Il governo ha fatto marcia indietro sulle risorse destinate agli “esodati” di Transizione 5.0, le imprese rimaste escluse dagli incentivi per esaurimento dei fondi. Dopo il taglio deciso con il recente decreto fiscale, l’esecutivo ha annunciato il ripristino e il potenziamento della misura, riportando la dotazione complessiva a 1,5 miliardi di euro.
L’incontro al ministero e l’annuncio di Urso
Al termine dell’incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy di ieri, 1 aprile 2026, con le principali associazioni datoriali, il ministro Adolfo Urso ha comunicato che il nuovo stanziamento supera sia i 537 milioni previsti dal decreto fiscale, sia gli 1,3 miliardi stanziati con l’ultima legge di Bilancio.
Il taglio deciso venerdì scorso aveva suscitato preoccupazioni diffuse tra le imprese e portato alla convocazione urgente di un tavolo di confronto. La nuova decisione riporta la copertura su livelli più vicini alle attese del sistema produttivo.
Secondo il viceministro dell’Economia Maurizio Leo, le risorse sono state recuperate “dalle previsioni che avevamo fatto”, mentre il ministro Tommaso Foti ha definito il risultato ottenuto “con un po’ di sacrifici”, sottolineando la necessità di un equilibrio politico e finanziario.
Accoglienza positiva da parte delle associazioni
Le associazioni di categoria hanno accolto favorevolmente la correzione. Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha dichiarato che si tratta di un intervento necessario, esprimendo apprezzamento per la scelta del governo di sostenere le imprese. Il nuovo stanziamento consente di portare la copertura dal 35% previsto dopo il taglio fino al 90%, e al 100% per i pannelli fotovoltaici, riportando fiducia nel sistema produttivo.
Anche le altre associazioni hanno espresso giudizi positivi: Confesercenti ha definito l’incontro “un tavolo positivo”, mentre Confcommercio ha sottolineato come il governo abbia recepito le richieste del mondo produttivo, riportando le imprese al centro del dialogo.
I dettagli operativi: iper-ammortamento e nuovi investimenti
Durante l’incontro si è discusso anche dell’iper-ammortamento, con le imprese che chiedono certezze operative. Il decreto attuativo dovrebbe arrivare a breve ed entrare in vigore nei primi giorni di maggio, considerato un passaggio essenziale per sbloccare nuovi investimenti.
Il ripristino dei fondi riguarda le 7 mila domande del 2025 rimaste sospese. Grazie a ulteriori 200 milioni del Ministero delle Imprese, le risorse complessive salgono a 1,5 miliardi, consentendo un credito d’imposta del 90%, molto superiore al temuto 35%.
Sintonia nel governo e contesto energetico
Secondo Urso, c’è “piena sintonia” nel governo, dopo le distanze emerse con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che aveva difeso la revisione dei fondi per gli esodati 5.0. Le risorse erano destinate anche a nuove priorità emerse con la guerra in Medio Oriente, in particolare il settore energetico.
Il governo sta contemporaneamente valutando la proroga del taglio delle accise sui carburanti, fino al 30 aprile, che nei primi 20 giorni ha costato 400 milioni. Aiuti saranno estesi anche al gasolio agricolo, con un credito d’imposta annunciato dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.
Critiche dell’opposizione
Durante il Question Time alla Camera, Urso ha difeso il successo del piano, ricordando che ha coinvolto 20 mila imprese e vale complessivamente 20 miliardi, includendo anche la Transizione 4.0 tra il 2024 e il 2028, e assicurando che tutti gli impegni saranno mantenuti. L’opposizione però resta critica: il dem Vinicio Peluffo ha accusato il governo di “cambiare le regole a partita in corso, rattoppare sotto la pressione delle proteste e presentarsi in Aula con coperture indefinite”. La 5 Stelle Chiara Appendino ha chiesto le dimissioni di Urso, sostenendo che non sia un salvatore, bensì un sabotatore delle imprese.