Opposizione e diplomazia

Congresso approva primo pacchetto di sanzioni alla Russia sotto Trump, lui intanto valuta accordi commerciali con Putin

Via libera della Camera USA al "Graham Act" contro Mosca. Il New York Times però scrive: "Possibilità di cooperazione economica prima della fine della guerra per far progredire i negoziati"

Congresso approva primo pacchetto di sanzioni alla Russia sotto Trump, lui intanto valuta accordi commerciali con Putin

Giovedì 17 settembre 2026, il Congresso degli Stati Uniti ha approvato definitivamente il primo pacchetto di sanzioni contro la Russia da quando Donald Trump è ritornato a essere Presidente. Anche la Camera, con 262 voti favorevoli e 159 contrari, ha dato il suo ok dopo che a luglio il “Graham Act” (dal nome del suo promotore, cioè il senatore Lindsey Graham, che è morto due mesi fa) era passato in Senato (in copertina: immagine dell’incontro Trump-Putin ad Anchorage in Alaska nell’agosto 2025).

Le prime sanzioni USA alla Russia sotto Trump

Nel dettaglio, le sanzioni colpiscono funzionari e pilastri dell’economia russa, con l’obiettivo di privare Putin di risorse finanziarie utili a portare avanti la guerra con l’Ucraina. Per il via libera definitivo, il provvedimento passerà ora al Presidente Donald Trump per la firma e la promulgazione.

“È proprio il disegno di legge di Lindsey Graham, insieme alle altre misure sanzionatorie incisive adottate dai nostri partner contro la causa scatenante di questa guerra, ovvero la Russia, a costituire uno strumento estremamente potente in grado di porre fine a questa guerra terroristica e di costringere la Russia a fare pace” ha scritto il Presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky.

Presi di mira in particolare i settori dell’energia e della difesa della Russia, nonché la cosiddetta “flotta ombra” di petroliere usata da Mosca per aggirare le sanzioni occidentali. La legge permette anche a Trump di imporre dazi al 100% sui principali acquirenti di petrolio e gas russi (inclusi India e Cina), al fine di bloccare i flussi di entrate che finanziano la guerra russa.

Quest’ultimo aspetto, tuttavia, fa storcere il naso tra alcuni democratici: nonostante il supporto convinto all’Ucraina, c’è scetticismo nel concedere a Trump maggiori poteri in ambito commerciale.

NYT: “Trump valuta accordi con Putin”

Ma parallelamente a ciò, nelle ultime ore è uscita un’indiscrezione pubblicata dal New York Times, che sembrerebbe andare in direzione opposta rispetto al pacchetto di sanzioni approvate dal Congresso.

La Casa Bianca, infatti, starebbe valutando la possibilità di firmare accordi economici con la Russia prima della fine della guerra con l’Ucraina. Il NYT, su questo tema, cita due fonti vicine ai colloqui, evidenziando che si tratti di un approccio contrario a quanto sostenuto finora, cioè che solo la pressione economica e militare a Putin lo avrebbe costretto a scendere a compromessi.

Una cooperazione economica verrebbe ora vista come uno strumento per aiutare i negoziati tra le parti. Tuttavia, il New York Times sostiene che questi accordi potrebbero essere conclusi a prescindere o meno dal raggiungimento di un’intesa di pace completa sull’Ucraina. Insomma, ciò riflette il desiderio di Trump di ristabilire relazioni economiche con Putin.

All’interno dell’Amministrazione statunitense, però, non ci sarebbe una visione unanime sulla rapidità con cui tali accordi con Mosca dovrebbero essere raggiunti. Il NYT aggiunge che le possibili aree di cooperazione sono energia, investimenti e altri settori di potenziale collaborazione tra imprese americane e russe.

Ma qualsiasi accordo economico USA-Russia resta comunque in bilico qualora rimangano attive le sanzioni statunitensi.