in ginocchio

250 le vittime, ma 4mila i dispersi nel terremoto in Colombia. Donna salvata sotto le macerie dopo 36 ore

Le città più colpite sono Pereira, Cali, Quibdó, Manizales e Armenia

250 le vittime, ma 4mila i dispersi nel terremoto in Colombia. Donna salvata sotto le macerie dopo 36 ore

Sono ore drammatiche per la Colombia, dove il bilancio del violento terremoto che ha colpito il Paese continua ad aggravarsi. Le autorità locali riferiscono di circa 250 vittime, mentre resta elevato il numero delle persone ancora disperse: migliaia di famiglie sono in attesa di notizie dei propri cari e le squadre di emergenza continuano a scavare tra gli edifici crollati.

Il sisma, registrato il 10 agosto 2026, ha avuto una magnitudo di 7.4 secondo il Servizio Geologico Colombiano e ha interessato soprattutto la parte occidentale del Paese. L’epicentro è stato individuato nell’area di San José del Palmar, nel dipartimento del Chocó, una zona caratterizzata da un territorio complesso e da collegamenti difficili.

Pereira e Cali tra le città più colpite

Le conseguenze più gravi si registrano nell’area dell’Eje Cafetero e nella regione del Valle del Cauca. Fra le città maggiormente colpite ci sono Pereira, Cali, Quibdó, Manizales e Armenia.

A Pereira si concentra una parte significativa delle vittime, mentre a Cali, una delle principali città della Colombia, i soccorritori hanno lavorato per ore alla ricerca di persone rimaste intrappolate sotto gli edifici crollati. Secondo i primi rapporti, diversi palazzi hanno subito danni strutturali e alcune infrastrutture sono rimaste temporaneamente fuori uso.

Il terremoto ha provocato anche problemi alla viabilità e ai trasporti: alcuni aeroporti hanno sospeso le attività nelle ore successive alla scossa per consentire verifiche di sicurezza.

La corsa contro il tempo dei soccorritori

Fin dalle prime ore dopo il sisma, squadre di vigili del fuoco, protezione civile, militari e volontari sono impegnate nelle operazioni di ricerca. I soccorritori utilizzano mezzi specializzati, cani addestrati e strumenti per individuare eventuali persone ancora vive sotto le macerie.

La priorità resta individuare i dispersi nelle prime ore, considerate fondamentali nelle operazioni di recupero dopo un grande terremoto. In molte zone gli interventi sono resi difficili dalla quantità di detriti e dai rischi di nuovi crolli.

La Croce Rossa ha attivato squadre di emergenza e inviato personale nelle aree più colpite, mentre il governo colombiano ha predisposto strutture di coordinamento per gestire i soccorsi e gli aiuti.

Il salvataggio di Diana: viva dopo ore sotto il cemento

Tra le notizie che hanno dato speranza al Paese c’è il salvataggio di una donna a Cali. La vittima, identificata come Diana, è stata trovata viva dopo essere rimasta intrappolata sotto le macerie di un edificio crollato.

I soccorritori sono riusciti a raggiungerla aprendo un varco tra cemento armato e mattoni. Le immagini diffuse dalle autorità mostrano il volto della donna comparire attraverso una fessura creata tra i materiali del crollo. L’operazione è durata oltre 30 ore.

Il sindaco di Cali aveva assicurato che le squadre non avrebbero interrotto le ricerche fino al completamento delle operazioni di soccorso. Il ritrovamento della donna ha rappresentato uno dei momenti più significativi della risposta all’emergenza.

Emergenza nazionale e aiuti internazionali

Il governo colombiano ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale per coordinare gli interventi nelle aree colpite. Le autorità stanno organizzando l’assistenza agli sfollati, con distribuzione di beni di prima necessità, supporto sanitario e accoglienza temporanea per chi ha perso la propria abitazione.

Anche la comunità internazionale ha iniziato a mobilitarsi. Diversi Paesi e organizzazioni hanno offerto supporto tecnico ed economico per aiutare la Colombia nelle operazioni di ricerca e nella fase di ricostruzione.

Il bilancio resta provvisorio

A distanza di giorni dalla scossa principale, il numero definitivo delle vittime non è ancora stato stabilito. Si ipotizzano al momento circa 4mila dispersi. Le autorità continuano ad aggiornare i dati mentre procedono le verifiche negli edifici danneggiati e nei luoghi dove sono state segnalate persone scomparse.

Le squadre di emergenza restano operative soprattutto nelle aree urbane dove il crollo di strutture ha lasciato il maggior numero di persone coinvolte. La Colombia affronta ora la fase più complessa: completare le ricerche, assistere gli sfollati e valutare l’entità dei danni provocati dal terremoto.