Prezzi alle stelle

Crisi Iran: quanto è aumentata la benzina in una settimana e i prezzi di oggi, 6 marzo 2026

Il diesel sfonda quota 1,90 al litro, la benzina arriva sopra 1,80. E nuovi rincari sono in arrivo

Crisi Iran: quanto è aumentata la benzina in una settimana e i prezzi di oggi, 6 marzo 2026

L’escalation della guerra in Iran continua a farsi sentire sulle tasche degli italiani. Da lunedì 2 marzo 2026 si sentono già i primi effetti concreti sui prezzi di benzina e gasolio. A spingere i listini è l’impennata delle quotazioni del petrolio e dei prodotti raffinati sui mercati internazionali, in un contesto di forte tensione sullo Stretto di Hormuz.

Prezzi carburanti oggi: diesel sopra 1,80 euro, benzina a 1,70

I ultimi dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy indicano un deciso rialzo negli ultimi giorni.

Basti pensare che lunedì 2 marzo 2026 il prezzo della benzina era in media 1,674 euro e quello del gasolio 1,728. Già mercoledì 4 marzo 2026 in praticamente tutte le regioni italiane il diesel aveva superato 1,80 euro, mentre oggi, venerdì 6 marzo 2026, in molte località d’Italia si avvicina ai 2 euro al litro. Stesso discorso per la benzina, che tocca vette superiori a 1,80 euro al lito.

Per un rapido confronto, vi proponiamo una tabella qui sotto con i prezzi del carburante di oggi (medie regionali) confrontati con quelli di due giorni fa.

Prezzi Medi Carburanti per Regione – Confronto

Regione Gasolio (Self) Benzina (Self) GPL (Servito) Metano (Servito)
Mercoledì
4 marzo
Valore attuale Mercoledì
4 marzo
Valore attuale Mercoledì
4 marzo
Valore attuale Mercoledì
4 marzo
Valore attuale
Abruzzo 1.800 1.894 1.708 1.750 0.701 0.705 1.414 1.428
Basilicata 1.820 1.913 1.749 1.792 0.683 0.688 1.465 1.503
Calabria 1.848 1.946 1.759 1.801 0.733 0.741 1.521 1.545
Campania 1.785 1.890 1.715 1.759 0.645 0.653 1.398 1.431
Emilia Romagna 1.811 1.909 1.714 1.757 0.672 0.678 1.400 1.437
Friuli Venezia Giulia 1.831 1.926 1.724 1.763 0.681 0.683 1.377 1.377
Lazio 1.806 1.893 1.710 1.745 0.669 0.678 1.493 1.574
Liguria 1.838 1.927 1.738 1.781 0.775 0.779 1.453 1.453
Lombardia 1.822 1.919 1.720 1.758 0.675 0.680 1.396 1.427
Marche 1.806 1.894 1.708 1.739 0.701 0.704 1.326 1.366
Molise 1.807 1.913 1.726 1.770 0.702 0.705 1.410 1.423
Piemonte 1.811 1.911 1.710 1.751 0.673 0.678 1.433 1.460
Puglia 1.809 1.906 1.733 1.776 0.660 0.666 1.495 1.557
Sardegna 1.838 1.931 1.743 1.779 0.799 0.803
Sicilia 1.805 1.921 1.743 1.780 0.758 0.761 1.753 1.758
Toscana 1.817 1.908 1.719 1.754 0.692 0.700 1.467 1.493
Umbria 1.810 1.896 1.708 1.747 0.693 0.696 1.344 1.395
Valle d’Aosta 1.840 1.933 1.748 1.790 0.819 0.822
Veneto 1.810 1.911 1.713 1.751 0.685 0.691 1.357 1.403
Provincia di Bolzano 1.877 1.969 1.765 1.801 0.777 0.787 1.599 1.641
Provincia di Trento 1.840 1.943 1.746 1.788 0.731 0.732 1.381 1.461

Ma il peggio deve ancora arrivare

Secondo le associazioni dei consumatori il peggio potrebbe non essere ancora arrivato. Anzi. Il Codacons sottolinea che i carburanti venduti oggi derivano da greggio acquistato mesi fa a prezzi inferiori. Ulteriori tensioni potrebbero quindi tradursi in nuovi aumenti nei prossimi giorni, con effetti a catena su trasporti e prezzi al dettaglio.

Secondo l’associazione Codici:

“L’aumento dei carburanti si traduce inevitabilmente in inflazione importata e perdita di potere d’acquisto per le famiglie, aggravando ulteriormente una situazione economica già resa difficile dall’aumento del costo della vita.

Secondo le elaborazioni economiche basate sulla struttura dei costi della filiera agroalimentare e sull’incidenza dei trasporti nel sistema distributivo, un incremento dei carburanti compreso tra il 2% e il 3% può determinare nel breve periodo un aumento dei prezzi dei beni alimentari compreso tra lo 0,5% e l’1,5% entro la fine del mese di marzo.

In particolare, i primi rincari potrebbero riguardare soprattutto prodotti ortofrutticoli freschi; prodotti lattiero-caseari; carne e prodotti della filiera zootecnica; prodotti alimentari a forte componente logistica, come pane e derivati dei cereali“.

Perché il conflitto in Iran pesa sui mercati energetici

Il nodo centrale resta lo Stretto di Hormuz, crocevia strategico per il traffico petrolifero mondiale. Secondo il presidente di Unem, Gianni Murano, una chiusura prolungata metterebbe a rischio tra il 15% e il 20% dell’offerta globale di petrolio, con una corsa agli approvvigionamenti e quotazioni “verso livelli difficili da immaginare”.

Intanto dai vertici dei Pasdaran arrivano minacce esplicite: il generale Sardar Jabbari ha dichiarato che il prezzo del petrolio potrebbe arrivare a 200 dollari al barile, promettendo attacchi agli oleodotti e blocchi navali nello Stretto di Hormuz. Attualmente il greggio viaggia intorno agli 85 dollari al barile, ma la volatilità resta elevata.

Bollette più care: +166 euro a famiglia

Secondo le stime di Facile.it, la crisi potrebbe tradursi in una spesa extra media di 166 euro a famiglia:

  • +121 euro per il gas
  • +45 euro per l’energia elettrica

Il costo annuo complessivo salirebbe a 2.593 euro (+7% rispetto alle previsioni precedenti alla crisi).

Nel 2025 la spesa media per le famiglie nel mercato libero a tariffa indicizzata è stata pari a 2.055 euro, ben superiore ai livelli del 2018 (meno di 1.200 euro).

Effetto inflazione e mutui: la catena dell’energia

L’aumento dei costi energetici si trasferisce rapidamente:

  • Più caro il petrolio → aumentano benzina e diesel
  • Trasporti più costosi → rincari su alimentari e beni di consumo
  • Energia più cara → bollette più alte
  • Inflazione in risalita → possibile pressione sui tassi e sui mutui

Secondo le stime preliminari Istat, a febbraio l’inflazione (indice Nic) è salita dello 0,8% su base mensile e dell’1,6% su base annua. Se le quotazioni energetiche continueranno a crescere, la pressione sui prezzi potrebbe intensificarsi.

Cosa può succedere ora

Gli analisti temono nuove impennate se la crisi dovesse aggravarsi o se lo Stretto di Hormuz venisse chiuso anche solo parzialmente. In quel caso, petrolio e gas potrebbero accelerare ulteriormente, con effetti immediati su carburanti, bollette e costo della vita.