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Ballottaggi Comunali: tutti sostengono di aver vinto

Schlein: "Meloni ha ancora problemi con la calcolatrice". 10 capoluoghi al centrosinistra, 6 al Centrodestra

Ballottaggi Comunali: tutti sostengono di aver vinto

I ballottaggi delle elezioni comunali 2026 consegnano un risultato politicamente diviso, ma non neutro. Nei sei capoluoghi chiamati al secondo turno il confronto tra centrodestra e centrosinistra si chiude in perfetta parità: tre città alla maggioranza di governo e tre al campo progressista. Il centrodestra vince ad Arezzo, Lecco e Macerata; il centrosinistra conquista Agrigento e mantiene Chieti e Trani.

Il dato complessivo della tornata, però, guarda oltre il solo secondo turno. Considerando tutti i 18 capoluoghi al voto tra primo turno e ballottaggi, il centrosinistra arriva a 10 sindaci eletti, il centrodestra a 6, mentre le amministrazioni civiche o espressione di altre aree politiche scendono a 2. È un risultato che consente a entrambe le coalizioni di rivendicare qualcosa: il centrodestra sottolinea le vittorie nei ballottaggi più competitivi e lo strappo di Lecco; il centrosinistra rivendica il saldo complessivo dei capoluoghi e la tenuta nelle città già amministrate.

Il dato più netto, però, riguarda la partecipazione. L’affluenza nei 42 Comuni chiamati al ballottaggio il 7 e l’8 giugno si ferma al 52%, circa otto punti in meno rispetto al primo turno. È un calo pesante, che conferma una tendenza già emersa nelle amministrative del 24 e 25 maggio: il voto locale continua a decidere equilibri importanti, ma coinvolge una quota sempre più ridotta di elettori.

(Immagine di copertina Legnini (Trani) e Boscagli (Lecco), fonte Facebook)

I sei capoluoghi: risultati definitivi

Nei capoluoghi lo scrutinio è completo. Ad Arezzo vince il centrodestra con Marcello Comanducci, che ottiene il 55,8% contro il 44,2% del candidato di centrosinistra Vincenzo Ceccarelli. È una conferma per l’area di governo in una città già amministrata dal centrodestra.

A Lecco arriva uno dei risultati politicamente più rilevanti. Il centrodestra conquista il Comune con Filippo Boscagli, al 52,0%, battendo il sindaco uscente di centrosinistra Mauro Gattinoni, fermo al 48,0%. È lo strappo simbolico più importante del secondo turno, perché cambia il colore politico di un capoluogo lombardo amministrato dal centrosinistra.

A Macerata il centrodestra conferma la città con Sandro Parcaroli, rieletto con il 54,3%. La candidata del centrosinistra Mirella Tittarelli si ferma al 45,7%. Anche qui il risultato rafforza il radicamento locale della coalizione di governo.

Sul fronte opposto, il centrosinistra ottiene una vittoria molto larga ad Agrigento, dove Michele Sodano raggiunge il 72,3%, lasciando al candidato di centrodestra Calogero Alonge il 27,7%. È il risultato numericamente più netto tra i sei capoluoghi al ballottaggio.

A Chieti vince Giovanni Legnini, sostenuto dal centrosinistra, con il 52,3%. Il candidato di centrodestra Umberto Sicari arriva al 47,7%. La città resta dunque nell’area progressista, ma con un margine relativamente contenuto.

A Trani il centrosinistra conserva il Comune con una vittoria di misura. Marco Galiano ottiene il 51,1%, mentre il candidato di centrodestra Antonio Guarriello arriva al 48,9%. È il ballottaggio più stretto tra i capoluoghi, deciso da pochi punti percentuali.

10 capoluoghi al centrosinistra, 6 al centrodestra

Centrosinistra / campo largo / area progressista: 10 capoluoghi

Agrigento, Avellino, Andria, Chieti, Enna, Mantova, Pistoia, Prato, Salerno, Trani.

Centrodestra: 6 capoluoghi

Arezzo, Crotone, Lecco, Macerata, Reggio Calabria, Venezia.

Civici / altre aree: 2 capoluoghi

Fermo, Messina.

