Economia
L'esame sulla manovra di bilancio

In quali regioni si usa più il contante e in quali si evade di più: i dati

L'Ufficio parlamentare di bilancio (UPB): "Misure volte a limitare l’utilizzo del contante potrebbero svolgere un ruolo positivo nella lotta conto l’evasione e il riciclaggio"

In quali regioni si usa più il contante e in quali si evade di più: i dati
Economia 07 Dicembre 2022 ore 16:58

La Presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio (UPB), Lilia Cavallari, è intervenuta lunedì, 5 dicembre 2022, davanti alle Commissioni bilancio di Camera e Senato riunite in seduta congiunta. L’audizione ha riguardato l’esame preliminare del disegno di legge sul bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2023 e sul bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025.

La presidente Cavallari, mettendo in guardia deputati e senatori dal rischio insito nel pacchetto fiscale della manovra, ha esposto i dati emersi dall'audizione riguardo il rapporto pagamenti in contati ed evasione fiscale divisi regione per regione.

Pagamenti in contanti ed evasione fiscale: i dati regione per regione

Quello riportato qui sopra rappresenta il grafico relativo alla relazione tra l'utilizzo dei contati e l'economia sommersa nelle regioni italiane. Analizzando i dati esposti da Upb, emerge che in Italia le banconote prevalgono sulle carte prevalentemente al Sud:

Al primo posto c'è la Calabria: l'uso del contante è sopra il 90% e l'economia sommersa al 21%. Seguono Abruzzo/Molise e Marche dove però l'economia sommersa scende tra 17 e 15%. La Campania, sopra l'80% per l'uso dei contanti, il nero è al 20%. Alta percentuale di economia sommersa anche in Sicilia (poco sopra il 19%) e Puglia/Basilicata (poco sotto il 19%).

Di contro, in Lombardia la relazione tra moneta e sommerso è 57-10%, più o meno come in Friuli Venezia Giulia (59-12%), non distante dall'Emilia-Romagna (64-12%) e dal Veneto (65%-12%).

"In controtendenza rispetto agli ultimi anni - afferma l'audizione di Upb - la manovra alza da 1.000 a 5.000 euro il tetto alle transazioni in contanti (fig. 5) e introduce un limite sotto il quale gli esercenti possono rifiutarsi di accettare pagamenti con il POS senza incorrere in sanzioni (60 euro).

Vengono pertanto modificati, in senso meno restrittivo, meccanismi che generalmente affiancano e forniscono ausilio agli strumenti di contrasto dell’evasione fiscale (split payment, fatturazione elettronica, invio telematico degli scontrini) e del riciclaggio di denaro.

Limiti all’utilizzo del contante sono presenti in 14 paesi su 27 dell’Unione europea, con soglie che variano da un minimo di 500 euro in Grecia a un massimo di 15.000 euro in Slovacchia".

La presidente Cavallari, mettendo in guardia deputati e senatori dal rischio insito nel pacchetto fiscale della manovra:

"La letteratura economica è pressoché concorde nel sostenere che l’aumento dei pagamenti in contanti possa comportare un incremento dell’evasione. La figura 6 evidenzia che le regioni italiane dove l’utilizzo del contante è più diffuso sono anche quelle in cui si stimano i maggiori livelli di evasione dell’IVA.

Misure volte a limitare l’utilizzo del contante potrebbero svolgere un ruolo positivo nella lotta conto l’evasione e il riciclaggio. Da uno studio di Giammatteo et al. (2022) emerge che l’aumento del tetto ai contanti varato con la manovra del 2016 (da 1.000 a 3.000 euro) ha avuto l’effetto collaterale di far crescere l’economia sommersa. Un’analisi di Russo (2022) conclude invece che l’abbassamento adottato a fine 2011 (da 5.000 a 1.000 euro) ha contribuito a far calare l’evasione, soprattutto nei settori in cui la propensione a evadere è più alta".

Seguici sui nostri canali