Lo scenario

Oggi scade il taglio delle accise: come cambiano i prezzi dei carburanti senza la proroga

Il ministro Urso: "Benzina e diesel in calo da oltre venti giorni, ma se necessario pronti a realizzare ulteriori misure a beneficio di famiglie e imprese"

Oggi scade il taglio delle accise: come cambiano i prezzi dei carburanti senza la proroga

Venerdì 3 luglio 2026 è l’ultimo giorno di taglio delle accise. A partire da sabato 4 luglio 2026 scade la misura stabilita dal Governo Meloni per contrastare l’aumento dei prezzi dei carburanti a causa della guerra in Medio Oriente. Rispetto a qualche settimana fa, benzina e diesel si sono attestati su cifre più sostenibili, dopo che per lungo tempo si erano mantenuti costanti attorno o sopra i 2 euro al litro.

Guardando il sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che quotidianamente aggiorna i prezzi medi dei carburanti sulla rete stradale e autostradale nazionale, questa è la situazione di venerdì 3 luglio 2026:

  • Benzina: 1.803 euro al litro (1.894 euro al litro in autostrada)
  • Gasolio: 1.882 euro al litro (1.968 euro al litro in autostrada)

Cifre in calo, rese possibili non solo dall’intervento dell’Esecutivo che ha ridotto le imposte sui carburanti (l’intervento del 5 giugno scorso vale 5 centesimi di euro sia per il gasolio che per la benzina), ma anche dall’allentamento (a singhiozzo) delle pressioni sullo stretto di Hormuz che favoriscono diminuzioni dei prezzi del petrolio.

Senza tagli ulteriori, come cambiano i prezzi dei carburanti

Per capire come si evolverà la situazione del costo medio alla pompa dei carburanti bisognerà attendere sabato 4 luglio 2026 e controllare il sito del Mimit. Tuttavia, qualora il taglio delle accise non verrà prorogato dal Governo, benzina e gasolio andranno sicuramente incontro a un aumento dei prezzi rispetto allo stato attuale.

A lanciare un allarme a riguardo è il Codacons:

“Se lo sconto sulle accise non sarà prorogato, un pieno di diesel o di benzina, tenuto conto anche dell’Iva che pesa sulle accise, costerà agli automobilisti 3,05 euro in più. In particolare il prezzo medio del gasolio salirà da subito a 1,94 euro al litro sulla rete ordinaria e a 2,02 euro/litro in autostrada. La benzina salirà in media a 1,86 euro al litro, 1,95 euro in autostrada.

Una crescita dei listini alla pompa che sarebbe immediata e che, paradossalmente, avverrebbe nonostante il crollo verticale delle quotazioni petrolifere: il Brent, indice di riferimento per il mercato europeo, è passato infatti dai 95 dollari al barile di inizio giugno ai 70,8 dollari odierni, con un deprezzamento del -25,5% di cui tuttavia gli automobilisti non hanno goduto, a causa dei cali microscopici dei prezzi alla pompa. Nell’ultimo mese, infatti, il prezzo medio del gasolio e della benzina ai distributori si è ridotto solo di circa il 6%, nonostante l’attività di pressing del ministro delle Imprese Adolfo Urso sulle compagnie petrolifere affinché tagliassero i listini”.

Urso convoca le compagnie petrolifere

Ma nell’ottica di un ritorno alla normalità sul fronte dei carburanti, evitando ulteriori proroghe alla riduzione delle tasse su benzina e gasolio, nella giornata martedì 30 giugno 2026, Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha convocato i rappresentanti delle quattro compagnie petrolifere (Api-Ip, Eni, Q8 e Tamoil).

La riunione si è posta l’obiettivo di “fare il punto sull’andamento dei prezzi dei prodotti petroliferi e dei carburanti a seguito del Memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran e del conseguente riavvio dei flussi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz” ha dichiarato Urso.

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Adolfo Urso

Riepilogando quanto successo da marzo a oggi, l’Esecutivo ha inizialmente ridotto le imposte di 24,4 centesimi al litro, il massimo taglio di accise fatto da Meloni e Giorgetti. La misura si è poi allentata progressivamente, arrivando ai -6,1 centesimi al litro attuali e in vigore fino al 3 luglio 2026.

“Ci sono ulteriori margini di riduzione”

In un’intervista rilasciata al Messaggero, il ministro Urso ha dichiarato:

“Il prezzo dei carburanti è in calo da oltre venti giorni in modo progressivo e in linea con gli altri Paesi. Tuttavia vi sono ulteriori margini di riduzione. E ci aspettiamo un immediato riscontro a beneficio di consumatori e imprese”.

In merito a un nuovo taglio alle accise:

“Siamo stati tra i primi, e maniera tempestiva ed efficace, ad agire in Europa. Il nostro sistema di monitoraggio e controllo, realizzato con il decreto Trasparenza a inizio legislatura, ha avuto piena efficacia. Se necessario, siamo pronti a realizzare ulteriori misure a beneficio di famiglie e imprese sia sul fronte dei carburanti sia su quello dell’energia. Dipende tutto, ovviamente, dal negoziato in corso tra Usa e Iran”.