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Lavori usuranti, aggiunte 27 nuove categorie: ci sono anche insegnanti, cassieri e forestali. Esclusi i bidelli

Spuntano anche tassisti, benzinai e commessi; ma anche i maestri di scuola elementare. La palla passa a Governo e Parlamento.

Lavori usuranti, aggiunte 27 nuove categorie: ci sono anche insegnanti, cassieri e forestali. Esclusi i bidelli
Economia 22 Settembre 2021 ore 11:16

La Commissione sui lavori gravosi ha rivisto - basandosi sugli indici statistici forniti da Inps, Inail ed Istat che valutano la fatica fisica e psicosociale delle mansioni svolte oltre che gli indici legati agli infortuni ed incidenti sul lavoro - i lavori usuranti che potrebbero permettere di anticipare l’uscita dal lavoro a 63 anni tramite l’Ape sociale. In termini di categorie, rispetto alle 15 previste finora, la commissione ne ha individuate altre 27 potenziali che presentano un indice combinato di malattie professionali e infortuni sopra la media.

Lavori usuranti: si allarga la platea

Le novità date da questo ricalcolo potrebbero interessare milioni di lavoratori dal 2022, considerando che a fine anno è prevista la conclusione dell'esperienza di Quota 100. Va chiarito che questi nuovi lavori usuranti sono stati individuati dalla Commissione presieduta dall'ex ministro Cesare Damiano e verranno sottoposti poi al vaglio di Governo e Parlamento. Fondamentale sarà anche l'orientamento dei ministeri dell’Economia e del Lavoro nel decidere quali e quante nuove categorie includere.​

Ecco l’elenco completo dei nuovi lavori usuranti

- badanti e colf
- saldatori
- tassisti
- falegnami
- valigiai
- conduttori di autobus e tranvieri
- benzinai
- conduttori di macchinari in miniera
- insegnanti delle scuole elementari
- commessi
- cassieri
- operatori sanitari qualificati
- magazzinieri
- portantini
- forestali.

A seguire, invece, le 15 categorie che attualmente hanno diritto all’Ape Sociale e alla pensione a 63 anni:

-Gli operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
-Conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
-Conciatori di pelli e di pellicce;
-Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
-Conduttori di mezzi pesanti e camion;
-Personale delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
-Addetti all’assistenza di persone in condizioni di non autosufficienza;
-Insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido;
-Facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati;
-Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
-Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

A queste 11 categorie previste dalla legge 232/2016 ne sono state aggiunte 4 con la legge 205 del 2017 ovvero:

-Siderurgici di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature;
-Operai dell’agricoltura, della zootecnia e pesca;
- Pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare dipendenti o soci di cooperative;
-Marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini e acque interne.

Il caso bidelli

In un primo momento sembrava che nell'elenco ci fossero anche i bidelli. Eventualità però smentita da Cesare Damiano, ex ministro del Lavoro, oggi presidente della Commissione sui lavori gravosi, che a 24 Mattino su Radio 24, ha corretto il tiro.

“I bidelli  non ci sono Senza voler discutere della mansione dei bidelli più o meno gravosa. Contesto l’idea secondo la quale ci sarebbero i bidelli che non ci sono invece”.