"stabile organizzazione occulta"

Evasione fiscale: Amazon (nuovamente) nel mirino della Procura di Milano

L'indagine si inserisce all’interno di una lunga serie, e si concentra sul presunto mancato pagamento delle imposte prodotte dal gigante del commercio online nel nostro paese

Evasione fiscale: Amazon (nuovamente) nel mirino della Procura di Milano

Non è una vicenda isolata, ma un altro capitolo della vasta indagine che la Procura di Milano sta conducendo su Amazon per presunta evasione fiscale.

Il colosso americano dell’e-commerce (in copertina la sede di Torrazza, in Piemonte), che già si trovava sotto inchiesta per un’imponente evasione Iva, è accusato ora di non aver versato le imposte dirette dovute in Italia, e in particolare di aver creato una “stabile organizzazione occulta” tra il 2019 e il 2024.

Questa nuova accusa si inserisce all’interno di una lunga serie di indagini, e si concentra sul presunto mancato pagamento delle imposte sul reddito prodotto dal gigante del commercio online nel nostro paese.

Amazon nuovamente nel mirino della Procura di Milano

A dare il via a questo nuovo filone investigativo è stato il racconto di un whistleblower, un dirigente che ha fornito informazioni cruciali nel primo procedimento, portando la Procura ad avviare un’indagine per “evasione fiscale” nei confronti del colosso.

La denuncia, unita a una serie di accertamenti, ha consentito agli inquirenti di scoprire l’esistenza di una sede operativa permanente del gruppo negli ultimi anni, fino ad agosto 2024, che operava sul territorio italiano con modalità ritenute illegali sotto il profilo fiscale.

Le perquisizioni

Il 12 febbraio 2026, su delega del pm Elio Ramondini, la Guardia di Finanza di Monza ha effettuato una serie di perquisizioni presso gli uffici milanesi di Amazon, situati in via Monte Grappa, e a casa di sette manager, estranei al procedimento.

I finanzieri hanno acquisito documenti e dispositivi informatici, compreso materiale riguardante Kpmg, la società di consulenza che aveva precedentemente segnalato i rischi di una possibile violazione fiscale da parte di Amazon.

La risposta di Amazon

La risposta di Amazon non si è fatta attendere.

In una nota ufficiale, la multinazionale ha definito l’azione delle autorità “profondamente preoccupante” e “sproporzionata”.

Amazon ha ribadito che “paga tutte le tasse dovute in Italia” e si considera uno dei principali contribuenti del paese, ricordando i suoi 25 miliardi di euro di investimenti negli ultimi 15 anni e i 19mila dipendenti a tempo indeterminato.

Amazon (nuovamente) nel mirino della Procura di Milano: nuove accuse di evasione fiscale
Jeff Bezos, fondatore di Amazon

La compagnia ha anche sottolineato di essere attivamente impegnata in un dialogo con l’Agenzia delle Entrate per chiarire questioni fiscali complesse e ha fatto presente che nel marzo del 2025 aveva già presentato un’istanza di collaborazione con l’agenzia per ottenere una conferma sul corretto inquadramento fiscale delle proprie attività, ancora oggi sotto esame.

La ricostruzione fiscale e i cambiamenti interni

La questione fiscale di Amazon in Italia è complessa e strettamente legata alla riorganizzazione del gruppo.

L’azienda ha recentemente fuso due delle sue principali entità operative in Europa, Amazon Service Europe e Amazon Eu sarl, e ha regolarizzato la sua posizione fiscale in Italia. Tuttavia, fino a metà 2024, la gestione delle attività sul territorio italiano è stata effettuata esclusivamente dalla società lussemburghese Amazon Eu sarl, che dichiarava che i dipendenti della filiale italiana erano a “mero supporto”.

Una situazione che, secondo le indagini, presentava dei rischi fiscali e che ora è oggetto di approfondimento da parte della Procura.

Nel frattempo, i 159 dipendenti di Amazon Italia Service, che si occupavano della gestione del business marketplace sul territorio, sono stati trasferiti sotto il controllo diretto di Amazon Eu sarl, con l’intento di mettersi finalmente in regola. Tuttavia, gli investigatori continuano a concentrarsi sul periodo precedente, quando la struttura italiana sembrava essere gestita senza il corretto inquadramento fiscale.

I precedenti

Questa nuova indagine arriva dopo una serie di precedenti indagini in cui Amazon è stata coinvolta, che hanno alimentato una lunga battaglia legale con il fisco italiano. Il mese scorso, infatti, il gigante dell’e-commerce ha raggiunto un accordo con l’Agenzia delle Entrate sul mancato versamento dell’Iva, versando la somma di 511 milioni di euro per sanare una parte della contestazione. Ma le questioni fiscali non si fermano qui.

Nel corso del 2024, è emerso un altro filone di indagine che ha ipotizzato il reato di “contrabbando per omessa dichiarazione“. In questo caso, Amazon è accusata di non aver pagato l’Iva e i dazi doganali sui prodotti importati dalla Cina e venduti tramite la sua piattaforma. Il caso riguarda una rete di “prestanome”, ossia venditori che avrebbero operato come intermediari per eludere i controlli fiscali. Ancora una volta, Amazon ha dichiarato di aver avviato una procedura di regolarizzazione fiscale.

Anche Amazon Italia Transport, una delle sue società, è stata coinvolta in un’indagine relativa ai cosiddetti “serbatoi di manodopera“. Nel luglio 2024, è stato sequestrato un patrimonio di oltre 121 milioni di euro per una presunta frode fiscale legata alla gestione della logistica e delle operazioni di trasporto. A seguito di questa vicenda, l’azienda fondata da Jeff Bezos ha versato più di 180 milioni di euro come risarcimento fiscale.