La "vendetta" di Trump: "L'America è stata derubata per anni". Per l'Europa dazi "solo" al 20%
Tariffe al 46% per il Giappone, al 34% per la Cina. Borse asiatiche giù fino a 5 punti
Nelle scorse ore si è consumati il "Liberation Day", accompagnato da dichiarazioni forti da parte del presidente degli Stati Uniti. "Il nostro Paese è stato depredato per 50 anni, ora restituiamo il favore", ha affermato con enfasi. Fra le misure annunciate, figurano dazi del 20% sui prodotti europei e del 25% sulle automobili prodotte all'estero. "Gli Stati Uniti torneranno a essere ricchi", ha proclamato Trump, firmando le sanzioni in un discorso-show.
— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) April 2, 2025
Trump annuncia i dazi
Con questa mossa, Trump ha ufficialmente sfidato il commercio globale, dichiarando un'emergenza nazionale per affrontare il deficit commerciale. Fra i provvedimenti, ha imposto un dazio del 10% su tutte le importazioni e tariffe specifiche per i 60 Paesi con il "maggiore squilibrio commerciale nei confronti degli Stati Uniti". L'Europa dovrà affrontare una tariffa del 20%, la Cina del 34% e il Regno Unito del 10%. Secondo il presidente, queste misure segneranno l'inizio di una "nuova età dell'oro", rilanciando il "sogno americano" e generando ingenti entrate per abbassare le tasse e ridurre il debito pubblico.
Dal Rose Garden della Casa Bianca, adornato con bandiere a stelle e strisce e gremito di membri del governo e lavoratori dell'industria automobilistica e siderurgica, Trump ha parlato di un momento storico per il Paese.
— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) April 2, 2025
"Oggi è il giorno della liberazione, il giorno in cui riprendiamo il nostro futuro", ha dichiarato, introducendo la politica delle tariffe reciproche. "Pagheranno esattamente ciò che ci fanno pagare", ha spiegato, sebbene abbia poi chiarito che le tariffe non saranno del tutto simmetriche: "Li tasseremo la metà di quanto ci tassano loro". Un esempio emblematico è l'Unione Europea, che impone una tassa del 39% sulle merci americane, mentre gli Stati Uniti introdurranno un dazio del 20%. Per Israele le tariffe saranno del 17%, mentre il Brasile si vedrà applicare un 10%.
Trump ha sottolineato che il mondo ha approfittato degli Stati Uniti per mezzo secolo, ma "questo tempo è finito". A rafforzare il pacchetto di misure, un dazio aggiuntivo del 25% su tutte le auto importate.
"Se volete evitare le tariffe, venite a produrre in America", ha ribadito, rievocando un messaggio già espresso al Forum di Davos subito dopo la sua elezione. Alcuni settori strategici, come acciaio, alluminio, automobili e componenti automobilistici, saranno esenti dalle tariffe reciproche.
Il monito sulle ritorsioni: "Risponderemo immediatamente"
Il decreto firmato da Trump prevede una clausola che consente una risposta immediata a eventuali ritorsioni da parte di altri Paesi. "Reagiremo senza esitazione", hanno confermato fonti interne all’amministrazione, sottolineando la necessità di agire con urgenza di fronte a una situazione ormai insostenibile. La strategia dei dazi rappresenta, secondo la Casa Bianca, la "regola d’oro" per la nuova epoca di prosperità americana.
L’annuncio ha avuto un impatto immediato sui mercati: il dollaro si è indebolito e i titoli di Stato americani hanno visto un aumento dei rendimenti, con il Treasury decennale che ha raggiunto il 4,231%. Gli investitori, in attesa di ulteriori sviluppi, potrebbero vedere nelle misure una possibile stabilizzazione del mercato.
Nel frattempo, le principali borse europee hanno chiuso in calo, con l'eccezione di Madrid (+0,40%). Piazza Affari ha segnato un -0,27%, mentre Francoforte ha perso lo 0,66%. Wall Street, invece, ha chiuso in positivo, spinta dalle aspettative di una possibile riduzione dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve per contrastare l’inflazione. Tesla e Amazon hanno trainato i listini, complice il crescente coinvolgimento di Elon Musk nell’amministrazione Trump e l’interesse di Jeff Bezos per TikTok. Nonostante la loro rivalità, i due miliardari sembrano aver trovato un terreno comune nel sostenere la politica economica del presidente.
Lista completa delle tariffe
- Cambogia: 49%
- Laos: 48%
- Madagascar: 47%
- Vietnam: 46%
- Myanmar: 44%
- Sri Lanka: 44%
- Bangladesh: 37%
- Serbia: 37%
- Botswana: 37%
- Thailandia: 36%
- Cina: 34% (precedentemente 54%)
- Taiwan: 32%
- Indonesia: 32%
- Svizzera: 31%
- Sudafrica: 30%
- Pakistan: 29%
- Tunisia: 28%
- Kazakistan: 27%
- India: 26%
- Corea del Sud: 25%
- Giappone: 24%
- Malesia: 24%
- Costa d'Avorio: 21%
- Unione Europea: 20%
- Giordania: 20%
- Nicaragua: 18%
- Israele: 17%
- Filippine: 17%
- Norvegia: 15%
- Costa Rica: 17% → 10%
- Regno Unito: 10%
- Brasile: 10%
- Singapore: 10%
- Cile: 10%
- Australia: 10%
- Turchia: 10%
- Colombia: 10%
- Perù: 10%
- Repubblica Dominicana: 10%
- Emirati Arabi Uniti: 10%
- Nuova Zelanda: 10%
- Argentina: 10%
- Ecuador: 10%
- Guatemala: 10%
- Egitto: 10%
- Arabia Saudita: 10%
- El Salvador: 10%
- Trinidad e Tobago: 10%
- Marocco: 10%
- Honduras: 10%