Nelle prime ore del 25 febbraio 2026, la guardia costiera cubana ha aperto il fuoco contro un motoscafo che stava navigando nelle acque territoriali cubane, uccidendo quattro persone e ferendone altre sei.
L’imbarcazione, proveniente dalla Florida, secondo alcune fonti governative statunitensi, faceva parte di una flottiglia di esuli cubani che tentavano di evacuare alcuni familiari dall’isola. Il motoscafo, che si trovava a 1,6 chilometri da Cayo Falcones, nella provincia di Villa Clara, è stato fermato dalla motovedetta cubana, che ha intimato lo stop. Quando l’equipaggio del motoscafo ha aperto il fuoco contro le forze di frontiera cubane, la guardia costiera ha risposto.
Il governo cubano e la versione ufficiale
Il Ministero dell’Interno cubano, in un comunicato ufficiale, ha dichiarato che gli occupanti dell’imbarcazione, tutti cubani residenti negli Stati Uniti, erano intenzionati a compiere un’infiltrazione “con fini terroristici”.
Secondo quanto riportato dal sito Cubadebate, a bordo del motoscafo sono stati trovati fucili d’assalto, armi corte, esplosivi artigianali, giubbotti antiproiettile, cannocchiali e uniformi mimetiche. Fra gli arrestati, figura Michel Ortega Casanova, che è stato ucciso durante l’operazione, mentre le altre tre vittime sono ancora in fase di identificazione.
Il governo cubano ha spiegato che l’imbarcazione, che risultava registrata in Florida, avrebbe sparato contro la motovedetta cubana, ferendo il comandante. Dopo l’incidente, i feriti sono stati evacuati e trasportati per ricevere assistenza medica.
Nel comunicato, l’Avana ha riaffermato il suo impegno a difendere le acque territoriali cubane, considerandolo un pilastro della sovranità nazionale e della stabilità regionale. Il presidente cubano, attraverso i suoi canali social, ha dichiarato che Cuba continuerà a proteggere i suoi confini con fermezza.
Secondo il Ministero dell’Interno cubano, le indagini sono ancora in corso per chiarire completamente la dinamica dell’incidente. Le forze dell’ordine cubane hanno arrestato Duniel Hernández Santos, uno degli organizzatori dell’operazione, che secondo le autorità cubane ha confessato le sue responsabilità. L’arrestato era stato inviato dagli Stati Uniti per coordinare l’azione, e alcune delle persone coinvolte sono risultate già ricercate per terrorismo secondo la Risoluzione 1373 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.
Le tensioni tra Cuba e Stati Uniti
L’incidente si inserisce in un contesto di crescenti tensioni diplomatiche tra Cuba e Stati Uniti. Negli ultimi mesi, Washington ha imposto un embargo petrolifero contro l’isola, in seguito alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro, un alleato chiave di Cuba. Inoltre, l’amministrazione di Donald Trump ha più volte chiesto all’Avana di negoziare un accordo sul futuro del Paese, sebbene i dettagli di questa proposta non siano mai stati chiariti.
Non è la prima volta che si verificano incidenti marittimi nelle acque cubane. Già nel 2022, un motoscafo partito dalla Florida aveva aperto il fuoco contro la guardia costiera cubana vicino a Villa Clara, ferendo un agente. Sempre nel 2022, un altro scontro si è verificato a Bahía Honda, dove un motoscafo ha colpito una motovedetta cubana, causando l’affondamento dell’imbarcazione e la morte di diverse persone a bordo. Oltre a questi episodi, le autorità cubane segnalano frequentemente il ritrovamento di motoscafi abbandonati lungo la costa settentrionale dell’isola, in particolare nelle aree di L’Avana, Ciego de Ávila e Villa Clara, molti dei quali carichi di viveri o usati per cercare di recuperare cubani che cercano di emigrare verso gli Stati Uniti.
La risposta di Washington
L’incidente ha sollevato immediatamente l’attenzione delle autorità statunitensi. Il vicepresidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, ha dichiarato che la Casa Bianca sta monitorando la situazione, ma ha aggiunto di sperare che si tratti di un “incidente non grave”.
Il senatore Marco Rubio, uno dei principali esponenti politici della Florida, ha sottolineato che lo status quo a Cuba è insostenibile e ha chiesto un cambiamento drastico. Rubio ha inoltre dichiarato che Washington reagirà di conseguenza una volta accertati i fatti. Il procuratore generale della Florida, ha ordinato un’indagine per determinare se le vittime fossero cittadini statunitensi o residenti legali negli Stati Uniti.
Il commento di Mosca
Anche il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha commentato l’incidente, invitando alla moderazione, ma giustificando l’azione della guardia costiera cubana. Secondo Peskov, “la guardia costiera di Cuba ha fatto quello che doveva fare” nel rispondere all’attacco proveniente dall’imbarcazione statunitense.
Reazioni internazionali
Questo scontro in mare non è solo un incidente isolato, ma un ulteriore punto di tensione tra Cuba e gli Stati Uniti. La gestione delle acque territoriali e le operazioni contro l’emigrazione illegale verso gli Stati Uniti sono sempre state questioni delicate per il governo cubano, che continua a mantenere una posizione di durezza verso chi cerca di abbandonare l’isola o compiere attività contro lo Stato cubano. Il governo cubano ha sottolineato il suo impegno nella protezione della sovranità nazionale, ma anche la necessità di mantenere l’ordine e la sicurezza nelle acque territoriali.