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Crollano oro e argento: perché il mercato delle materie prime è una montagna russa

Tensioni geopolitiche, la nomina di Warsh alla Fed e la corsa al "bene rifugio"

Crollano oro e argento: perché il mercato delle materie prime è una montagna russa

Il mercato dell’oro e dell’argento sta vivendo un periodo di estrema volatilità, con prezzi che fluttuano in modo drammatico e rapide inversioni di tendenza che sorprendono gli investitori. Dopo un boom che ha visto i metalli preziosi toccare i massimi storici a fine 2025, il crollo dei loro valori negli ultimi giorni è stato altrettanto spettacolare (si fa per dire, per gli investitori).

Una serie di eventi, tra cui l’elezione di Kevin Warsh alla guida della Federal Reserve, l’indebolimento del dollaro e un contesto geopolitico turbolento, hanno contribuito a questo scenario instabile.

Crollano oro e argento: tra volatilità e tensioni geopolitiche, il mercato delle materie prime è in subbuglio
Oro

Un crollo da montagne russe

Il prezzo dell’oro ha attraversato una settimana di autentiche montagne russe.

Il 28 gennaio 2026, il valore dell’oro ha raggiunto un picco di 5.600 dollari per oncia, ma il giorno successivo, in una vertiginosa discesa, è crollato di quasi mille dollari, scendendo a 4.770 dollari l’oncia.

Lunedì 2 febbraio 2026, il valore dell’oro con consegna immediata (Gold spot) è sceso ulteriormente a 4.434,3 dollari l’oncia, con una perdita del 3,39%. Anche l’oro con consegna ad aprile (Comex) è stato rivisitato a 4.567,5 dollari, con un calo del 3,74%.

Non è solo l’oro a vivere un periodo di instabilità: l’argento ha visto addirittura un picco incredibile, superando i 120 dollari per oncia prima di crollare di quasi il 40% in poche ore.

A inizio gennaio 2026, il valore dell’argento si trovava ancora sotto i 30 dollari per oncia, ma in un anno è riuscito a guadagnare ben oltre il 100%, toccando i 70 dollari. Più recentemente, il metallo prezioso ha superato i 3.000 euro per chilogrammo, per poi scendere bruscamente a 2.300 euro, con un’enorme volatilità anche in euro.

Perché il prezzo dell’oro è così volatile?

Il motivo principale di queste fluttuazioni è l’incertezza globale. I fattori geopolitici, come le tensioni tra Stati Uniti, Cina, Russia e Iran, nonché il rinnovato isolamento degli Stati Uniti e le politiche aggressivamente protezionistiche, hanno contribuito a creare un clima di instabilità che ha spinto molti investitori a rifugiarsi nell’oro e nell’argento.

Gli eventi recenti, inclusa la nomina di Kevin Warsh alla guida della Federal Reserve, hanno ulteriormente alimentato questa volatilità.

Warsh, un economista ed ex governatore della Federal Reserve, è stato scelto per sostituire Jerome Powell. La sua nomina ha creato incertezze sui futuri orientamenti della Fed, con molte previsioni che suggeriscono un possibile atteggiamento meno aggressivo rispetto ai precedenti piani di riduzione dei tassi di interesse. Questo ha indebolito ulteriormente il dollaro, accentuando la spinta al rialzo per i metalli preziosi, che sono considerati beni rifugio in tempi di incertezze economiche.

Inoltre, i mercati hanno reagito al rafforzamento dei margini di negoziazione sui contratti d’argento, con l’introduzione di nuove misure per contenere le speculazioni sui metalli preziosi, che hanno portato molti investitori a chiudere posizioni e a prendere profitto dopo mesi di rally.

Investire nell’oro?

Nonostante la volatilità, l’oro rimane un “bene rifugio” molto apprezzato in momenti di instabilità, e sebbene il mercato stia attraversando una fase di correzione, gli esperti ritengono che, nel lungo periodo, l’oro potrebbe tornare a guadagnare valore. Tuttavia, per chi desidera investire in oro in questo momento, gli esperti consigliano cautela e ponderatezza.

Gli investitori dovrebbero preferire strategie come il Piano di Accumulo (PAC), che consente di acquistare gradualmente oro e di non esporre il proprio portafoglio a rischi eccessivi. Inoltre, è fondamentale diversificare gli investimenti, considerando anche altre materie prime, valute e asset. L’oro, infatti, sebbene continui a essere uno degli asset più sicuri, non è immune dalle fluttuazioni, come si è visto nelle ultime settimane.

Il settore delle materie prime

Oltre all’oro e all’argento, anche altre materie prime stanno attraversando un periodo di forti oscillazioni. Il petrolio, per esempio, ha visto un rialzo significativo, superando i 65 dollari al barile a causa delle crescenti tensioni tra Stati Uniti e Iran.

Allo stesso modo, il platino e il palladio, che in passato avevano visto crescere le loro quotazioni a causa della scarsità e della domanda industriale, stanno ora vivendo fasi di correzione, ma continuano a restare sotto osservazione per il loro potenziale di recupero.

Anche le criptovalute stanno affrontando una fase complessa: il Bitcoin, ad esempio, ha visto un significativo calo, scendendo sotto i 80.000 dollari e perdendo di valore rispetto ai massimi raggiunti durante il 2025. La capitalizzazione totale del settore crypto è scesa sotto i 2.650 miliardi di dollari, con una flessione evidente anche su Ethereum e altre altcoin.

La situazione generale, tuttavia, potrebbe stabilizzarsi con il tempo, e la crescente domanda da parte di banche centrali e investitori privati potrebbe portare a un nuovo rialzo dei prezzi nel medio-lungo periodo.