Una serie di incursioni condotte dall’aviazione militare di Tel Aviv ha colpito la pista del complesso militare di Abu al-Duhur, una vasta installazione di circa otto chilometri quadrati collocata nella provincia di Idlib, nel quadrante nord-occidentale della Siria. Stando a quanto dichiarato da fonti ufficiali del Ministero della Difesa di Damasco all’emittente Al-Ekhbariya, i caccia hanno scagliato otto vettori d’attacco intorno alle ore 2:50 locali. Le esplosioni hanno causato consistenti danni alle infrastrutture di volo, senza tuttavia provocare feriti o vittime. Il bombardamento costituisce la prima operazione sul sito dal cambio di regime del dicembre 2024 e il primo raid aereo accertato nel paese dallo scorso marzo.
L’ispezione della delegazione d’Ankara prima del blitz
Il momento scelto per l’incursione evidenzia precisi obiettivi di natura strategica. Le incursioni si sono verificate a brevissima distanza da un sopralluogo dei tecnici militari turcici, giunti sul posto nella giornata di lunedì per pianificare la riabilitazione dei 22 raccordi di rullaggio del secondo scalo della regione nord siriana. Fonti informative locali confermano la presenza di mezzi d’Ankara nell’area durante le fasi dell’attacco, preceduto da prolungati sorvoli di velivoli-spia israeliani. L’azione bellica appare come un avvertimento diretto al governo turco, orientato a supportare le nuove autorità siriane nel ripristino delle capacità di difesa aerea.
La strategia della fascia di sicurezza nel quadrante meridionale
A seguito della caduta di Bashar al-Assad, le forze armate di Tel Aviv hanno intensificato gli attacchi aerei, puntando alla neutralizzazione degli apparati bellici residui. Le incursioni hanno progressivamente distrutto postazioni di difesa antiaerea, centri di stoccaggio missilistico, laboratori di ricerca e le unità della marina militare d’stanza a Latakia e Tartus. Parallelamente, le unità di terra hanno valicato la linea di demarcazione controllata dall’ONU sulle alture del Golan, allestendo avamposti e blocchi stradali per consolidare un perimetro difensivo avanzato all’interno del confine con Damasco.
I trascorsi bellici della base strategica di Idlib
L’infrastruttura aeroportuale di Abu al-Duhur ha svolto un ruolo chiave nelle dinamiche belliche degli ultimi anni. Caduta nelle mani delle milizie d’opposizione nel settembre 2015, la struttura fu riconquistata dalle truppe governative nel 2018, per poi passare sotto il controllo delle nuove autorità nel dicembre 2024. Il blitz odierno si somma ai danni già inflitti agli scali di Hama, Tiyas, Shayrat, Palmira, Dumayr e Mezzeh. I vertici provvisori di Damasco hanno denunciato con fermezza la violazione dell’integrità territoriale, confermando l’intenzione di proseguire il piano di riarmo aeronautico in collaborazione con gli alleati d’area.