Fondo di Garanzia PMI (L.662/96) prorogato dal DL Milleproroghe: requisiti, regole e raccomandazioni per istituti di credito ed imprese
Ecco una sintesi strutturata e operativa delle regole del Fondo di Garanzia PMI a seguito della proroga contenuta nel DL Milleproroghe.
1. Premessa
La bozza del Decreto-Legge Milleproroghe 2025, attualmente in fase di esame preliminare presso il Preconsiglio e destinata al Consiglio dei Ministri, contiene una disposizione di rilievo per il sistema delle piccole e medie imprese italiane. In particolare, l’articolo 13, comma 1, interviene sulle modalità operative del Fondo di Garanzia per le PMI, prorogandone l’operatività di un anno. La proroga al 31 dicembre 2026 assicura continuità normativa e operativa per un altro anno al principale strumento pubblico di sostegno al credito delle PMI. Per banche e imprese significa stabilità, maggiore certezza nella pianificazione e possibilità di estendere operazioni garantite su un orizzonte temporale più ampio.
2. Quadro normativo di riferimento
- Norma originaria: art. 15-bis, comma 1, del DL 145/2023, convertito con modificazioni dalla L. 191/2023.
- Testo vigente: prevedeva la scadenza delle modalità operative del Fondo al 31 dicembre 2025.
- Modifica introdotta: la bozza del Milleproroghe sostituisce tale termine con il 31 dicembre 2026, garantendo un ulteriore anno di operatività senza variazioni sostanziali delle regole applicative.
3. Finalità della proroga
- Continuità del sostegno al credito: assicurare alle PMI la possibilità di accedere a finanziamenti bancari con garanzia pubblica.
- Stabilità normativa: ridurre l’incertezza regolatoria e favorire la pianificazione finanziaria di imprese e istituti di credito per un altro anno.
- Allineamento con politiche europee: mantenere la coerenza con i regimi di aiuto di Stato e con le disposizioni comunitarie in materia di garanzie e agevolazioni.
4. Impatti operativi
- Per le PMI:
– Maggiore certezza nell’accesso al credito garantito.
– Possibilità di programmare investimenti e operazioni di medio-lungo termine.
– Possibilità di programmare i rinnovi delle posizioni c.d. non rateali di prossima scadenza assistiti dalla Garanzia del Fondo di Garanzia per le PMI di cui alla L.662/96 - Per gli istituti di credito:
– Conferma della copertura del rischio tramite garanzia pubblica.
– Incentivo a mantenere attive linee di finanziamento verso il comparto delle PMI. - Per gli organi di controllo e compliance:
– Necessità di aggiornare i cruscotti di monitoraggio e i report di due diligence con la nuova scadenza.
– Estensione dei modelli di stress test e early warning al 2026.
Funzionamento della garanzia pubblica
Finalità: agevolare l’accesso al credito bancario e al leasing attraverso garanzia pubblica.
Massimale per impresa: fino a 5 milioni di euro garantibili complessivamente.
80% se il finanziamento è destinato a investimenti.
50% se il finanziamento è destinato a liquidità.
Implicazioni operative per le imprese
Il modello di Rating del Fondo di Garanzia applicato all’impresa non si limita al merito creditizio bancario, ma deriva da una valutazione sistemica che integra: Informazioni qualitative (assetti organizzativi, governance, settore di attività), Dati di bilancio (margini, patrimonializzazione, sostenibilità finanziaria), Segnalazioni di Centrale dei Rischi (posizioni bancarie, esposizioni, eventuali sconfinamenti), Credit Bureau (storico creditizio, affidabilità nei pagamenti). Questo rating determina sia l’ammissibilità al Fondo sia la fascia e classe di copertura applicabile.
È fondamentale un monitoraggio mensile del rating per:
– Prevenire il rischio di scivolare in classe e fascia non ammissibili.
– Evitare fasce che comportano un elevato assorbimento in de minimis, riducendo la capacità di accesso alle agevolazioni.
– Anticipare eventuali peggioramenti dovuti a variazioni nei dati di bilancio o nelle segnalazioni creditizie.
Governance e controllo: integrare rating, DSCR, utilizzo plafond garantito, e assorbimenti de minimis nei monitoraggui mensili; predisporre alert automatici su variazioni CR/CB e covenant.
⚠️ Attenzione agli assorbimenti in de minimis
Le agevolazioni concesse sotto regime de minimis hanno un tetto massimo triennale (attualmente 300.000 €) per “Impresa Unica”.
Un rating sfavorevole può implicare un maggior assorbimento di plafond de minimis, riducendo lo spazio disponibile per ulteriori operazioni agevolate. Questo impatto è particolarmente rilevante per le imprese di dimensione Piccola e Media che hanno generalmente fabbisogni finanziari più elevati e che rischiano di saturare rapidamente il plafond. Necessità di pianificare sequenza e timing delle domande.
Raccomandazioni pratiche per mantenere l’accesso alle agevolazioni
– Monitoraggio mensile del rating del Fondo: verificare classe/fascia e trend; intervenire su anomalie CR (rientri, rimodulazioni, riduzione concentrazioni).
– Sostenibilità finanziaria: mantenere DSCR > 1 e copertura interessi adeguata; rafforzare patrimonializzazione e gestione del circolante (scorte/crediti/fornitori).
– Pianificazione del de minimis: tracciare utilizzi e residui per triennio; calendarizzare richieste evitando saturazione; privilegiare garanzie non de minimis quando disponibili e compatibili.
– Qualità informativa: aggiornare tempestivamente bilanci, forecast e business plan; fornire dossier coerente con la finalità (capex vs working capital).
– Stress testing e early warning: simulare impatti di cali margini, ritardi incassi, aumento tassi; attivare trigger operativi (riduzione fidi, rinegoziazioni, anticipo fatture) prima che il rating peggiori.
5. Considerazioni conclusive
Il Fondo di Garanzia per le PMI, prorogato fino al 31 dicembre 2026, si conferma un pilastro della politica economica nazionale. Il Fondo di Garanzia per le PMI si conferma uno strumento strategico per la stabilità finanziaria delle imprese e per la mitigazione del rischio creditizio. La misura consente di mantenere attivo un presidio fondamentale per la competitività e la sostenibilità del tessuto economico nazionale
La sua efficacia sarà determinata dalla capacità delle imprese e degli istituti di credito di accedervi con un approccio consapevole e sistemico, fondato su analisi finanziaria rigorosa, pianificazione strategica e solida conoscenza normativa, evitando soluzioni standardizzate e poco aderenti alle specificità aziendali. Solo attraverso questa modalità sarà possibile trasformare la garanzia pubblica in un motore di crescita sostenibile, di stabilità finanziaria e di creazione di valore duraturo per le imprese, per il sistema bancario e per l’economia dei territori.
Per Info normative email di contatto è: direttore@lfssrl.it