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Bahrein, raid iraniani su due hotel e un edificio residenziale. Attacchi israeliani in Libano, a Beirut quasi mezzo milione di evacuati

Secondo l'Unicef quasi 200 bambini uccisi dall'inizio dell'escalation

Bahrein, raid iraniani su due hotel e un edificio residenziale. Attacchi israeliani in Libano, a Beirut quasi mezzo milione di evacuati

Il conflitto in Medio Oriente continua ad allargarsi. Nelle ultime ore il Bahrein è tornato sotto attacco iraniano, mentre in Libano l’offensiva israeliana contro Hezbollah sta svuotando interi quartieri di Beirut. Intanto cresce il bilancio delle vittime civili, soprattutto tra i più piccoli: l’Unicef parla di quasi duecento bambini morti dall’inizio dell’escalation militare.

Raid iraniani in Bahrein: colpiti hotel e palazzi residenziali

Nella notte tra giovedì 5 e venerdì 6 marzo 2026 la capitale del Bahrein, Manama, è stata bersaglio di nuovi attacchi aerei attribuiti all’Iran. Le esplosioni hanno colpito edifici civili e strutture alberghiere nel cuore della città.

Il Ministero dell’Interno del piccolo Stato del Golfo Persico ha inizialmente parlato di due hotel e un palazzo residenziale danneggiati, salvo poi correggere il bilancio precisando che gli obiettivi erano un hotel e due edifici abitativi.

“L’aggressione iraniana ha provocato solo danni materiali, senza vittime”, ha dichiarato il dicastero in una nota diffusa in mattinata.

Un finale con un attacco a un hotel:

In uno dei palazzi colpiti è scoppiato anche un incendio, poi domato dai vigili del fuoco. Il Bahrein aveva già denunciato nella giornata precedente un altro raid che aveva innescato un rogo nella principale raffineria petrolifera statale.

Libano, offensiva israeliana nel sud

Nel frattempo l’esercito israeliano prosegue l’operazione militare contro Hezbollah nel Libano meridionale. I bombardamenti e il fuoco dell’artiglieria hanno costretto decine di migliaia di persone ad abbandonare città e villaggi nelle zone a sud del Paese.

Il bilancio provvisorio parla di almeno 72 morti, mentre l’esodo continua a crescere giorno dopo giorno.

Gli attacchi non si sono fermati alle aree di confine. Nelle ultime ore anche Beirut è tornata sotto pressione, con raid mirati soprattutto nei quartieri meridionali controllati da Hezbollah.

Beirut sotto pressione, evacuazioni di massa

Secondo diverse fonti internazionali, quasi mezzo milione di persone ha già lasciato le proprie case tra il Libano meridionale, Beirut e altre aree del Paese.

Il Jerusalem Post riferisce che oltre 400mila sfollati provengono dal sud del Libano, mentre decine di migliaia stanno abbandonando anche i quartieri meridionali della capitale dopo una serie di bombardamenti mirati.

Alcuni degli sfollati:

Solo nelle ultime 24 ore l’aviazione israeliana avrebbe effettuato circa 115 attacchi in Libano, tra cui 26 raid nell’area di Dahieh, roccaforte di Hezbollah. Interi quartieri si stanno svuotando e la zona rischia di trasformarsi in una città fantasma.

Le autorità israeliane hanno ordinato evacuazioni su larga scala. Non singoli edifici, ma interi distretti della periferia sud di Beirut. La fuga dei residenti ha paralizzato la città.

Quasi 200 bimbi uccisi secondo l’Unicef

Il dato più sconvolgente riguarda però le vittime più giovani. Secondo l’Unicef, dall’inizio dell’escalation militare tra Iran, Stati Uniti e Israele quasi 200 bambini sono stati uccisi in Medio Oriente in meno di una settimana.

Il bilancio diffuso dall’organizzazione è drammatico: 181 bambini morti in Iran, 7 in Libano, 3 in Israele e 1 in Kuwait.

L’episodio più tragico è avvenuto il 28 febbraio nella città iraniana di Minab. Un attacco israelo-statunitense ha centrato la scuola elementare femminile Shajareh Tayyebeh mentre le lezioni erano in corso.

“Tra le vittime ci sono 168 bambine, molte tra i 7 e i 12 anni”, ha denunciato l’Unicef. Altri 12 minori sono stati uccisi in diverse scuole colpite in cinque località del Paese.

Inoltre, gli attacchi hanno danneggiato almeno 20 scuole e 10 ospedali, compromettendo l’accesso dei bambini a istruzione e cure mediche.

L’appello dell’Onu al dialogo

Sul piano diplomatico la tensione resta altissima. Il portavoce del segretario generale dell’Onu, Stéphane Dujarric, ha spiegato che al momento non ci sono conferme su eventuali negoziati segreti tra Iran e Stati Uniti.

“Non abbiamo informazioni su contatti in corso ma speriamo che il dialogo possa riprendere il prima possibile per evitare altre vittime civili”, ha dichiarato.

Dalla Casa Bianca, invece, il presidente statunitense Donald Trump ha ribadito una linea durissima nei confronti di Teheran: secondo quanto riferito, punta allo smantellamento completo della leadership iraniana e avrebbe già in mente possibili nomi sostitutivi per guidare il Paese.