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Da oggi il World Economic Forum a Davos: presenza record di Capi di Stato e di Governo

Rapporto Oxfam sulla ricchezza: aumentano i supermiliardari (e le diseguaglianze)

Da oggi il World Economic Forum a Davos: presenza record di Capi di Stato e di Governo

Da oggi, lunedì 19 gennaio, fino venerdì 23 gennaio 2026, Davos ospita il 56° incontro annuale del World Economic Forum (WEF), uno degli appuntamenti più rilevanti a livello globale per il confronto tra politica, economia, tecnologia e società civile. L’edizione di quest’anno, che si svolge sotto il tema Uno spirito di dialogo, segna livelli record di partecipazione: quasi 3.000 leader provenienti da oltre 130 Paesi sono riuniti in Svizzera in un momento definito cruciale per la cooperazione internazionale (nella foto di copertina Ursula von der Leyen e Donald Trump al WEF 2025).

Presenza record: chi sono i leader a partecipare

A Davos sono attesi circa 400 leader politici di alto livello, tra cui quasi 65 capi di Stato e di Governo e sei leader del G7, insieme a circa 850 amministratori delegati e presidenti delle principali aziende mondiali e a quasi 100 rappresentanti di unicorni e pionieri tecnologici. Mai prima d’ora, secondo gli organizzatori, l’Assemblea annuale aveva registrato una presenza governativa così elevata.

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Tra i principali leader politici presenti figurano, tra gli altri, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere federale tedesco Friedrich Merz, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il presidente argentino Javier Milei, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il presidente israeliano Isaac Herzog e numerosi capi di governo e di Stato provenienti da Europa, Americhe, Africa, Medio Oriente e Asia.

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Partecipano inoltre i vertici delle principali organizzazioni internazionali, tra cui il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, la direttrice generale dell’Organizzazione mondiale del commercio Ngozi Okonjo-Iweala, la direttrice del Fondo monetario internazionale Kristalina Georgieva, il presidente del Gruppo Banca mondiale Ajay S. Banga e il segretario generale della NATO Mark Rutte.

Sul tavolo le maggiori sfide globali

Il Forum si svolge in un contesto geopolitico definito tra i più complessi degli ultimi decenni, caratterizzato da frammentazione, conflitti e rapidi cambiamenti tecnologici. L’obiettivo dichiarato è offrire una piattaforma imparziale di dialogo pubblico-privato per affrontare le principali sfide globali, dalla cooperazione in un mondo sempre più conteso alle nuove fonti di crescita, dagli investimenti nelle persone all’implementazione responsabile dell’innovazione, fino alla costruzione della prosperità entro i confini planetari.

Ampio spazio è riservato ai temi dell’innovazione e della tecnologia, con la partecipazione di figure di primo piano del settore e del mondo accademico. All’incontro prendono parte, tra gli altri, Jensen Huang (NVIDIA), Satya Nadella (Microsoft), Andy Jassy (Amazon), Demis Hassabis (Google DeepMind), Dario Amodei (Anthropic), Sarah Friar (OpenAI), Yoshua Bengio e Yuval Harari. In parallelo, circa 200 leader della società civile, del settore sociale e culturale contribuiscono al dibattito, insieme a rappresentanti di ONG, sindacati, università e think tank.

Il rapporto Oxfam 2026: diseguaglianza in forte aumento

Parallelamente all’apertura dei lavori del Forum, Oxfam ha diffuso il suo rapporto annuale sulla ricchezza globale, presentato proprio alla vigilia di Davos. Il quadro che emerge è quello di una disuguaglianza in forte aumento. Nel 2025 la ricchezza dei miliardari è cresciuta del 16%, pari a circa 2.500 miliardi di dollari in valori assoluti, raggiungendo il livello record di 18.300 miliardi di dollari. Si tratta di un aumento dell’81% rispetto al 2020 e di una crescita a un ritmo tre volte superiore alla media degli ultimi cinque anni. Per la prima volta, il numero dei miliardari nel mondo ha superato quota 3.000.

Secondo Oxfam, da soli i 12 miliardari più ricchi del pianeta detengono una ricchezza complessiva di 2.635 miliardi di dollari, superiore a quella posseduta dalla metà più povera dell’umanità, ossia da oltre 4,1 miliardi di persone. Un dato che appare ancora più allarmante se confrontato con il fatto che una persona su quattro nel mondo soffre di insicurezza alimentare e quasi la metà della popolazione globale vive in povertà. L’organizzazione sottolinea inoltre che la ricchezza aggregata dei miliardari sarebbe sufficiente a sradicare la povertà estrema 26 volte.

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Il rapporto evidenzia anche come l’accumulo di ricchezza si traduca in un potere politico sproporzionato: un miliardario ha oggi 4.000 volte più probabilità di ricoprire cariche pubbliche rispetto a un cittadino comune. Oxfam punta il dito contro le politiche fiscali e di deregolamentazione, citando in particolare il programma dell’amministrazione Trump, che avrebbe favorito un’élite oligarchica attraverso tagli fiscali, deregolamentazione tecnologica e l’opposizione a una tassazione minima globale delle multinazionali. Preoccupazione viene espressa anche per il controllo dei media: più della metà delle principali testate mondiali è oggi di proprietà di miliardari, con rischi per il pluralismo dell’informazione.

Secondo l’analisi di Oxfam, l’estremizzazione delle disuguaglianze economiche contribuisce all’erosione dei diritti e della libertà politica, alimentando il rischio di arretramento democratico e l’ascesa di forme di autoritarismo. In questo contesto, Davos si apre come uno spazio di confronto globale tra leader politici, economici e sociali, chiamati a misurarsi con le grandi contraddizioni del nostro tempo: da un lato una concentrazione di ricchezza senza precedenti, dall’altro miliardi di persone che continuano a vivere in condizioni di povertà, insicurezza e vulnerabilità.