Mercati finanziari

Ma alla fine ci si scotterà davvero con l’IA? Secondo la BCE il rischio c’è, eccome

Il nodo delle valutazioni record delle aziende tecnologiche statunitensi

Ma alla fine ci si scotterà davvero con l’IA? Secondo la BCE il rischio c’è, eccome

Un’analisi pubblicata dagli esperti della Banca Centrale Europea segnala il pericolo di un’imminente correzione azionaria per le aziende legate allo sviluppo dei software innovativi negli Stati Uniti d’America. La situazione rischia di travolgere le finanze dell’area euro, a causa dell’elevata concentrazione di capitali detenuti da piccoli risparmiatori e investitori istituzionali.

Le analogie storiche con i boom ferroviari e la crisi delle dotcom

I dati evidenziano come le quotazioni attuali ricordino precedenti speculazioni finanziarie, dal settore dei trasporti del diciannovesimo secolo fino alla crisi informatica di inizio millennio. Un gruppo di analisti (Malin Andersson, Johannes Breckenfelder, Stefano Corradin, Kalin Nikolov e Maria Antonietta Viola) chiarisce sul blog dell’istituto di Francoforte come la spinta degli acquirenti stia portando i valori al di sopra dei fondamentali di bilancio.

L’entusiasmo ha alimentato la crescita per quattro anni consecutivi, consentendo a produttori di semiconduttori come Nvidia di moltiplicare di venti volte la propria capitalizzazione di mercato. Tuttavia, il venire meno di questa fiducia potrebbe innescare un repentino calo delle quotazioni.

L’esposizione da 440 miliardi per i piccoli risparmiatori europei

Gli effetti di un eventuale crollo nei listini di Wall Street avrebbero un impatto immediato in Europa. I cittadini del continente risultano esposti per circa 440 miliardi di euro verso i sette principali colossi tecnologici d’oltreoceano (Alphabet, Amazon, Apple, Tesla, Meta, Microsoft e Nvidia).

Tipologia di soggetto investitore Canale di investimento prevalente Livello di esposizione stimato
Famiglie dell’area euro Fondi comuni e strumenti ETF 440 miliardi di euro
Assicurazioni e fondi pensione Portafogli gestiti e fondi azionari Circa 400 miliardi di euro
Totale complessivo dell’area euro Esposizione diretta e indiretta Oltre 800 miliardi di euro

Questo legame non deriva da acquisti diretti, quanto dall’uso di strumenti finanziari a basso costo che replicano gli indici. Gran parte dei titolari dei conti non possiede la piena consapevolezza del rischio di concentrazione presente nei propri portafogli.

Il pericolo per fondi pensione, compagnie assicurative e stabilità dell’occupazione

La criticità non riguarda soltanto i singoli risparmiatori. Le compagnie assicuratrici e gli enti previdenziali dell’area euro contano un’esposizione di entità simile, portando la cifra complessiva oltre gli 800 miliardi di euro.

Una repentina discesa dei valori potrebbe obbligare gli operatori a vendere attività per rimborsare gli utenti, alimentando una spirale ribassista. L’effetto a catena peggiorerebbe le condizioni di finanziamento, il clima di fiducia e l’occupazione nell’intero territorio comunitario.

Margini d’intervento ridotti per governi e banche centrali

In caso di shock sistemico, la risposta delle autorità economiche europee incontrerebbe forti limiti operativi. A differenza delle crisi precedenti, le opzioni basate su tagli dei tassi d’interesse o leve fiscali risultano fortemente ridimensionate.

I vertici della BCE confermano quindi come le turbolenze d’oltreoceano rappresentino un problema diretto di stabilità finanziaria per i paesi dell’unione monetaria, privi oggi delle garanzie necessarie per ammortizzare la contrazione dei mercati.