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4 Luglio, Trump: “Iran annientato, America più forte che mai”. A Teheran i funerali di Ali Khamenei: “Morte agli USA”

Sei giorni di esequie funebri per omaggiare l'ex ayatollah, partite proprio nella giornata della Festa di Indipendenza degli USA come segno di sfida all'avversario di guerra

4 Luglio, Trump: “Iran annientato, America più forte che mai”. A Teheran i funerali di Ali Khamenei: “Morte agli USA”

Lo scorso 4 luglio, storicamente giornata di festa per gli Stati Uniti, si è caratterizzato per essere un nuovo capitolo relativo alla scontro tra USA e Iran. Una contrapposizione che questa volta non si è vista sul campo di battaglia, ma nei rispettivi Stati.

Mentre a Washington il presidente Donald Trump ha celebrato in pompa magna il 250° anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza, rivendicando la forza degli USA e il successo delle operazioni militari contro Teheran, nella capitale iraniana hanno preso il via i funerali della Guida Suprema Ali Khamenei, accompagnati da slogan contro Stati Uniti e Israele e da nuove minacce di rappresaglia. La Repubblica Islamica ha voluto celebrare le esequie funebri dell’ex ayatollah proprio nel giorno della Festa d’Indipendenza americana, data non scelta a caso, ma come segno di sfida verso l’avversario della guerra in Medio Oriente.

Il discorso di Trump

Sul palco del National Mall di Washington, insieme alla first lady Melania Trump, il presidente americano ha partecipato alle celebrazioni del “Salute to America”, concluse con uno spettacolo pirotecnico nonostante il maltempo.

Nel suo intervento Trump ha ribadito il messaggio di forza rivolto al Paese.

“Gli americani non permetteranno mai a nessuno di portar via la loro libertà, non accadrà”, ha dichiarato. “Oggi il nostro Paese è più ricco, più sicuro e più orgoglioso che mai“.

Il presidente ha ripercorso alcuni momenti simbolo della storia americana, esponendo anche bandiere storiche risalenti al periodo dell’Indipendenza.

Iran nel mirino

Nel corso del discorso, Trump ha dedicato ampio spazio alla politica estera e alla potenza militare statunitense.

Il presidente ha sostenuto che le forze armate iraniane sono state “annientate” durante il conflitto di quest’anno e ha definito gli Stati Uniti “una nazione di vincenti“.

Ha inoltre rilanciato la necessità di approvare il “Save America Act“, la proposta di legge che prevede l’identificazione obbligatoria degli elettori e limita il voto per corrispondenza, sostenendo che quest’ultimo dovrebbe restare consentito solo in casi eccezionali, come malattia o disabilità.

Trump ha poi evocato alcune delle principali figure della storia americana, dai fratelli Wright ai Marines di Iwo Jima, fino all’equipaggio della missione Artemis II.

“Andremo sulla Luna e da lì proseguiremo verso Marte”, ha affermato.

Funerali di Khamenei

Contemporaneamente, a Teheran sono iniziate le cerimonie pubbliche per l’ultimo saluto ad Ali Khamenei, che secondo le autorità iraniane dureranno sei giorni e proseguiranno anche nelle città sante di Qom e Mashhad, oltre che a Najaf e Karbala, in Iraq.

Migliaia di persone si sono radunate nel cortile della Grande Moschea con bandiere e striscioni rossi, simbolo della richiesta di vendetta, scandendo slogan come “Morte all’America” e “Vendetta, vendetta“.

Il governo iraniano prevede una partecipazione complessiva di circa 20 milioni di persone alle diverse iniziative commemorative.

Minacce dei Pasdaran

Nel corso delle commemorazioni sono arrivate nuove dichiarazioni delle Guardie Rivoluzionarie iraniane.

Il comandante della Marina dei Pasdaran, Ali Ozmaei, ha affermato che “la vendetta divina” contro Stati Uniti e Israele “non è lontana“, accusando i due Paesi dell’uccisione della Guida Suprema e promettendo una risposta.

Anche il Ministero dell’Intelligence iraniano ha ribadito la volontà di reagire.

“La vendetta e la punizione saranno compiute, e giuriamo anche di respingerli definitivamente dalla regione”, si legge nella dichiarazione diffusa dalle autorità di Teheran.