Economia
Allarme occupazione

Delocalizzazioni: le imprese vanno all'estero, l'ultima a Venezia. Il Governo che fa?

L'Esecutivo Draghi aveva annunciato di avere pronta una legge ad hoc, ma il percorso del documento sembra essersi arrestato.

Delocalizzazioni: le imprese vanno all'estero, l'ultima a Venezia. Il Governo che fa?
Economia 07 Dicembre 2021 ore 08:37

Delocalizzazioni, le imprese italiane continuano a traslocare all'estero. Urge un intervento del Governo.

Un segno dei tempi da una parte. La strategia di ottenere massimi profitti a costi più bassi: sia come costo della manodopera, sia come peso delle tassazioni.

Delocalizzazioni, l'ultimo scossone arriva da Venezia

Le vicende che hanno ormai un canovaccio simile sono comuni a tutta la penisola. Da Nord a Sud. Si chiude in Italia e si è pronti, in alcuni casi addirittura dal giorno dopo, all'estero.

L'ultimo scossone all'imprenditoria del Bel Paese arriva dalla laguna veneta come raccontato dai colleghi di Prima Venezia.

Qui, infatti, Speedline, costola del colosso svizzero Ronal Group, vorrebbe chiudere per delocalizzare in Polonia. Stop alla produzione a Santa Maria di Sala, dunque, con 600 lavoratori a rischio. Se così fosse, se la notizia, quindi, fosse confermata, per il Veneto si tratterebbe della terza crisi industriale dopo le due nel Bellunese.

L'allarme è stato lanciato dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, nell'aula magna di Ca' Foscari a Ca' Dolfin, nell'ambito della conferenza per discutere del futuro dell'Europa.

Delocalizzazioni, il Governo aveva promesso una legge

Quello della Speedline di Venezia è solo l'ultimo caso in ordine cronologico di imprese italiane che decidono di delocalizzare e traslocare all'estero.

Una vicenda che rende quanto mai necessaria un'accelerata a quelle che erano le intenzioni del Governo, ovvero approvare una legge che di fatto vada a "contrastare" le delocalizzazioni.

In questo senso, a fine ottobre, il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero del Lavoro avevano raggiunto un accordo secondo cui, tutte le aziende che chiudono repentinamente "per ragioni non determinate da squilibrio patrimoniale o economico-finanziario" dovranno pagare tra i 20 e i 30mila euro a dipendente.

Ma il testo della legge è ancora sul tavolo del premier Mario Draghi che dovrà decidere se dargli la forma di decreto o di emendamento ad altre norme.

Delocalizzazioni, necessità di aggiornare le agende

Probabilmente, l'arrivo della quarta ondata Covid da una parte e la redazione della manovra di bilancio in vista della discussione in Parlamento, hanno rallentato il percorso di concretizzazione di questa legge.

Ora più che mai, occorre che la questione ritorni assolutamente come prioritaria nell'agenda del premier e dei due ministeri interessati al provvedimento.