La chiusura dello Stretto di Hormuz e le tensioni legate al conflitto in Medio Oriente rischiano di avere conseguenze sempre più pesanti sull’economia delle famiglie italiane. A lanciare l’allarme è l’Unione Nazionale Consumatori, che collega l’accelerazione dell’inflazione registrata negli ultimi mesi all’instabilità geopolitica internazionale.
Secondo gli ultimi dati Istat commentati dall’associazione, a maggio 2026 l’inflazione annua è salita al 3,2%, in aumento rispetto al 2,7% di aprile e al livello più elevato registrato negli ultimi anni dopo il picco del settembre 2023.
Stangata da oltre mille euro
L’impatto sui bilanci familiari è significativo. Secondo le stime elaborate dall’Unione Nazionale Consumatori, una coppia con due figli dovrà sostenere una maggiore spesa pari a 1.191 euro all’anno a causa dell’aumento generalizzato dei prezzi.
La voce che pesa maggiormente è quella dei trasporti, con un aggravio medio di 328 euro annui. Seguono il carrello della spesa, che comporta una spesa aggiuntiva di 286 euro, i prodotti alimentari e le bevande analcoliche con 269 euro e le spese per abitazione, elettricità e gas che incidono per ulteriori 251 euro.
“Un rialzo stellare. Se non si riapre subito lo Stretto di Hormuz sarà un’estate rovente sul fronte dei prezzi”, ha dichiarato il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona.
Rincari in tre mesi
L’analisi evidenzia come l’aumento dei prezzi si sia concentrato in un arco temporale molto breve. Tra febbraio e maggio 2026 l’indice generale del costo della vita è cresciuto del 2%.
| Divisioni di spesa |
Rincarifebbraio 2026/maggio 2026
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| Indice generale | 2 |
| Prodotti alimentari e bevande analcoliche | 1,5 |
| Bevande alcoliche, tabacco e droghe | 0,5 |
| Abbigliamento e calzature | 0,2 |
| Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili | 4,3 |
| Arredamenti, apparecchi per uso domestico e manutenzione corrente dell’abitazione | 0 |
| Sanità | 0,4 |
| Trasporti | 5,2 |
| Informazione e comunicazione | -0,2 |
| Ricreazione, sport e cultura | 0,3 |
| Servizi di istruzione | 0 |
| Servizi di ristoranti e servizi di alloggio | 2,2 |
| Servizi finanziari e assicurativi | 0,3 |
| Assistenza alla persona, protezione sociale e beni e servizi vari | 0,5 |
Gli incrementi più consistenti riguardano il settore dei trasporti, che registra un aumento del 5,2%, e quello dell’abitazione, dell’energia elettrica e del gas, in crescita del 4,3%.
Anche i servizi di ristorazione e alloggio mostrano una progressione significativa, con un incremento del 2,2%, mentre i prodotti alimentari e le bevande analcoliche segnano un aumento dell’1,5%.
Le altre voci
Più contenuti risultano invece gli aumenti in altri comparti della spesa quotidiana. Le bevande alcoliche e il tabacco crescono dello 0,5%, la sanità dello 0,4%, i servizi finanziari e assicurativi dello 0,3% e l’abbigliamento dello 0,2%.
Restano sostanzialmente stabili gli arredamenti e la manutenzione della casa, così come i servizi di istruzione, mentre l’unico dato in lieve diminuzione riguarda il settore dell’informazione e della comunicazione, che registra un calo dello 0,2%.
Timori per l’estate
L’Unione Nazionale Consumatori teme che, senza un rapido allentamento delle tensioni internazionali e una riapertura delle principali rotte energetiche, l’estate possa essere caratterizzata da ulteriori aumenti dei prezzi.
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L’evoluzione della situazione nello Stretto di Hormuz viene considerata uno degli elementi chiave per capire se l’inflazione potrà rallentare nei prossimi mesi oppure continuare a pesare sui consumi e sul potere d’acquisto delle famiglie italiane.