Nuove regole

Pos e scontrini: cambia tutto. I controlli dell’Agenzia delle Entrate e chi rischia multe fino a 4.000 euro

Dal 5 marzo 2026 sono partiti i controlli in base alle nuove norme

Pos e scontrini: cambia tutto. I controlli dell’Agenzia delle Entrate e chi rischia multe fino a 4.000 euro

Dal 2026 entrano in vigore nuove regole fiscali per commercianti e professionisti: i registratori telematici devono essere collegati ai Pos, i terminali per i pagamenti elettronici.

L’obbligo è stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 con l’obiettivo di migliorare la tracciabilità dei pagamenti e ridurre le discrepanze tra incassi con carte e scontrini fiscali.

Dal 5 marzo 2026 sono inoltre partiti i primi controlli dell’Agenzia delle Entrate per verificare la corretta corrispondenza tra pagamenti elettronici e corrispettivi trasmessi al Fisco.

Vediamo nel dettaglio come funziona il collegamento Pos–registratore telematico, le scadenze da rispettare, i controlli previsti e le sanzioni per chi non si adegua.

Collegamento tra Pos e registratori telematici: come funziona

Per permettere agli esercenti di adeguarsi alla normativa, l’Agenzia delle Entrate ha attivato un nuovo servizio online disponibile nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi”.

Il collegamento tra Pos e registratore telematico non è fisico, ma consiste in un abbinamento virtuale dei dispositivi.

Per effettuare l’operazione è necessario:

  • Accedere al sito dell’Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o CNS
  • Entrare nella sezione Fatture e Corrispettivi
  • Utilizzare il servizio “Gestione collegamenti”
  • Associare la matricola del registratore telematico e i dati identificativi del Pos.

Il sistema mostra automaticamente l’elenco degli strumenti di pagamento elettronico comunicati all’Agenzia dagli operatori finanziari, rendendo l’operazione più semplice.

L’abbinamento può essere effettuato anche da intermediari fiscali, come commercialisti o consulenti.

Pos e registratori telematici: le scadenze da rispettare

Le tempistiche per effettuare il collegamento dipendono dalla data di attivazione del Pos.

Pos già attivi

Per gli strumenti di pagamento elettronico:

  • già in uso al 1° gennaio 2026
  • oppure utilizzati tra 1 e 31 gennaio 2026

il collegamento deve essere completato entro il 20 aprile 2026, cioè entro 45 giorni dall’attivazione del servizio online.

Nuovi Pos attivati dopo gennaio

Se un nuovo terminale viene installato successivamente, il collegamento deve essere effettuato:

  • dal sesto giorno del secondo mese successivo all’attivazione
  • entro l’ultimo giorno lavorativo dello stesso mese.

Esempio pratico:

  • Pos attivato a marzo 2026
  • collegamento da effettuare tra il 6 e il 31 maggio 2026.

Controlli dell’Agenzia delle Entrate sui Pos dal 5 marzo 2026

Dal 5 marzo 2026 l’Agenzia delle Entrate ha avviato una nuova fase di controlli sugli esercenti.

Le verifiche riguardano soprattutto le attività commerciali in cui si registrano differenze significative tra:

  • pagamenti incassati con carte o bancomat
  • corrispettivi trasmessi tramite registratore telematico.

Il Fisco oggi può effettuare questi controlli perché, dal 2022, banche e operatori finanziari trasmettono periodicamente all’amministrazione fiscale i dati delle transazioni elettroniche effettuate nei negozi.

Grazie all’incrocio automatico dei dati, il sistema individua eventuali anomalie, ad esempio quando:

  • viene effettuato un pagamento con carta
  • ma non viene emesso lo scontrino elettronico.

Come verificare i dati sul sito dell’Agenzia delle Entrate

Per evitare contestazioni, commercianti e professionisti possono controllare direttamente la propria posizione.

All’interno dell’area Fatture e Corrispettivi è disponibile una sezione che mostra:

  • l’elenco dei terminali Pos utilizzati
  • il totale delle operazioni registrate
  • i dati trasmessi dagli operatori finanziari.

Gli esercenti devono verificare che:

  • i dispositivi siano correttamente censiti
  • ogni Pos sia associato al registratore telematico utilizzato per inviare i corrispettivi.

Lettere di compliance: cosa succede in caso di anomalie

Se il sistema rileva incongruenze tra pagamenti elettronici e scontrini, l’Agenzia delle Entrate non applica subito una sanzione.

In una prima fase vengono inviate lettere di compliance.

Si tratta di comunicazioni con cui il Fisco invita il contribuente a:

  • verificare la propria posizione
  • fornire chiarimenti
  • correggere eventuali errori.

Le comunicazioni possono arrivare tramite:

  • PEC
  • app IO
  • canali ufficiali dell’Agenzia.

Come regolarizzare la posizione

Dopo aver ricevuto la comunicazione, l’esercente può regolarizzare la situazione in due modi.

Spiegare l’anomalia

Se la discrepanza è dovuta a un problema tecnico, ad esempio:

  • guasto del registratore telematico
  • malfunzionamento del sistema
  • è possibile presentare la documentazione che dimostra l’errore.

Ravvedimento operoso

Se invece ci sono operazioni non correttamente documentate, è possibile sanare la situazione tramite ravvedimento operoso, pagando quanto dovuto con sanzioni ridotte rispetto a quelle previste in caso di accertamento fiscale.

Sanzioni per chi non collega Pos e registratore telematico

La normativa prevede diverse sanzioni a seconda della violazione.

Mancato collegamento Pos – registratore telematico

La multa può variare da 1.000 a 4.000 euro.

Transazioni non memorizzate o trasmesse

È prevista una sanzione di:

  • 100 euro per ogni operazione
  • con limite massimo di 1.000 euro per trimestre

purché non venga compromessa la corretta liquidazione dell’imposta.

Omessa dichiarazione di incassi

Nei casi più gravi, quando la differenza tra incassi e scontrini nasconde evasione fiscale, la sanzione è pari al:

  • 70% dell’IVA non versata
  • con un minimo di 300 euro per operazione.

Rischio sospensione dell’attività

Oltre alle sanzioni economiche, la normativa prevede anche misure più severe.

Se nell’arco di 5 anni vengono accertate quattro violazioni, anche in giorni diversi, può scattare la sospensione della licenza commerciale.

La chiusura può durare da 15 giorni a 2 mesi.

Se i corrispettivi non documentati superano 50.000 euro, la sospensione può arrivare fino a 6 mesi.

Perché è stato introdotto il collegamento tra Pos e registratori telematici

L’obiettivo della misura è rafforzare la tracciabilità dei pagamenti elettronici.

In passato era possibile:

  • accettare un pagamento con carta
  • senza emettere lo scontrino.

I sistemi bancari e fiscali non erano infatti direttamente collegati.

Dal 2026, invece:

  • ogni pagamento elettronico viene registrato
  • i dati sono confrontati con quelli dei corrispettivi
  • il Fisco può verificare la coerenza tra incassi e scontrini.

Questo consente di individuare più facilmente eventuali irregolarità o tentativi di evasione fiscale.