RETROSCENA

Che cosa sta facendo l’Ucraina per la guerra in Iran

Un paradosso per molti versi: pur con una guerra in corso sulle spalle, l'Ucraina si sta rivelando più utile ed efficace nella difesa dei Paesi del Golfo Persico rispetto agli stessi Usa, per non parlare di Europa e Nato

Che cosa sta facendo l’Ucraina per la guerra in Iran

Oggi, giovedì 26 marzo 2026,  il leader ucraino Volodymyr Zelenskyy ha confermato l’invio di 200 specialisti anti-drone in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti.

Una squadra aggiuntiva è attualmente in fase di trasferimento verso il Kuwait. La missione primaria di questi tecnici consiste nel fortificare le difese contro i droni Shahed di fabbricazione iraniana utilizzati per colpire sistematicamente le infrastrutture energetiche strategiche.

Drone Shahed

Cosa sta facendo l’Ucraina per la guerra in Iran

Kiev possiede la competenza pratica derivante da anni di conflitto contro la Russia. Le forze di difesa ucraine hanno sviluppato protocolli avanzati che integrano guerra elettronica e sistemi di disturbo radio, superando l’inefficacia dei costosi missili antiaerei occidentali, proibitivi e spesso inadeguati a neutralizzare i droni iraniani.

Un paradosso per molti versi: pur con una guerra in corso sulle spalle, l’Ucraina si sta rivelando più utile ed efficace nella difesa dei Paesi del Golfo Persico rispetto agli stessi Usa, per non parlare di Europa e Nato.

Attriti diplomatici tra Washington e gli alleati NATO

Nonostante l’apporto tecnico fornito dagli ucraini agli alleati storici degli Stati Uniti, il presidente Donald Trump mantiene una linea di estrema freddezza verso Kiev.

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Zelensky e Trump

La tensione tra le due amministrazioni ha raggiunto il picco con la rivelazione circa il futuro del Donbass. Secondo quanto dichiarato dal politico ucraino in un’intervista rilasciata a Reuters, Washington avrebbe vincolato la firma del trattato sulle garanzie di sicurezza al ritiro totale delle truppe di Kiev dalla regione orientale.

Zelenskyy ha avvertito che una simile concessione territoriale a Vladimir Putin comprometterebbe l’intera architettura di stabilità del continente europeo.

Pressioni negoziali e crisi in Medio Oriente

L’attuale concentrazione statunitense sulle ostilità con l’Iran sta accelerando il tentativo di chiudere il dossier ucraino a ogni costo.

Il leader di Kiev ritiene che la strategia di Trump favorisca indirettamente le ambizioni russe, temendo un progressivo disinteresse americano per i negoziati di lungo periodo. Durante i recenti colloqui avvenuti a Miami, è emerso che il documento per la pace, precedentemente considerato pronto al 100%, necessita ancora di profonde revisioni a causa delle pressioni diplomatiche esercitate dagli Stati Uniti sulla compagine ucraina.