In arrivo tempi duri

Guerra Iran: quanto è aumentata la benzina in due giorni e i prezzi di oggi, 4 marzo 2026

Il diesel quasi ovunque sopra 1,80 euro al litro, la benzina sopra 1,70. Ma il peggio non è ancora arrivato...

Guerra Iran: quanto è aumentata la benzina in due giorni e i prezzi di oggi, 4 marzo 2026

I rincari sono già realtà. L’escalation della guerra in Iran sta producendo i primi effetti concreti sui prezzi di benzina e gasolio, con un impatto diretto sulle tasche degli italiani. A spingere i listini è l’impennata delle quotazioni del petrolio e dei prodotti raffinati sui mercati internazionali, in un contesto di forte tensione sullo Stretto di Hormuz.

Secondo quanto rilevato da Staffetta Quotidiana, l’impatto sul Brent – il petrolio greggio di riferimento in Europa – è stato finora relativamente contenuto (+6,7%), ma il gasolio all’ingrosso ha registrato un balzo molto più marcato: +16%. Una dinamica che si sta riflettendo rapidamente sui prezzi alla pompa.

Prezzi carburanti oggi: diesel sopra 1,80 euro, benzina a 1,70

Gli ultimi dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy indicano un deciso rialzo nelle ultime 48 ore.

Basti pensare che lunedì 2 marzo 2026 il prezzo della benzina era in media 1,674 euro e quello del gasolio 1,728. Ieri, martedì 3 marzo 2026 le cifre sono salite (1,728 la benzina, 1,760 il diesel).

E i rincari proseguono pure oggi. Nella tabella sottostante i prezzi medi per regione con l’elaborazione del Mimit. Come si vede, solo in Campania il diesel è sotto 1,80 euro al litro, mentre ovunque la “verde” supera l’1,70.

Prezzi Medi Carburanti per Regione

Regione Gasolio (Self) Benzina (Self) GPL (Servito) Metano (Servito)
Abruzzo 1.800 1.708 0.701 1.414
Basilicata 1.820 1.749 0.683 1.465
Calabria 1.848 1.759 0.733 1.521
Campania 1.785 1.715 0.645 1.398
Emilia Romagna 1.811 1.714 0.672 1.400
Friuli Venezia Giulia 1.831 1.724 0.681 1.377
Lazio 1.806 1.710 0.669 1.493
Liguria 1.838 1.738 0.775 1.453
Lombardia 1.822 1.720 0.675 1.396
Marche 1.806 1.708 0.701 1.326
Molise 1.807 1.726 0.702 1.410
Piemonte 1.811 1.710 0.673 1.433
Puglia 1.809 1.733 0.660 1.495
Sardegna 1.838 1.743 0.799
Sicilia 1.805 1.743 0.758 1.753
Toscana 1.817 1.719 0.692 1.467
Umbria 1.810 1.708 0.693 1.344
Valle d’Aosta 1.840 1.748 0.819
Veneto 1.810 1.713 0.685 1.357
Provincia di Bolzano 1.877 1.765 0.777 1.599
Provincia di Trento 1.840 1.746 0.731 1.381

Sulle autostrade, invece, l’incremento è più contenuto, ma i prezzi sono comunque alti.

Prezzi Carburanti (2–4 Marzo)

Carburante 2 Marzo 3 Marzo 4 Marzo
Benzina 1,778 €/l 1,787 €/l 1,816 €/l
Gasolio 1,830 €/l 1,845 €/l 1,903 €/l

Il peggio deve arrivare

Secondo le associazioni dei consumatori il peggio potrebbe non essere ancora arrivato. Il Codacons sottolinea che i carburanti venduti oggi derivano da greggio acquistato mesi fa a prezzi inferiori. Ulteriori tensioni potrebbero quindi tradursi in nuovi aumenti nei prossimi giorni, con effetti a catena su trasporti e prezzi al dettaglio.

Perché il conflitto in Iran pesa sui mercati energetici

Il nodo centrale resta lo Stretto di Hormuz, crocevia strategico per il traffico petrolifero mondiale. Secondo il presidente di Unem, Gianni Murano, una chiusura prolungata metterebbe a rischio tra il 15% e il 20% dell’offerta globale di petrolio, con una corsa agli approvvigionamenti e quotazioni “verso livelli difficili da immaginare”.

Intanto dai vertici dei Pasdaran arrivano minacce esplicite: il generale Sardar Jabbari ha dichiarato che il prezzo del petrolio potrebbe arrivare a 200 dollari al barile, promettendo attacchi agli oleodotti e blocchi navali nello Stretto di Hormuz. Attualmente il greggio viaggia intorno agli 85 dollari al barile, ma la volatilità resta elevata.

Gas ai massimi dal 2022: +53% in due sedute

Non corre solo il petrolio. Anche il gas naturale europeo registra forti rialzi. Alla borsa di Amsterdam il Ttf ha toccato 54,3 euro al megawattora, con un balzo del 22% in una sola giornata e un +53% in due sedute. Livelli ancora lontani dal picco di oltre 320 euro dell’agosto 2022, ma sufficienti a riaccendere i timori su bollette e inflazione.

Bollette più care: +166 euro a famiglia

Secondo le stime di Facile.it, la crisi potrebbe tradursi in una spesa extra media di 166 euro a famiglia:

  • +121 euro per il gas
  • +45 euro per l’energia elettrica

Il costo annuo complessivo salirebbe a 2.593 euro (+7% rispetto alle previsioni precedenti alla crisi).

Nel 2025 la spesa media per le famiglie nel mercato libero a tariffa indicizzata è stata pari a 2.055 euro, ben superiore ai livelli del 2018 (meno di 1.200 euro).

Effetto inflazione e mutui: la catena dell’energia

L’aumento dei costi energetici si trasferisce rapidamente:

  • Più caro il petrolio → aumentano benzina e diesel
  • Trasporti più costosi → rincari su alimentari e beni di consumo
  • Energia più cara → bollette più alte
  • Inflazione in risalita → possibile pressione sui tassi e sui mutui

Secondo le stime preliminari Istat, a febbraio l’inflazione (indice Nic) è salita dello 0,8% su base mensile e dell’1,6% su base annua. Se le quotazioni energetiche continueranno a crescere, la pressione sui prezzi potrebbe intensificarsi.

Cosa può succedere ora

Gli analisti temono nuove impennate se la crisi dovesse aggravarsi o se lo Stretto di Hormuz venisse chiuso anche solo parzialmente. In quel caso, petrolio e gas potrebbero accelerare ulteriormente, con effetti immediati su carburanti, bollette e costo della vita.