Non tardano le reazioni internazionali all’attacco Usa a Caracas e alla conseguente cattura di Nicolas Maduro e della moglie annunciata da Donald Trump. E sulla vicenda interviene anche la Russia, attaccando duramente gli Stati Uniti.
Le reazioni del governo venezuelano
Dopo l’operazione delle Delta Forces, la vicepresidente venezuelana Delcy Rodríguez ha rilasciato un’intervista televisiva in cui ha chiesto pubblicamente agli Stati Uniti “una prova che il presidente Maduro sia ancora in vita”. Rodríguez ha affermato che, allo stato attuale, il Governo non sarebbe a conoscenza del luogo in cui si troverebbero Maduro e la moglie.
La vicepresidente ha inoltre confermato l’intenzione dell’esecutivo di far rispettare il decreto di stato di emergenza, firmato da Maduro prima della sua scomparsa. Il provvedimento prevede la sospensione delle garanzie costituzionali su tutto il territorio nazionale.
Maduro sarà processato negli Stati Uniti
L’operazione è stata definita come un’azione di “liberazione e rovesciamento politico” dal vice segretario di Stato americano Christopher Landau, che ha parlato di una “nuova alba per Caracas”, sostenendo che Maduro dovrà ora rispondere dei presunti crimini commessi.
Secondo quanto riportato dal senatore repubblicano dello Utah Mike Lee in un post su X, Maduro sarebbe stato arrestato per essere processato con accuse penali negli Stati Uniti. Lee ha riferito di aver ricevuto tali informazioni durante una conversazione telefonica con il segretario di Stato Marco Rubio, precisando che non sarebbero previste ulteriori azioni militari in Venezuela.
Just got off the phone with @SecRubio
He informed me that Nicolás Maduro has been arrested by U.S. personnel to stand trial on criminal charges in the United States, and that the kinetic action we saw tonight was deployed to protect and defend those executing the arrest warrant… https://t.co/lXCxhPoKSZ
— Mike Lee (@BasedMikeLee) January 3, 2026
Mobilitazione militare e appelli alla resistenza
In un video diffuso sui social, il ministro della Difesa venezuelano Vladimir Padrino López ha annunciato lo schieramento delle forze armate in tutto il Paese. Il ministro ha invitato la popolazione a formare un “fronte unito di resistenza” contro quella che ha definito “la peggiore aggressione mai subita dal Venezuela”, esortando i cittadini a non cedere al panico.
Ipotesi di accordo e reazioni internazionali
Fonti interne all’opposizione venezuelana, citate da Sky News, parlano di una possibile “uscita di scena negoziata”, un accordo che avrebbe consentito a Maduro e alla moglie di lasciare il Paese in sicurezza. Anche questa versione non è stata ancora confermata ufficialmente.
La reazione di Mosca
La vicenda ha però sollevato reazioni in tutto il mondo, e in particolare in Russia, Paese tradizionalmente legato al Venezuela.
Il ministero degli Esteri di Mosca ha condannato duramente l’azione statunitense, definendola un’aggressione armata contro il Venezuela In un comunicato diffuso su Telegram, Mosca ha espresso “profonda preoccupazione e ferma condanna” per quanto accaduto.