Nel mondo delle cooperative agricole, l’approvazione del bilancio 2025 non rappresenta soltanto un passaggio normativo, ma un vero cambio di paradigma. Le cooperative non sono imprese come le altre: nascono per perseguire uno scopo mutualistico, valorizzare i soci, aggregare produzione e servizi, garantire continuità economica ai territori rurali. Proprio per questo, l’art. 2086 c.c. assume un significato ancora più profondo: gli Adeguati Assetti non sono solo un obbligo giuridico, ma il presupposto per proteggere la missione mutualistica e la sostenibilità dell’intera filiera agricola.
Un obbligo che ridisegna la governance cooperativa
Nelle cooperative agricole, il Consiglio di Amministrazione ha la responsabilità primaria di istituire assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati alla natura dell’impresa e alla complessità del settore agricolo. Gli assetti devono consentire di:
- monitorare la continuità aziendale,
- prevenire squilibri economico‑finanziari,
- rilevare tempestivamente segnali di crisi,
- garantire la corretta gestione mutualistica,
- tutelare soci conferenti, dipendenti, filiere e territorio.
La cooperativa, per sua natura, gestisce volumi, stagionalità, cicli produttivi e rischi climatici che richiedono un’organizzazione solida e un sistema informativo affidabile. Senza assetti adeguati, la cooperativa non può garantire né la sostenibilità economica né la funzione mutualistica.
Il ruolo dell’Assemblea e del Collegio Sindacale
La governance cooperativa è più articolata rispetto a quella delle società di capitali tradizionali. Per questo, la riforma incide su tutti gli organi.
Il Consiglio di Amministrazione: responsabilità dirette e non delegabili
Il CdA è il vero custode degli Adeguati Assetti. Le sue responsabilità includono:
- progettare e istituire assetti coerenti con la dimensione e la complessità della cooperativa;
- assicurare che tali assetti funzionino concretamente e non solo sulla carta;
- monitorare costantemente la continuità aziendale e gli indicatori di crisi;
- attivarsi tempestivamente in caso di segnali di squilibrio;
- garantire che la gestione sia coerente con lo scopo mutualistico;
- predisporre informazioni complete e trasparenti per l’Assemblea e per il Collegio Sindacale.
La giurisprudenza è chiara: la carenza di assetti adeguati costituisce grave irregolarità gestionale e comporta responsabilità personali degli amministratori, anche di natura civile e, nei casi più gravi, penale.
L’Assemblea dei soci: un ruolo attivo, non simbolico
Nelle cooperative agricole, l’Assemblea non è un organo “cerimoniale”. La riforma rafforza il suo ruolo, attribuendole responsabilità specifiche:
- approvare le misure organizzative proposte dal CdA;
- verificare che gli assetti siano coerenti con lo scopo mutualistico e con le esigenze della base sociale;
- valutare la qualità delle informazioni fornite dagli amministratori;
- intervenire quando emergono irregolarità, squilibri o carenze informative;
- esercitare il potere di revoca degli amministratori in caso di inadempienze gravi.
L’Assemblea diventa così un presidio di legalità e di tutela della missione mutualistica. La passività assembleare non è più tollerabile: anche i soci possono essere chiamati a rispondere se, pur consapevoli di irregolarità, non si attivano.
Il Collegio Sindacale: vigilanza sulla concretezza degli assetti
Il Collegio Sindacale ha un ruolo decisivo:
- verifica che gli assetti siano effettivi e non solo dichiarati;
- controlla che il CdA monitori correttamente la continuità aziendale;
- segnala tempestivamente irregolarità e rischi di crisi;
- può attivare il tribunale ex art. 2409 c.c. in caso di gravi irregolarità.
Nelle cooperative agricole, dove i soci sono spesso anche conferenti, clienti o fornitori, la vigilanza assume un valore strategico: tutela non solo l’impresa, ma l’intera comunità economica che ruota attorno ad essa.
Perché gli Adeguati Assetti sono vitali per le cooperative agricole
Il settore agricolo è esposto a rischi unici:
- volatilità dei prezzi,
- eventi climatici estremi,
- cicli produttivi lunghi,
- dipendenza da contributi e regolamentazioni,
- necessità di pianificazione finanziaria stagionale,
- gestione dei conferimenti e dei rapporti mutualistici.
