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La guerra in Ucraina costa quasi mille euro a famiglia

L'elaborazione della Cgia di Mestre: i più penalizzati sono i cittadini del Trentino.

La guerra in Ucraina costa quasi mille euro a famiglia
Economia 03 Giugno 2022 ore 14:46

Che la guerra in Ucraina abbia conseguenze sull'economia italiana è oramai cosa assodata. Ma in che misura? Secondo uno studio della Cgia di Mestre, ogni famiglia pagherà di tasca propria il prezzo del conflitto con poco meno di mille euro.

Quanto costa la guerra in Ucraina agli italiani?

A oggi, gli effetti della guerra in Ucraina produrranno per l’anno in corso una riduzione del Pil di 24 miliardi di euro reali che corrisponde a una perdita di potere d’acquisto medio per ciascuna famiglia italiana pari a 929 euro. A livello territoriale le famiglie più penalizzate saranno quelle residenti in Trentino Alto Adige (-1.685 euro), nella Valle d’Aosta (-1.473 euro) e nel Lazio (-1.279 euro).

Il confronto è stato realizzato parametrando le   ultime previsioni di crescita del Pil  prima dell’avvio del conflitto  (gennaio 2022) con le successive realizzate dopo l’invasione russa (aprile 2022): emerge che la diminuzione della ricchezza prodotta nel nostro Paese sarà dell’1,4 per cento. Che nel concreto si traduce in una diminuzione del potere d'acquisto delle famiglie mediamente di 929 euro.

Queste stime - fanno sapere dalla Cgia -  sono parziali e suscettibili di cambiamenti; la situazione che abbiamo vissuto in questi primi tre mesi di conflitto, infatti, potrebbe mutare radicalmente. Nella malaugurata ipotesi che, ad esempio, la situazione militare subisse una decisa escalation, è evidente che queste previsioni andrebbero riviste completamente.

Rincari un po' su tutto

Le stime sull'economia familiare sono la somma di un quadro economico che vede i rincari di bollette (luce e gas), benzina, impennata dell'inflazione e difficoltà di reperimento delle materie prime. Il tutto si traduce in un aumento dei prezzi del quale ci siamo inevitabilmente accorti.

 Chi paga il prezzo più alto

I nuclei familiari più penalizzati saranno quelli residenti in Trentino Alto Adige (-1.685 euro), nella Valle d’Aosta (-1.473 euro) e nel Lazio (-1.279 euro). Se le prime due realtà territoriali risentiranno principalmente  dell’aumento dei costi energetici, la terza, che è decisamente condizionata dai risultati della provincia di Roma, patirà in particolar modo  del forte calo dei consumi interni e per l’effetto
dell’inflazione sui beni importati (nel biennio 2020-2021 la regione Lazio ha registrato un saldo commerciale negativo di ben 17 miliardi
di euro).

Altrettanto critica la situazione in Veneto (-1.065  euro), in Toscana (-1.059 euro) e in Basilicata (-1.043 euro); in queste due realtà del Centro-Nord la perdita di potere d’acquisto sarà riconducibile, in particolar modo, alla contrazione della domanda interna e ai rincari delle bollette di luce e gas, così come nel Piemonte (-1.039 euro) e in Emilia Romagna (-1.035 euro).

Per le regioni del Sud, infine, l’impatto della crisi sarà meno “violento”; con costi energetici molto più contenuti che nel resto del Paese, un’economia meno aperta ai mercati internazionali e dimensionalmente più piccola in termini di Pil pro capite, l’impatto negativo sulle famiglie sarà più contenuto.

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