IN PICCHIATA

Piazza Affari crolla del -7,5% dopo i dazi: la stessa caduta dell’11 settembre 2001

Il crollo odierno entra nella lista delle peggiori sedute della storia di Piazza Affari. In picchiata banche e comportato automotive

Piazza Affari crolla del -7,5% dopo i dazi: la stessa caduta dell’11 settembre 2001
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La borsa di Milano continua la sua discesa vertiginosa, risultando la peggiore in Europa. Il Ftse Mib ha perso quasi il 7,5%, registrando una caduta simile a quella avvenuta l’11 settembre 2001, il giorno dell’attacco alle Torri Gemelle. Il crollo odierno è stato innescato dallo shock dei nuovi dazi imposti da Donald Trump sulle importazioni, cui la Cina ha risposto con ritorsioni commerciali, annunciando tariffe del 34% sui prodotti statunitensi a partire dal 10 aprile.

Milano in picchiata: bancari e automotive in crisi

Al giro di boa di metà seduta, il Ftse Mib ha ceduto il 7,33%, scendendo sotto i 35.000 punti fino a quota 34.354. A trascinare il listino sono stati soprattutto i titoli bancari, con Banca Mps (-11,86%), Bper (-12,96%), Popolare di Sondrio (-11,83%), Unicredit (-11,79%) e Banco Bpm (-11,33%). Intesa Sanpaolo ha lasciato sul terreno il 9,74%, mentre Mediobanca ha perso il 9,96%. Anche Generali ha subito un duro colpo, con un calo del 6,94%. In totale sono stati bruciati oltre 61 miliardi di capitalizzazione.

Dazi, anche questa mattina borse asiatiche in forte calo. Milano -3.6%

Il comparto automobilistico ha sofferto pesantemente, con Iveco Group che ha registrato una flessione del -12,18% e Stellantis del -8,49%. La casa automobilistica ha annunciato la sospensione temporanea della produzione in due stabilimenti, in Canada e Messico, come primo effetto dei nuovi dazi.

Anche le altre piazze finanziarie del Vecchio Continente soffrono: Madrid perde il 4,9%, Francoforte il 3,6%, Parigi il 3%, mentre Londra arretra del 2,7%. L’andamento riflette il forte nervosismo dei mercati internazionali e l’incertezza sulle politiche protezionistiche statunitensi. I mercati temono un’escalation della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, con il gigante asiatico che ha annunciato non solo dazi di ritorsione, ma anche un’azione legale presso il WTO.

Un crollo paragonabile alle crisi storiche

Il crollo di oggi – venerdì 4 aprile 2025 – entra nella lista delle peggiori sedute della storia di Piazza Affari. Il 24 giugno 2016, dopo il referendum sulla Brexit, il listino aveva perso il 12,48%. Il 6 ottobre 2008, con il fallimento di Lehman Brothers, la flessione era stata dell’8,24%. L’11 settembre 2001, a seguito dell’attacco terroristico negli Stati Uniti alle Torri Gemelle, il Ftse Mib aveva perso il 7,57%.