Gli Adeguati Assetti diventano quindi lo strumento per:
- garantire liquidità nei mesi critici,
- programmare investimenti e manutenzioni,
- monitorare la sostenibilità dei debiti,
- gestire i flussi di cassa legati ai cicli agricoli,
- prevenire tensioni con soci conferenti,
- dialogare con banche e revisori con dati affidabili.
Il bilancio 2025 dovrà dimostrare tutto questo, con evidenze documentali e processi tracciabili.
Responsabilità degli amministratori e dei soci: un tema non più eludibile
La carenza di assetti adeguati comporta responsabilità dirette e personali per gli amministratori della cooperativa. Ma la riforma chiarisce che anche i soci – soprattutto quando partecipano attivamente alla vita assembleare – hanno responsabilità precise.
Responsabilità del CdA
- mala gestio per carenza di assetti,
- responsabilità verso soci e creditori,
- aggravamento del dissesto,
- responsabilità penale in caso di bancarotta semplice impropria,
- revoca giudiziale o amministrativa.
Responsabilità dell’Assemblea
- responsabilità per omessa vigilanza quando approva bilanci privi di informazioni essenziali,
- responsabilità per mancata attivazione degli strumenti di tutela (es. 2409 c.c.),
- concorso nella violazione del dovere di corretta gestione quando tollera irregolarità evidenti.
Nelle cooperative agricole, dove la base sociale è spesso ampia e coinvolta, questo rappresenta un salto culturale: la governance non è più un affare del solo CdA, ma un sistema di responsabilità condivise.
Un’opportunità per rafforzare la cooperazione agricola
Gli Adeguati Assetti non sono un costo. Sono un investimento strategico per:
- migliorare il merito creditizio,
- rafforzare la resilienza della cooperativa,
- tutelare soci e amministratori,
- garantire continuità ai conferimenti,
- sostenere la competitività delle filiere agroalimentari,
- proteggere il valore del lavoro agricolo.
Il 2025 non è solo un obbligo normativo: è l’occasione per costruire cooperative più solide, più trasparenti e più capaci di sostenere il futuro dell’agricoltura italiana.
Modus Operandi Mensile “FormaT” ideato dal dr. Di Pinto
Il modello “FormaT” che ho ideato appositamente per il target delle PMI rappresenta la procedura operativa mensile consigliata per garantire un presidio costante, documentato e verificabile degli adeguati assetti aziendali, come richiesto dalla normativa civilistica e concorsuale. Il processo consente all’impresa di:
- Monitorare in modo sistematico gli indicatori economico‑finanziari e gestionali.
- Prevenire tempestivamente situazioni di squilibrio.
- Dimostrare l’adozione di un assetto organizzativo coerente con gli obblighi dell’imprenditore, amministratori e soci.
- Integrare la governance con strumenti di controllo, early warning e reporting.
Il modello “FormaT” risponde a tali obblighi attraverso un processo mensile strutturato, tracciabile e integrabile nei flussi di governance. Il modello non è solo un adempimento: è uno strumento di governo, un metodo di lavoro e un presidio di continuità aziendale.
Rende l’impresa:
- più consapevole,
- più reattiva,
- più affidabile verso banche, soci e stakeholder,
- più resiliente nel medio-lungo periodo.
Il Modus Operandi Mensile FormaT, ideato e curato dal dr. Silviano Di Pinto, rappresenta una best practice di governance per tutte le imprese che intendono:
- rispettare gli obblighi normativi,
- dotarsi di un sistema di controllo efficace e rafforzare la propria capacità decisionale,
- mantenere un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato;
- prevenire tempestivamente rischi economici, finanziari e normativi;
- garantire la sostenibilità del debito e la continuità aziendale;
- ottimizzare l’accesso agli strumenti agevolativi e alle garanzie pubbliche;
- migliorare la qualità delle decisioni strategiche,
- rispettare pienamente gli obblighi dell’art. 2086 c.c. e dell’art. 3 C.C.I.I.;
- documentare in modo inoppugnabile l’operato dell’organo amministrativo;
- rafforzare la continuità aziendale e la trasparenza verso banche, soci e stakeholder.
È una procedura documentata e integrabile nei processi aziendali esistenti.
Per info: direttore@lfssrl.it