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Che cos'è la pillola anti Covid approvata in Inghilterra (che potrebbe arrivare in Italia)

Dimezza il rischio di ospedalizzazione e morte nei pazienti adulti con Covid lieve e moderato non vaccinati a rischio di sviluppare una forma severa della malattia. E anche Pfizer annuncia la "sua" pillola.

Che cos'è la pillola anti Covid approvata in Inghilterra (che potrebbe arrivare in Italia)
Esteri 05 Novembre 2021 ore 14:04

La pillola anti Covid sta diventando una realtà concreta: il Regno Unito ha approvato l’uso di Molnupiravir, prodotta da Merck & Co. Parliamo di un farmaco antivirale che nello studio clinico di fase 3 (eseguito su 775 pazienti) ha mostrato di dimezzare il rischio di ospedalizzazione e morte nei pazienti adulti con Covid lieve e moderato che non fossero vaccinati e fossero a rischio di sviluppare una forma severa della malattia. L’immunologo e consulente della Casa Bianca Anthony Fauci ha definito "impressionanti" i risultati ottenuti dal farmaco.

In UK approvata pillola anti Covid

La Gran Bretagna è il primo Paese al mondo a dare il via libera al farmaco antivirale per curare il Covid-19. La Mhra, l’Agenzia del farmaco del Regno Unito, ha autorizzato la pillola per il trattamento della malattia da lieve a moderata negli adulti che sono risultati positivi alla nuova forma di coronavirus e presentano almeno un fattore di rischio di sviluppare la malattia in forma grave. Al momento il farmaco resta in revisione presso altri enti regolatori internazionali, come la statunitense Fda e l’europea Ema. In attesa delle possibili autorizzazioni da parte delle agenzie regolatorie, Merck ha dichiarato di prevedere la produzione di 10 milioni di dosi entro la fine dell’anno, e almeno 20 milioni nel 2022.

"Il nostro Paese, il Regno Unito, diventa il primo Paese al mondo ad aver approvato un antivirale contro il Covid-19 che può essere assunto a casa" ha detto Sajid Javid, ministro della Sanità del governo di Boris Johnson, nella giornata di ieri, 4 novembre 2021.

Come funziona

Il farmaco antivirale, nello studio clinico di fase 3, ha mostrato di dimezzare il rischio di ospedalizzazione e morte, come già accennato. L’80% dei casi presi in esame è di persone infettate con le varianti (Delta, Gamma e Mu). I risultati sono stati talmente schiaccianti da portare alla sospensione del reclutamento dei volontari per la superiorità del farmaco rispetto al placebo.

Il farmaco di Merck & Co. non bersaglia la proteina spike del virus - altamente mutagena, ma agisce contro la polimerasi virale, un enzima di cui il nuovo coronavirus necessita per replicarsi dentro al nostro corpo - ciò consentirebbe di mantenere una efficacia costante indipendentemente dalle varianti.

A questo farmaco i ricercatori statunitensi della Emory University di Atlanta lavorano dal lontano 2013. L’arrivo del Covid-19 ha fatto pensare che il principio attivo del farmaco potesse risultare una potenziale terapia anti-influenzale ad ampio spettro e in fase pre clinica ha bloccato in 24 ore la trasmissione di Sars-Cov-2 nei furetti.

Semplificando: Molnupiravir è stato progettato per introdurre errori nel codice genetico del virus, impedendone la duplicazione, senza dover ricorrere al lavoro del sistema immunitario.

Somministrazione e costi

La somministrazione avviene per via orale, sono 800 mg due volte al giorno per cinque giorni e risulta efficace se usato nelle prime fasi dell’infezione: quello del tempo sembra essere un fattore fondamentale, come già visto con i monoclonali. Ogni ciclo di terapia costerà 700 dollari. Ma c'è una buona notizia...L’azienda ha concesso una licenza royalty-free a Medicines Patent Pool, un’organizzazione no-profit sostenuta dall’Onu che vuole rendere le cure mediche accessibili a tutti: l’accordo consentirà alle aziende di 105 Paesi più poveri (soprattutto in Africa e Asia) di produrre e vendere la pillola anti-Covid a basso costo.

La scelta altruistica

Merck, Ridgeback Botherapeutics e la Emory University di Atlanta non riceveranno royalty per le vendite del farmaco finché Covid-19 rimarrà classificata dall’Organizzazione mondiale della sanità come un’emergenza di sanità internazionale.

Nonostante siano ancora in attesa di approvazione, al 27 ottobre 2021 la Francia aveva già ordinato 50 mila dosi, gli Stati Uniti 1,7 milioni. Altri Stati, come la Nuova Zelanda, intendono organizzarsi per una produzione interna del farmaco. La casa farmaceutica ha affermato in una nota che chiederà all’Fda americana e poi agli altri enti regolatori di tutto il mondo l’autorizzazione all’uso in emergenza della pillola antivirale Molnupiravir.

E in Italia?

In Italia non si esclude l'utilizzo della pillola. Lo ha detto venerdì 5 novembre 2021 il presidente dell'Istituto superiore di Sanità Franco Locatelli durante una conferenza stampa con il ministro della Salute Roberto Speranza e il commissario Francesco Paolo Figliuolo, nel corso della quale si è parlato anche di Green pass e terze dosi.

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Intanto Pfizer...

Intanto anche Pfizer ha annunciato i risultati sulla sua pillola sperimentale. Il medicinale, secondo gli studi della multinazionale del farmaco, sarebbe capace di ridurre i tassi di ricovero e morte vicina al 90%. La casa farmaceutica chiederà l'autorizzazione alla Fda per la commercializzazione del prodotto.

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