Gesto simbolico (ma non solo)

Alla fine Trump ha avuto il Nobel per la pace (ma non vale davvero)

Maria Machado ha consegnato la sua medaglia al presidente Usa. Irritazione da Oslo: "Il premio non è trasferibile"

Alla fine Trump ha avuto il Nobel per la pace (ma non vale davvero)

Volli, volli, fortissimamente volli. E alla fine Donald Trump ha avuto il tanto desiderato Premio Nobel per la pace. A consegnarglielo è stata la leader dell’opposizione venezuelana María Corina Machado durante un incontro alla Casa Bianca, come riportato dalla CNN. Il gesto, puramente simbolico, ha suscitato grande attenzione internazionale e numerose discussioni sul suo significato politico.

Il gesto simbolico di Machado e il richiamo alla storia

Parlando con i giornalisti dopo l’incontro, Machado ha spiegato il significato storico del gesto:

“Duecento anni fa il generale Lafayette diede a Simón Bolívar una medaglia con il volto di George Washington, che Bolívar conservò per tutta la vita. Oggi il popolo di Bolívar restituisce all’erede di Washington una medaglia, in questo caso il Nobel per la Pace, in segno di riconoscimento per il suo impegno straordinario a favore della nostra libertà”.

Il gesto è stato immortalato con foto ufficiali e rilanciato sui canali social della Casa Bianca e di Trump.

Il presidente statunitense ha commentato:

“È stato per me un grande onore incontrare María Corina Machado. È una donna straordinaria che ha affrontato tante difficoltà. Mi ha consegnato il suo Premio Nobel per la Pace in riconoscimento del lavoro che ho svolto. Un gesto meraviglioso di reciproco rispetto”.

Il Nobel per la Pace non è trasferibile

Nonostante la consegna fisica della medaglia, il Comitato Nobel di Oslo – che pare non aver preso molto bene il gesto di Machado –  ha precisato in una nota che il premio non può essere trasferito:

“Una volta assegnato il Premio Nobel, esso non può essere revocato, condiviso o trasferito ad altri. La decisione è definitiva e vale per sempre”.

Il Centro Nobel ha ricordato che in passato alcune medaglie sono cambiate di mano, come nel caso di Dmitri Muratov, la cui medaglia fu messa all’asta a scopo benefico, o quella esposta al museo di Oslo, originariamente appartenente a Christian Lous Lange. Tuttavia, il titolo di vincitore rimane invariato e non trasferibile.

Perché Machado ha scelto Trump

Il gesto di Machado ha anche un chiaro significato politico. La leader venezuelana spera che questo riconoscimento simbolico possa rafforzare la sua posizione politica e aprirle la strada verso il governo di Caracas, dopo anni di opposizione a Nicolás Maduro e il successo elettorale del suo candidato Edmundo González Urrutia.

Durante l’incontro con Trump e un gruppo bipartisan di senatori, Machado ha sottolineato la necessità di ricostruire le istituzioni, rispettare i diritti umani e garantire libertà di espressione e stato di diritto in Venezuela. Ha anche ricordato che l’86% della popolazione vive in povertà e che la giustizia e la riconciliazione sono prerequisiti essenziali per attrarre investimenti e stabilità politica.

Il contesto politico in Venezuela

Nonostante il gesto di sostegno simbolico, la situazione politica venezuelana resta complessa. La vicepresidente Delcy Rodríguez, al potere con Maduro ed ora ad interim alla guida del Paese, ha guadagnato la stima della Casa Bianca grazie all’accordo sul petrolio e alla liberazione di centinaia di prigionieri politici. Secondo la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, Rodríguez ha “soddisfatto tutte le richieste americane”, e la valutazione di Trump sulla mancanza di supporto di Machado non è cambiata.

Machado, però, si è mostrata ottimista:

“Ho appena avuto un incontro straordinario con il presidente. Trump è profondamente preoccupato per la sicurezza del popolo venezuelano, per i bambini che non vanno a scuola e comprende che per un vero cambiamento devono esserci nuove elezioni e istituzioni rispettose dei diritti umani”.