L’eliminazione del vertice del Cartello Jalisco Nueva Generación provoca un’ondata di scontri armati e rappresaglie in Messico. Decine di vittime, trasporti paralizzati e ambasciate in stato di massima attenzione.
Messico, ucciso il re della droga El Mencho
Nemesio Oseguera Cervantes, conosciuto come El Mencho, è morto dopo essere stato gravemente ferito durante un’operazione delle forze speciali a Tapalpa, nello Stato di Jalisco, a circa due ore da Guadalajara, in Messico.
Il decesso è avvenuto mentre veniva trasferito in aereo verso Città del Messico, come confermato dal ministero della Difesa. Il raid, condotto con il coordinamento della Cia e dell’autorità di Washington, rappresenta uno dei colpi più significativi inferti negli ultimi anni al narcotraffico messicano.
Durante l’intervento, i militari sono stati bersagliati da armi pesanti. Sul posto si sono registrate quattro vittime, mentre altri tre feriti gravi – tra cui il capo del cartello – sono stati evacuati d’urgenza. Nel corso dell’operazione sono state arrestate due persone e sequestrato un arsenale composto da veicoli blindati e lanciarazzi.
Rappresaglie dopo la morte e 26 vittime negli scontri
La notizia della morte del leader del Cartello Jalisco Nueva Generación ha innescato una violenta controffensiva dei gruppi armati affiliati e dei Narcos.
In varie aree del Jalisco e negli Stati limitrofi sono comparsi blocchi stradali con mezzi incendiati, azioni note come narcobloqueos, finalizzate a ostacolare l’avanzata delle forze di sicurezza.

Il bilancio ufficiale parla di almeno 26 morti: tra questi 17 appartenenti alle forze dell’ordine – quindici membri della Guardia Nazionale, un agente della Procura e una guardia penitenziaria – oltre a una donna al terzo mese di gravidanza. Otto i decessi tra i gruppi criminali.
Le autorità hanno fermato 27 persone: undici accusate di partecipazione agli scontri e quattordici per saccheggi ai danni di negozi e istituti di credito. Le istituzioni parlano di azioni coordinate per destabilizzare l’ordine pubblico.
Assaltato anche l’aeroporto di Guadalajara. I filmati dell’attacco:
🚨🪖🇲🇽🇺🇸 Caos in Messico dopo l’uccisione di Nemesio Oseguera Cervantes, meglio noto come “El Mencho”, leader del Cartello Jalisco Nueva Generación (CJNG), in un’operazione congiunta condotta dalle Forze Speciali statunitensi e messicane. Scontri dentro e fuori l’aeroporto… pic.twitter.com/oxTRNLFXjk
— Dario D’Angelo (@dariodangelo91) February 22, 2026
Taglia da 15 milioni dagli Stati Uniti
Sul capo di Oseguera Cervantes pendeva una ricompensa da 15 milioni di dollari stanziata durante l’amministrazione di Donald Trump. Il narcotrafficante era considerato uno dei principali responsabili dell’esportazione di fentanyl e droghe sintetiche verso il mercato statunitense.
L’operazione fornisce a Città del Messico una dimostrazione concreta dell’impegno nella lotta ai cartelli, ma ora l’esecutivo dovrà contenere la risposta armata dell’organizzazione, privata del suo vertice storico.
Trasporti bloccati ed eventi rinviati
L’escalation di violenza ha avuto ripercussioni immediate sulle infrastrutture. Il porto di Manzanillo è stato temporaneamente sospeso, decine di voli cancellati e numerosi eventi pubblici rinviati per motivi di sicurezza.
La presidente Claudia Sheinbaum ha invitato la popolazione a mantenere la calma, mentre il governo federale ha rafforzato la presenza militare nelle zone più critiche.
Chi era El Mencho
Ex agente di polizia, con un precedente negli Stati Uniti per traffico di stupefacenti negli anni Novanta, Oseguera Cervantes aveva trasformato il CJNG (Cártel de Jalisco Nueva Generación) in una struttura paramilitare tra le più aggressive del Paese.
Sotto la sua guida, il gruppo ha ampliato la propria influenza attraverso metodi estremamente violenti e una rete internazionale di distribuzione di sostanze sintetiche.
Con la sua scomparsa si apre una fase di incertezza per gli equilibri interni al cartello e per la sicurezza nazionale.
Diramata allerta internazionale
Le ambasciate di Stati Uniti e Canada hanno diffuso avvisi urgenti per i propri cittadini, invitandoli a limitare gli spostamenti negli Stati di Jalisco, Tamaulipas, Michoacán, Guerrero e Nuevo León.
Anche la rappresentanza diplomatica italiana ha raccomandato di evitare movimenti non indispensabili a causa delle gravi turbative dell’ordine pubblico.
La crisi innescata dall’eliminazione del capo del CJNG conferma quanto la guerra tra Stato e cartelli resti una delle principali emergenze di sicurezza per il Messico, con ripercussioni ben oltre i confini nazionali.