Da un lato sostiene che la guerra è oramai vinta e che “non ci sono più obiettivi, dato che abbiamo bombardato tutto”. Dall’altro, però, fa pressione sugli alleati perché diano una mano in Iran.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha lanciato un duro avvertimento agli alleati della NATO: l’Alleanza Atlantica potrebbe affrontare un futuro “molto negativo” se non contribuirà alla riapertura dello Stretto di Hormuz, il corridoio marittimo cruciale per il trasporto globale di petrolio, attualmente bloccato dall’Iran nel contesto della guerra in Medio Oriente.
In una breve intervista al Financial Times, Trump ha sottolineato che gli Stati Uniti si aspettano un maggiore impegno da parte dei Paesi europei, paragonando la situazione al sostegno americano all’Ucraina nella guerra contro la Russia.
“Se non ci sarà alcuna risposta o se la risposta sarà negativa, penso che sarà molto negativo per il futuro della Nato”, ha dichiarato il presidente.
La crisi nello Stretto di Hormuz e l’impatto sui prezzi dell’energia
La chiusura dello Stretto di Hormuz, uno dei punti strategici più importanti per il commercio energetico mondiale, ha già provocato forti tensioni sui mercati internazionali. Attraverso questo passaggio transita una quota significativa del petrolio globale, e l’interruzione del traffico ha fatto impennare i prezzi dell’energia in diversi Paesi.

Secondo Trump, proprio per questo motivo gli alleati europei dovrebbero contribuire in modo concreto a garantire la sicurezza della rotta marittima e a ripristinare il flusso delle esportazioni energetiche.
Le critiche al Regno Unito
Nel corso dell’intervista, il presidente americano ha espresso anche frustrazione per la risposta del Regno Unito alla sua richiesta di intervento militare.
Trump ha riferito di aver parlato domenica con il primo ministro britannico Keir Starmer, sottolineando come Londra sia tradizionalmente considerata uno degli alleati più stretti degli Stati Uniti.
“Il Regno Unito potrebbe essere considerato l’alleato numero uno, quello con la storia più lunga e così via: eppure, quando ho chiesto loro di intervenire, si sono rifiutati”, ha affermato.

Secondo il presidente, la risposta britannica è arrivata troppo tardi.
“Quando abbiamo praticamente annullato la capacità di minaccia dell’Iran, hanno detto: ‘Invieremo due navi’. Ma io ho risposto: ‘Abbiamo bisogno di queste navi prima di vincere, non dopo aver vinto'”.
Trump annuncia una coalizione per scortare le petroliere
Nel frattempo Washington sta lavorando alla creazione di una coalizione internazionale per proteggere le petroliere nello Stretto di Hormuz.
In un post su Truth, Trump ha dichiarato che “molti Paesi sono pronti a inviare navi militari in collaborazione con gli Stati Uniti per mantenere lo stretto aperto e sicuro” e difendere le navi commerciali da possibili attacchi iraniani.
Tra i Paesi citati ci sarebbero appunto il Regno Unito (“bacchettato in precedenza”) e la Corea del Sud, mentre la Germania avrebbe escluso la propria partecipazione. Sarebbe la prima volta che Trump suggerisce apertamente la necessità di un coinvolgimento della comunità internazionale per garantire la sicurezza della rotta energetica.
La pressione sugli alleati europei
Le dichiarazioni di Trump rappresentano un chiaro messaggio agli alleati europei: Washington si aspetta un maggiore coinvolgimento nelle operazioni per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz e la stabilità energetica globale.
Il presidente ha ribadito che il contributo degli Stati Uniti alle crisi internazionali, come il sostegno all’Ucraina, deve essere accompagnato da un impegno più concreto da parte dell’Europa nelle aree di interesse strategico per l’economia mondiale.
Contatti diplomatici tra Stati Uniti e Iran
Parallelamente alle tensioni militari, gli Stati Uniti hanno avviato contatti con l’Iran nel tentativo di trovare una via diplomatica per fermare il conflitto, che è ormai entrato nella sua terza settimana.
“Sì, stiamo parlando con loro”, ha dichiarato Trump ai giornalisti a bordo dell’Air Force One, senza però specificare la natura dei colloqui.
Il presidente ha però ammesso che un accordo non è ancora vicino:
“Non credo che siano pronti, ma ci stiamo arrivando piuttosto vicino”.
Dal lato iraniano, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha negato l’esistenza di negoziati in corso con Washington.

Il messaggio di Trump all’esercito Usa
Nel pieno della crisi, Trump ha anche pubblicato un messaggio sui social, ringraziando le forze armate statunitensi.
“Dio benedica il nostro grande esercito, che ho ricostruito fin dall’inizio del mio primo mandato, per conseguire una pace duratura attraverso la forza. Rendiamo l’America di nuovo grande!”, ha scritto il presidente sulla piattaforma Truth Social.
