I prezzi di benzina e diesel tornano a correre e il Governo studia misure urgenti per limitare l’impatto dei rincari sulle tasche degli italiani. Tra le soluzioni sul tavolo c’è il possibile taglio temporaneo delle accise sui carburanti, insieme a controlli più severi per evitare speculazioni lungo la filiera della distribuzione.
L’aumento dei prezzi alla pompa è legato anche alle tensioni internazionali e alle ripercussioni della crisi in Medio Oriente sui mercati energetici. Per questo l’esecutivo sta lavorando a un pacchetto di interventi per contenere la nuova stangata su famiglie e imprese.
Prezzi dei carburanti in salita: diesel ai massimi da oltre tre anni
Negli ultimi giorni i prezzi alla pompa hanno registrato un nuovo balzo.
Il gasolio ha raggiunto livelli che non si vedevano da oltre tre anni e mezzo, arrivando fino a 2,2 euro al litro nella modalità servito in autostrada. Anche la benzina ha segnato un forte aumento, con punte di circa 2,1 euro al litro.
Secondo le stime delle associazioni dei consumatori, il rialzo dei carburanti si traduce in un aumento significativo della spesa per gli automobilisti:
- circa 12 euro in più per un pieno di diesel
- fino a 296 euro di spesa aggiuntiva all’anno
- circa 6 euro in più per un pieno di benzina
- quasi 140 euro di costi annuali in più.
In diversi distributori autostradali il diesel servito ha superato anche i 2,6 euro al litro, segnando nuovi picchi.
Accise mobili: come funziona il meccanismo allo studio
Per contrastare i rincari, il governo sta valutando l’attivazione delle cosiddette accise mobili.
Il meccanismo prevede che, quando il prezzo dei carburanti aumenta, cresca automaticamente anche il gettito IVA incassato dallo Stato. Una parte di queste entrate extra potrebbe essere utilizzata per ridurre temporaneamente le accise, abbassando così il prezzo finale alla pompa.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha confermato che questa opzione è allo studio e potrebbe essere introdotta tramite decreto, così da accelerare i tempi.
Rincari anomali alla pompa: scattano i controlli
Nel frattempo sono scattati i controlli per verificare eventuali aumenti ingiustificati.
La Commissione di allerta rapida sui carburanti, convocata dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, ha segnalato aumenti anomali dei prezzi alla pompa, in alcuni casi superiori ai prezzi consigliati dalle stesse compagnie petrolifere.
La Guardia di Finanza riceverà un elenco di distributori sospetti su cui effettuare verifiche. L’obiettivo è individuare eventuali fenomeni speculativi nella catena di distribuzione. In particolare sarebbero due le compagnie finite nel mirino degli ispettori.
La cabina di regia tornerà a riunirsi nei prossimi giorni per monitorare l’evoluzione della situazione.
L’avvertimento del Governo alle compagnie petrolifere
La premier Meloni ha lanciato anche un avvertimento alle aziende del settore energetico.
Se dovessero emergere comportamenti speculativi, il Governo non esclude interventi fiscali sulle società responsabili, destinando le risorse raccolte al sostegno delle famiglie, ad esempio per ridurre il costo delle bollette.
Non solo carburanti: allo studio nuove misure contro il caro energia
Parallelamente, l’esecutivo sta lavorando anche a nuovi interventi per ridurre il costo dell’energia, soprattutto per le imprese ad alto consumo energetico.
Tra le ipotesi in valutazione:
- sostegni alle imprese energivore
- meccanismi di compensazione sui costi dell’energia
- nuove misure per contenere l’impatto delle bollette.
Le decisioni potrebbero arrivare a breve con un provvedimento del Consiglio dei ministri, che punta a dare una risposta immediata all’emergenza dei prezzi energetici.