La missione

Cosa andranno a fare sette Carabinieri italiani a Gaza

L’obiettivo dei militari al valico di Rafah è evacuare circa 300 persone al giorno dalla Striscia

Cosa andranno a fare sette Carabinieri italiani a Gaza
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Sette Carabinieri italiani sono in partenza tra martedì 28 e mercoledì 29 gennaio 2025 per unirsi alla missione europea al valico di Rafah, nella Striscia di Gaza. Questa missione, la cui guida è stata affidata interamente all’Italia, ha l’obiettivo cruciale di evacuare fino a 300 feriti o malati al giorno da Gaza.

Missione a Rafah, arrivano sette Carabinieri italiani

La riattivazione della missione EUBAM-RAFAH (European Union Border Assistance Mission) è stata ufficialmente annunciata dal Consiglio Affari Esteri dell’Unione Europea e approvata dal Comitato Politico e di Sicurezza. Si tratta di un passo strategico nel contesto del conflitto israelo-palestinese.

Lo scopo è stabilizzare la gestione del valico di confine tra Gaza ed Egitto, una zona che è stata più volte teatro di attacchi e tensioni. L’operazione è stata definita durante il vertice dei ministri degli Esteri di lunedì 27 gennaio presieduto dall’Alto rappresentante dell’UE Kaja Kallas, alla presenza del Ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani.

 

Tajani dopo il vertice

Il ruolo di primo piano dell'Italia

La gestione del valico di Rafah, a lungo osteggiata dall’IDF (l’esercito israeliano) per timori legati al passaggio di supporto ad Hamas insieme agli aiuti umanitari, è stata uno dei nodi centrali del conflitto.

In questo conteso, l’Italia avrà un ruolo organizzativo e operativo di primo piano. Oltre ai sette carabinieri in arrivo, altri due militari italiani già presenti a Gerico, in Cisgiordania, si uniranno alla squadra. Altri contributi arriveranno dalla Francia, con quattro uomini, e dalla Spagna, con nove.

La permanenza prevista per i militari è di 42 giorni durante i quali si lavorerà al massimo delle capacità per evacuare i feriti e portare assistenza umanitaria.

L'obiettivo? Evacuare 300 persone al giorno

La scelta di affidare la missione all’Italia è stata motivata dai buoni rapporti che il nostro Paese ha saputo mantenere con tutte le parti in causa. Un ruolo a guida statunitense sarebbe stato difficilmente accettabile da alcuni attori, ma il profilo diplomatico italiano ha consentito il via libera unanime.

L’obiettivo immediato della missione è evacuare circa 300 persone al giorno dalla Striscia di Gaza, molte delle quali ferite o malate, fornendo un aiuto essenziale a una popolazione stremata dalla guerra.

Nel frattempo, un cargo contenente 60 tonnellate di aiuti umanitari raccolti dalla Confederazione delle Misericordie e partiti da Monfalcone è già arrivato a Cipro e sarà distribuito nella Striscia.

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