Emergono nuovi e pesanti elementi nell’inchiesta sulla tragedia di Capodanno a Crans-Montana, dove l’incendio nel locale Le Constellation ha causato la morte di 40 persone e il ferimento di altre 116. Al centro delle indagini della Procura di Sion finiscono ora alcuni messaggi audio e video, acquisiti agli atti, che documentano lo stato precario dei pannelli di schiuma fonoassorbente installati nel locale prima del rogo.
I messaggi di Moretti al collaboratore
In uno degli audio, inviato da Jacques Moretti a un collaboratore, il proprietario del Constellation si riferisce esplicitamente alla schiuma che si stava staccando dal soffitto:
“Dimmi se la schiuma cade o no. Se cade, purtroppo dovremo lasciarle“.
In un altro messaggio aggiunge:

“Ho usato una schiuma che non conosco… fammi sapere se va bene”.
Dopo aver ricevuto ulteriori video e riscontri, Moretti risponde:
“Ok, allora ne rimetteremo, grazie” e successivamente: “Sì, sembra niente male, togli pure le altre per favore”.
I messaggi, diffusi dalla televisione svizzera Rts e acquisiti formalmente nell’indagine, sono accompagnati da due video che mostrano un collaboratore intento a cercare di fissare i pannelli acustici al soffitto utilizzando stecche da biliardo e sgabelli come sostegni improvvisati. Il materiale è stato raccolto dall’avvocato Romain Jordan, che assiste molte famiglie delle vittime, e consegnato agli inquirenti come prova del deterioramento della schiuma all’origine dell’incendio.
La difesa di Moretti si estende ai “controllori”
Nel corso dell’interrogatorio, Moretti ha ammesso di aver testato personalmente la schiuma con un cannello:
“Avevo visto che comunque bruciava. L’ha trapassata tutta. L’unica cosa che mi ha dato fastidio è stato il fumo che mi ha stordito, per il resto nulla mi ha scioccato”, ha dichiarato agli investigatori.
Nonostante ciò, l’imprenditore ha ribadito che nel 2018 e nel 2019 il locale era stato sottoposto a controlli di sicurezza sia dal Comune di Crans-Montana sia dal comandante dei vigili del fuoco, senza che venissero sollevate osservazioni sulla schiuma fonoassorbente.
Crans-Montana: une vidéo deux semaines avant l’incendie meurtrier met en cause les mousses acoustiques du bar pic.twitter.com/E5ouQYH29X
— BFM (@BFMTV) January 27, 2026
Proprio questo punto è diventato centrale nel confronto con la magistratura. Durante un’audizione, una procuratrice ha mostrato a Moretti una lettera comunale del 2016 relativa ai lavori di ristrutturazione e insonorizzazione del locale. Alla domanda se i controlli successivi avessero riguardato anche la schiuma installata su pareti e soffitto, Moretti ha risposto affermativamente, sottolineando che nessuna criticità gli era stata segnalata. “Se all’epoca mi avessero fatto osservazioni, mi sarei conformato“, ha messo a verbale. Una linea difensiva che sembra puntare a estendere le responsabilità anche ai controllori.
La presunta riunione per influenzare le deposizioni
Nel frattempo, nuovi fronti si aprono anche sul possibile inquinamento delle prove. L’avvocata Nina Fournier ha denunciato alla Procura che i coniugi Moretti avrebbero convocato, il 7 gennaio 2026, dipendenti ed ex dipendenti dei tre locali della famiglia per una riunione che, secondo la legale, avrebbe potuto influenzare le deposizioni. Accusa respinta da Jessica Moretti, che ha negato qualsiasi incontro organizzato dalla coppia.
Dall’interrogatorio di Jessica emergono inoltre numerosi dettagli sulle uscite di sicurezza e sulle condizioni del locale la notte dell’incendio. La donna ha dichiarato di non sapere perché una porta di servizio fosse chiusa a chiave e di aver scoperto solo in seguito che un’uscita di emergenza era ostruita da una sedia. Nel verbale si annota più volte che l’indagata appare emotiva e in lacrime, soprattutto quando parla di Cyane, la cameriera morta nell’incendio.

A rafforzare i dubbi sulla sicurezza del locale contribuisce anche la testimonianza di un fornitore, secondo cui già dieci anni fa Le Constellation disponeva di un’unica uscita di emergenza non a norma. Lo stesso testimone riferisce che nel 2015 Moretti avrebbe rifiutato l’installazione di protezioni in schiuma ignifuga per ragioni di budget, privilegiando invece investimenti estetici.
Intanto, Jacques e Jessica Moretti sono tornati a casa dopo la scarcerazione su cauzione, il cui pagamento resta coperto da riserbo anche nei confronti della Procura. L’inchiesta prosegue tra interrogatori, nuovi dossier depositati e crescenti pressioni da parte dei legali delle famiglie delle vittime, che chiedono un’accelerazione delle indagini e un chiarimento su tutte le responsabilità, dirette e indirette, che hanno portato alla strage di Crans-Montana.