Martedì prossimo, 22 settembre 2026, al Palazzo di Vetro di New York si terrà l’Assemblea generale dell’ONU. Un incontro istituzionale importante, che vedrà la partecipazione di quasi tutti i rappresentanti del mondo intero.
L’occasione, ovviamente, sarà fondamentale per portare avanti i faccia a faccia riguardo i più delicati fronti internazionali di guerra, primo tra tutti quello in Medio Oriente. L’agenzia Axios, infatti, citando tre fonti a conoscenza dei fatti, ha rivelato che il Presidente USA Donald Trump dovrebbe incontrare i leader del Golfo a margine dell’Assemblea delle Nazioni Unite.
Incontro Trump-leader Golfo martedì all’Assemblea ONU
Un vertice che potrebbe essere aperto anche a una platea più ampia di soggetti di Paesi arabi e islamici. Axios aggiunge poi che alla base della riunione dovrebbe esserci il confronto sulle idee americane per una strategia post-bellica. Il capo della Casa Bianca, infatti, starebbe lavorando a un piano per il “giorno dopo”, che sarà definito meglio dopo le elezioni di metà mandato.
Nel frattempo, davanti alla stampa in North Carolina, il Presidente Trump ha di nuovo sottolineato che la fine del conflitto in Medio Oriente è vicina e che l’Iran ha intenzione di arrivare a un accordo:
“Quella guerra finirà molto presto. Vedremo. Trump aveva ragione su tutto. Vedrete. Sono stati decimati. E vogliono così disperatamente raggiungere un accordo che telefonano e dicono: ‘Vogliamo fare un accordo’“.
Tornando all’Assemblea generale dell’ONU di martedì prossimo, l’agenzia stampa AFP fa sapere che gli Stati Uniti hanno negato i visti a Mahmoud Abbas, cioè al Presidente dell’Autorità Palestinese, che così non potrà recarsi a New York (per la seconda volta consecutiva).

Prima di ciò, il Dipartimento di Stato aveva annunciato un’estensione delle sanzioni sui visti contro alti funzionari dell’Autorità Palestinese e membri dell’Olp, affermando che continuino a non rispettare gli impegni per cercare la pace con Israele, raggiunti in precedenti accordi. Tra questi, il fatto che l’Autorità Palestinese prosegua in azioni legali contro Israele presso la Corte Internazionale di Giustizia e la Corte Penale Internazionale.
Parteciperà anche Netanyahu
E a proposito di Israele, il primo ministro Benjamin Netanyahu sarà presente martedì prossimo all’Assemblea generale dell’ONU. Una partecipazione confermata, anche se nelle ultime ore Netanyahu aveva preso in considerazione l’idea di non andare a New York.
A fargli cambiare idea, secondo i media israeliani, il fatto del discorso al Palazzo di Vetro, evento molto seguito a livello internazionale e opportunità per rafforzare la sua campagna elettorale in vista delle elezioni di fine ottobre.
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Cosa farà Mamdani?
Sulla sua partecipazione, tuttavia, resta da capire cosa farà Zohran Mamdani, sindaco di New York. Lo scorso luglio, infatti, il nuovo primo cittadino democratico della "Grande Mela" ha dichiarato in un'intervista al New York Times che se Netanyahu verrà all'Assemblea ONU proverà a fare di tutto per farlo arrestare.
"Credo che il primo ministro Netanyahu debba essere processato all’Aia. Un criminale di guerra accusato dalla Corte penale internazionale".

Ricordiamo infatti che sul primo ministro di Israele (così come su Yoav Gallant, ex ministro della Difesa israeliano) pende un mandato di arresto, emesso dalla Corte penale internazionale, per l’accusa di crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi durante il conflitto nella Striscia di Gaza a seguito degli attacchi del 7 ottobre 2023. Tra le accuse figurano anche il ricorso alla fame come metodo di guerra tramite la privazione di beni indispensabili alla sopravvivenza della popolazione civile.
Tuttavia, Mamdani ha spiegato che non sa se ha effettivamente l’autorità di ordinare al Dipartimento di Polizia di arrestare il capo di governo di uno Stato straniero.
"Siamo in fase di confronto attivo. Faremo quello che la legge mi consente di fare, ma non scriveremo leggi ad hoc a tal fine".
Le parole di Mamdani, però, potrebbero restare senza conseguenze, dato che gli USA non hanno ratificato il trattato istitutivo della Corte penale internazionale e non sono quindi giuridicamente obbligati a dare esecuzione ai suoi provvedimenti. In tal senso, qualora Netanyahu arrivasse a New York per i lavori dell’ONU, un suo eventuale arresto non dipenderebbe dalla sola volontà del sindaco, ma chiamerebbe in causa il governo federale.