 sulla politica estera, secondo quanto riferito da un alto funzionario della Casa Bianca.

Tra i temi che Trump potrebbe affrontare figurano la Groenlandia, il Venezuela e il progetto di istituire un Consiglio di pace per il dominio dell’emisfero occidentale.

Annullato l’incontro Trump–Merz

Il ritardo della delegazione statunitense ha avuto un primo effetto politico concreto: è stato annullato l’incontro bilaterale previsto tra Trump e il cancelliere tedesco Friedrich Merz. A riferirlo è stata una fonte tedesca citata da Reuters.

Un segnale che fotografa le difficoltà organizzative ma anche le tensioni latenti tra Washington e i principali partner europei, proprio mentre sul tavolo ci sono nuove minacce di dazi contro i Paesi UE.

Von der Leyen non torna a Davos

Contrariamente alle indiscrezioni dei giorni precedenti, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen non farà ritorno a Davos.

Dopo il suo intervento alla Plenaria di Strasburgo, la leader tedesca è rientrata a Bruxelles per preparare il vertice straordinario dei 27 in programma per domani. Lo hanno confermato fonti UE, precisando che non parteciperà nemmeno alla cerimonia di apertura del Board of Gaza.

Il portavoce della Commissione, Olof Gill, ha escluso qualsiasi incontro bilaterale con Trump:

“Per quanto ne so, non sono stati inoltrati inviti in nessuna delle due direzioni”.

La strategia europea sulla sicurezza artica

A Strasburgo, von der Leyen ha delineato con chiarezza la nuova linea europea sull’Artico, in risposta alle ambizioni statunitensi sulla Groenlandia.

“L’Europa preferisce il dialogo e le soluzioni, ma siamo pienamente preparati ad agire, se necessario, con unità, urgenza e determinazione”, ha dichiarato.

La presidente ha annunciato tre pilastri principali:

  • Aumento massiccio degli investimenti europei in Groenlandia, per sostenere economia e infrastrutture locali.
  • Cooperazione rafforzata con Stati Uniti e partner come Regno Unito, Canada, Norvegia e Islanda per la sicurezza artica.
  • Riorientamento della spesa per la difesa verso attrezzature adatte alle condizioni dell’Artico.

“Il mondo è cambiato così rapidamente e l’Europa ora deve cambiare con esso”, ha sottolineato.

Groenlandia, sovranità e diritto internazionale

Uno dei passaggi più applauditi in Aula riguarda la difesa della sovranità groenlandese:

“La Groenlandia non è solo un territorio strategico e ricco di materie prime. È soprattutto la patria di un popolo libero e sovrano. Il futuro della Groenlandia spetta solo ai groenlandesi”.

Un messaggio diretto a Washington, dopo le dichiarazioni di Trump sull’interesse strategico per l’isola artica.

Dazi, Nato e Ucraina: le fratture atlantiche

A Davos emergono nuove fratture tra Stati Uniti ed Europa:

  • Minacce di nuovi dazi contro i Paesi UE che hanno inviato militari in Groenlandia.
  • Ipotesi, sostenuta dalla Francia, di attivare lo strumento anti-coercizione contro le imprese americane, mentre l’Italia frena.
  • Incertezze su un possibile bilaterale Zelensky–Trump e arrivo in Svizzera anche dell’inviato di Vladimir Putin.

Il forum diventa così il palcoscenico di un confronto strategico che va oltre l’economia e investe direttamente la sicurezza globale.

Tra l’arrivo in ritardo di Trump, l’assenza di von der Leyen e lo scontro sulla Groenlandia, l’Europa è chiamata a definire una risposta comune per difendere sovranità, sicurezza e interessi strategici in un mondo sempre più instabile.