Comuni andati al centrodestra

Al centrodestra vanno Castrovillari, dove è stata eletta Anna De Gaio; Cava de’ Tirreni, con Raffaele Giordano; Pompei, con Giuseppe Tortora, candidato di liste civiche ma in area centrodestra; Sorrento, con Corrado Fattorusso, sostenuto anche dal centrodestra; Comacchio, con Samuele Bellotti; Vignola, con Angelo Pasini; Genzano di Roma, con Fabio Papalia; Vigevano, con Paolo Previde Massara; San Giovanni Rotondo, con Floriana Natale; e Viareggio, con Sara Grilli, candidata civica e di centrodestra.

In questo blocco rientrano anche alcuni casi a forte componente civica ma politicamente letti nell’area del centrodestra, come Pompei, Sorrento e Viareggio. Meloni e altri esponenti della maggioranza hanno infatti rivendicato tra le vittorie del centrodestra anche Pompei, Sorrento, Viareggio, Comacchio, Vignola, Vigevano e Genzano.

Comuni andati al centrosinistra o campo largo

Al centrosinistra/campo largo vanno San Nicola la Strada, con Maria Natale; Somma Vesuviana, con Silvia Svanera; Casalnuovo di Napoli, con Giovanni Nappi; Frattamaggiore, con Luigi Del Prete, detto Gino Casabella; Civita Castellana, con Danilo Corazza; Trecate, con Raffaele Sacco; Valenza, con Luca Ballerini; Molfetta, con Manuel Flavio Minervini; San Vito dei Normanni, con Marco Ruggiero; Bronte, con Giuseppe Gullotta; Castelfranco Veneto, con Maria Wanjera Ghimenton; e Monselice, con Franco Ennio.

Nel caso della Campania, il dato politico è stato letto come prevalenza del campo largo, soprattutto nel Napoletano: il centrosinistra ha rivendicato le vittorie nei Comuni dove il centrodestra governava, tra cui Casalnuovo e Somma Vesuviana.

Comuni civici o non classificabili nettamente nei due poli

Ci sono poi Comuni in cui il vincitore è indicato soprattutto come civico o dove le liste non permettono una classificazione pulita tra centrodestra e centrosinistra.

Tra questi metterei Angri, dove ha vinto Alfonso Scoppa in una sfida molto locale e familiare contro l’ex sindaco Pasquale Mauri; Campagna, dove è stata eletta Adele Amoruso; Ottaviano, con Ferdinando Federico; Santa Marinella, con Alessio Manuelli, candidato civico; Ispica, con Pierenzo Muraglie, espressione di liste civiche; e probabilmente anche San Giovanni in Fiore, dove Antonio Barile ha battuto il candidato del centrodestra Marco Ambrogio, ma il quadro consiliare e politico resta più frammentato rispetto a una normale vittoria di coalizione.

Numeri alla mano: il centrodestra fa risultati forti soprattutto a Comacchio, Vignola, Vigevano, Genzano, Viareggio, Cava de’ Tirreni, Pompei, Sorrento e San Giovanni Rotondo; il centrosinistra/campo largo prende o conferma Comuni importanti come Molfetta, San Vito dei Normanni, San Nicola la Strada, Frattamaggiore, Somma Vesuviana, Casalnuovo, Trecate, Valenza, Castelfranco Veneto e Monselice; diversi altri casi restano invece a trazione civica.

Schlein: “Meloni ha problemi con la calcolatrice”

Il risultato dei ballottaggi ha aperto subito lo scontro politico sull’interpretazione del voto. Giorgia Meloni ha rivendicato le vittorie del centrodestra, parlando di risultati che confermano la “forza del centrodestra”, la “solidità della coalizione” e il suo “radicamento nei territori”. La premier ha citato in particolare i successi ad Arezzo, Macerata e Lecco, oltre ad altri Comuni conquistati o confermati dalla coalizione.

Dal Partito democratico è arrivata però la replica di Elly Schlein, che ha contestato la lettura della presidente del Consiglio: “Vedo che Giorgia Meloni continua ad avere problemi con la calcolatrice”.

La segretaria dem ha ricordato che, sui 18 capoluoghi al voto, il centrosinistra ne ha conquistati 10, contro i 6 del centrodestra e i 2 civici o di altre aree. Per Schlein, dunque, “al di là della propaganda della destra”, il voto segnala una “chiara affermazione dell’alleanza progressista”.