Starbucks licenzia 1.100 dipendenti: "Aspettate la mail a casa per sapere se ci siete anche voi"
L'azienda ha chiesto ai potenziali "tagli" di rimanere in smart working e attendere l'eventuale comunicazione
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"Restate a casa e aspettate la mail".
Perdere il lavoro è una cosa terribile per chiunque, ma se c'è un modo che rende probabilmente ancora più dolorosa la questione è quello scelto da Starbucks per comunicare a 1.100 dipendenti il licenziamento.
Starbucks licenzia 1.100 dipendenti
La mail è arrivata stamattina, martedì 25 febbraio 2025, ed era stata anticipata, secondo quanto racconta il Financial Times, da un messaggio dell'azienda, che chiedeva ai dipendenti di rimanere a casa e attendere la mail per sapere dell'eventuale licenziamento.
Tutti i dipendenti potenzialmente coinvolti nei tagli (parliamo del personale corporate, non di coloro che lavorano nei punti vendita) sono stati invitati a lavorare in smart working probabilmente pensando che "assorbissero" meglio il colpo da casa che in azienda.
Perché Starbucks licenzia
A spiegare il motivo dei licenziamenti è stato il Ceo dell'azienda Brian Niccol:
“Stiamo semplificando la nostra struttura, rimuovendo strati e duplicazioni, e creando team più piccoli e agili. Il nostro intento è quello di operare in modo più efficiente, aumentare la responsabilità, ridurre la complessità e promuovere una migliore integrazione”.
Naturalmente, siamo di fronte a una scelta anche economica. A fine 2024 il costo del caffè ha raggiunto un livello che non vedeva dalla fine degli anni Settanta, arrivando a 3,35 dollari per oncia, incidendo in maniera impattante anche sui conti dell'azienda.
Il costo del caffè non è mai stato così alto, ecco le ragioni
Il clima impazzito, tra siccità, uragani e tifoni si abbatte sulla tazzina di caffè. Se già oggi il prezzo medio italiano è di 1,18 euro, ma in alcune grandi città già si è sfondato il muro di 1,50 euro, gli esperti assicurano che a breve il caffè al bar arriverà a costare anche due euro.
Ne aveva parlato qualche tempo fa l'amministratore delegato di Illy Caffè, Cristina Scocchia, manager tra i più apprezzati e affidabili del nostro paese:
"Al 31 agosto scorso - ha dichiarato in un suo recente intervento - le quotazione del caffè erano superiore del 70% rispetto all’anno scorso e più del doppio rispetto a tre anni fa, nel 2021. L’aumento della tazzina di caffè a due euro diventa inevitabile. È uno degli effetti concreti sull’economia del cambiamento climatico" assicura la manager che azzarda una previsione: "Nel 2050 si prevede un dimezzamento delle terre coltivabili a caffè, tra la siccità che riguarda il Vietnam e le alluvioni che colpiscono il Brasile".
Secondo il Nyse, The New York Stock Exchange (Borsa di New York) oggi il prezzo di una libbra di caffè (arabica) è pari a 3,23 dollari ed è il più alto dal 1977. E conferma i dati della dottoressa Scocchia: +70% rispetto a gennaio.
"L’aumento del prezzo del caffè - spiega il blog Papernest che sul tema ha effettuato una interessante analisi - è legato a una combinazione di fattori che influenzano sia la produzione che la distribuzione.
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Ecco i principali:
- Cambiamenti climatici: i raccolti nei principali Paesi produttori, come Brasile e Vietnam, sono stati duramente colpiti da siccità, temperature estreme e fenomeni meteorologici imprevedibili, riducendo l’offerta globale e aumentando i costi delle materie prime;
- Rincari energetici: la produzione di caffè richiede energia in ogni fase, dalla torrefazione al trasporto. L'aumento dei prezzi dell'energia, in particolare del prezzo del gas e dell'elettricità, ha reso più oneroso ogni passaggio della filiera produttiva, incidendo direttamente sul prezzo finale del caffè;
- Inflazione e aumento dei costi di produzione: non solo il costo dell'energia aumenta, ma anche il costo dei materiali per imballaggi, lavorazione e manodopera è aumentato. Questi rincari vengono inevitabilmente trasferiti ai consumatori;
- Crisi logistica globale: ritardi nei trasporti e carenze di container hanno influito sulla disponibilità del caffè nei mercati internazionali. L’aumento dei costi di spedizione ha ulteriormente aggravato la situazione, colpendo produttori e distributori.
"Negli ultimi anni - aggiunge l'analisi di Papernest - il prezzo medio dell’espresso al bar è passato da 0,80 € nel 2018 a 1,30 € nel 2024, con un incremento del 62,5%. Questo aumento si riflette anche nei costi delle confezioni di caffè per uso domestico e nelle capsule".