Preoccupa sempre di più la catastrofica situazione che stanno vivendo i palestinesi nella Striscia di Gaza da quando Israele ha scelto di procedere con l’occupazione totale.
E mentre si moltiplicano le condanne internazionali, aumenta il numero delle vittime, dei morti di fame. Sul fronte yemenita, è ufficiale, negli attacchi orditi da Tel Aviv è morto il presidente dei ribelli Outhi.
Allarme Onu: “Assedio di Israele catastrofico”
La situazione a Gaza si aggrava di ora in ora e le Nazioni Unite lanciano un nuovo monito, un nuovo allarme. A dare voce alla crescente preoccupazione è il Segretario Generale Antonio Guterres.
“La carestia a Gaza è una catastrofe attuale e l’avvio di un assedio israeliano su Gaza City sarà più che catastrofico per centinaia di migliaia di civili, costretti ancora una volta alla fuga”, ha dichiarato.
Secondo il capo dell’Onu, Gaza è piena di macerie. È piena di cadaveri e piena di esempi di gravi violazioni del diritto internazionale.
“Lo smantellamento dei servizi essenziali, dall’acqua al cibo fino alla sanità, non sarebbe il risultato del caso, ma di decisioni deliberate che sfidano i principi fondamentali dell’umanità”.

Carestia in corso a Gaza
Le organizzazioni internazionali avvertono che una nuova offensiva israeliana trasformerebbe l’emergenza già in corso in un disastro totale. Alcuni quartieri di Gaza City sono stati colpiti pesantemente negli ultimi giorni e la popolazione, stremata, vive in campi profughi sovraffollati e insicuri.
Cindy McCain, direttrice del Programma Alimentare Mondiale, di ritorno da una missione a Gaza, ha raccontato di aver incontrato personalmente madri e bambini che stavano morendo di fame.
“È reale e sta accadendo ora”, avverte McCain che ha chiesto procedure più rapide per l’ingresso degli aiuti e garanzie di sicurezza per i convogli umanitari.
Altri 50 palestinesi uccisi in un giorno
Israele respinge le accuse e sottolinea che oltre 300 camion entrano a Gaza ogni giorno, la maggior parte con carichi alimentari. Le organizzazioni umanitarie ribattono che, dopo mesi di restrizioni e il crollo della produzione interna, queste forniture sono insufficienti.
Intanto il bilancio delle vittime continua a crescere. Fonti ospedaliere riferiscono di almeno 50 morti nelle ultime 24 ore, tra cui 19 persone colpite mentre cercavano aiuti alimentari.
Una tenda di sfollati a Khan Younis è stata centrata da un attacco, mentre colpi di arma da fuoco sono stati segnalati vicino alla parrocchia della Sacra Famiglia a Gaza City, già duramente colpita negli ultimi mesi.
Eliminato il presidente dei ribelli Houthi
Sul fronte yemenita, fonti locali e israeliane confermano invece la morte di Ahmed al-Rahawi, primo ministro del movimento ribelle sciita Houthi.

Il leader sarebbe rimasto ucciso in un raid aereo israeliano sulla capitale Sana’a, insieme a diversi collaboratori. Secondo i media israeliani, l’operazione mirava a colpire la leadership politica e militare del gruppo.
Il movimento non ha ancora diffuso dichiarazioni ufficiali, ma la notizia è stata rilanciata dal canale Al-Jumhuriya e dal quotidiano Aden al-Ghad, vicino agli oppositori degli Houthi.