Il prossimo 28 aprile segnerà una data spartiacque per il comparto risicolo dell’Unione europea. La plenaria del Parlamento europeo sarà infatti chiamata a pronunciarsi sulla bozza di regolamento per la revisione del Sistema delle Preferenze Tariffarie Generalizzate (SPG), atto che determinerà le regole del gioco per le importazioni dai Paesi Meno Avanzati (PMA) nell’ambito del regime EBA (Everything But Arms).
Il nodo centrale della disputa riguarda la clausola di salvaguardia automatica. Sebbene il testo emerso dal trilogo dello scorso 1° dicembre ne preveda l’inserimento — un risultato fortemente inseguito dalla filiera — le soglie di importazione stabilite per far scattare il ripristino dei dazi sono giudicate estremamente pericolose e del tutto incompatibili con la tenuta economica della risicoltura europea.
La compattezza mostrata dai diversi schieramenti politici nel ritenere fondamentale un intervento per dare valore alla clausola di salvaguardia automatica ha spinto gli stessi a presentare emendamenti per stabilire soglie di importazione decisamente più basse rispetto a quelle ipotizzate a dicembre, garantendo un meccanismo di difesa che intervenga tempestivamente prima che il mercato interno venga travolto dalle importazioni a dazio zero.
«Il voto del 28 aprile rappresenta un crocevia fondamentale per la sopravvivenza delle nostre aziende – ha dichiarato Natalia Bobba, Presidente dell’Ente Nazionale Risi – Auspichiamo che in aula prevalga il buon senso e che gli eurodeputati votino per permettere al nostro settore di competere in un mercato globale sempre più instabile, garantendo la dignità del lavoro dei nostri agricoltori».
L’Ente Nazionale Risi auspica che l’Europa scelga di proteggere una delle sue eccellenze agroalimentari più strategiche.