Riunione internazionale

G7 Finanze e Banche centrali: Giorgetti a Parigi per discutere su soluzioni alla crisi provocata da Hormuz

Sul tavolo anche il sostegno all'Ucraina, la cyber-sicurezza, ma anche il tema dei dazi e dell'ultimatum di Trump

G7 Finanze e Banche centrali: Giorgetti a Parigi per discutere su soluzioni alla crisi provocata da Hormuz

Italia, Unione Europea, Francia, Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Canada e Giappone riunite per due giorni, 18 e 19 maggio 2026, al G7 Finanze e Banche Centrali (in copertina) che si svolge a Parigi, su invito di Roland Lescure e François Villeroy de Galhau, rispettivamente ministro dell’Economia e Governatore della Banca di Francia.

Al tavolo hanno preso parte anche Giancarlo Giorgetti, nostro ministro dell’Economia e della Finanza, e Christine Lagarde, Presidente della Banca Centrale Europea, in quello che rappresenta una tappa nella preparazione delle decisioni economiche e finanziarie che saranno presentate ai leader del G7 di Evian a giugno.

“Il ministro Giorgetti a Parigi per il G7 Finanze e Banche centrali per discutere, tra l’altro, di economia globale e problemi finanziari, Ucraina, squilibri globali, materiali critici – fa sapere un post pubblicato dal MEF sui social – Due giorni intensi alla ricerca di risposte alle conseguenze economiche dei conflitti in corso“.

Gli incontri del G7 Finanze e Banche centrali simboleggiano un forum di scambio tra gli Stati membri su questioni di interesse comune relative al sostegno all’Ucraina, alle conseguenze economiche della situazione in Medio Oriente e alle sfide in materia di cyber-sicurezza.

Tra le varie dichiarazioni rilasciate in queste ore, quella di Kyriakos Pierrakakis, Presidente dell’Eurogruppo, che si è espresso in merito allo stallo nello stretto di Hormuz dovuto alla guerra tra Stati Uniti e Iran:

L’apertura dello Stretto di Hormuz e la fine definitiva del conflitto sono di fondamentale importanza per mitigare l’impatto sull’economia. L’economia europea ha dimostrato resilienza di fronte a questa crisi energetica. Tuttavia, l’economia globale risentirà della pressione, anche se il conflitto dovesse risolversi rapidamente”.

Ma proprio su Hormuz, dall’Iran è arrivata notizia della costituzione di un nuovo ente (Autorità dello Stretto del Golfo Persico) incaricato di gestire lo stretto: Teheran lo ha di fatto chiuso e per attraversarlo intende imporre un pedaggio alle navi.

Sul tavolo del G7 Finanze e Banche centrali c’è però anche il tema dei dazi, coi ministri che sono al lavoro per trovare un’intesa con gli USA. L’Europa, infatti, si trova sotto un ultimatum imposto dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il quale ha fatto sapere che se entro il 4 luglio (festa nazionale statunitense) non sarà rispettato l’accordo, le tariffe schizzeranno immediatamente a livelli ben più elevati” rispetto al 15 per cento previsto.