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Smart Working: ecco quando scade ora con il nuovo Decreto Riaperture

Il Governo Draghi ha posticipato al 31 dicembre 2021 la data di scadenza in versione "semplificata" sia nel settore privato, sia nella pubblica amministrazione.

Smart Working: ecco quando scade ora con il nuovo Decreto Riaperture
Economia 25 Luglio 2021 ore 12:05

Con il nuovo "Decreto Riaperture" è stata posticipata la data di scadenza dello smart working in versione "semplificata" fino al prossimo 31 dicembre 2021. Un provvedimento che vale sia per il settore privato, sia per la pubblica amministrazione. Ecco quali sono i cambiamenti apportati allo smart working con il nuovo decreto governativo.

Smart working, posticipata la data di scadenza

La data di scadenza dello smart working in versione "semplificata" sia nel settore privato, sia nella pubblica amministrazione è stata posticipata al prossimo 31 dicembre 2021. Un provvedimento che giunge a seguito del perdurare dello stato di emergenza sanitaria legata alla pandemia da Covid-19 e che ha portato il Governo Draghi a prolungare la possibilità di lavorare in smart working, la cui scadenza precedente era fissata per la fine di luglio.

Che cosa dice il Decreto

Il "Decreto Riaperture" emesso dal Governo Draghi ha prolungato i termini per lo smart working: si potrà usufruire del lavoro agile in azienda, anche senza un accordo collettivo, fino alla fine dell’anno.

Le modalità di comunicazione del lavoro agile restano quelle già previste utilizzando la procedura semplificata già in uso, per la quale non è necessario allegare alcun accordo con il lavoratore, con modulistica e applicativo informatico resi disponibili dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Come funziona per la Pubblica Amministrazione

Anche per la Pubblica amministrazione vale l’estensione fino al 31 dicembre 2021, anche se il Governo si è portato avanti per quanto accadrà dopo l’emergenza sanitaria predisponendo l’obbligo di redigere un Piano organizzativo del lavoro agile. Sia prima che dopo, sarà "necessario garantire che l’erogazione dei servizi rivolti ai cittadini e alle imprese avvenga con regolarità, continuità ed efficienza".

Successivamente, entro il prossimo 31 gennaio 2021, tutte le pubbliche amministrazioni dovranno redigere un Piano organizzativo del lavoro agile (POLA) che individuerà le modalità attuative del lavoro prevedendo, per le attività che possono essere svolte in smart working, che almeno il 15% dei dipendenti possa avvalersene.

Per chi usufruirà di questa modalità di lavoro, va garantito che "non subiscano penalizzazioni ai fini del riconoscimento di professionalità e della progressione di carriera, definendo le misure organizzative, i requisiti tecnologici, i percorsi formativi del personale, anche dirigenziale, e gli strumenti di rilevazione e di verifica periodica dei risultati conseguiti".

In caso di mancata adozione del POLA, il lavoro agile si applicherà almeno al 15% dei dipendenti, ove lo richiedano.