Negli ultimi giorni, in diverse zone d’Italia sono comparsi cartelli con la scritta “benzina esaurita” o “carburante esaurito”, creando preoccupazione tra gli automobilisti. Il fenomeno è stato segnalato in più province, con code ai distributori e utenti sui social alla ricerca di pompe ancora rifornite.
Ma cosa sta succedendo davvero? La benzina sta finendo oppure si tratta di un problema temporaneo?
Benzina esaurita: cosa sta succedendo davvero
Non si tratta di una crisi nazionale delle scorte di carburante. Almeno per il momento. Wael Sawan, amministratore delegato di Shell, ha infatto prospettato una crisi energetica, in particolare di carburante, che potrebbe colpire l’Europa già dal mese prossimo.
Di fronte agli enormi rialzi per quanto riguarda il cherosene per aerei, l’ad della compagnia petrolifera ha anticipato un simile boom dei prezzi per la benzina e il diesel con l’avvicinarsi della stagione estiva.
Al momento, però, non è lo scenario attuale. Il problema è legato principalmente a un picco improvviso della domanda, che ha mandato in tilt alcuni distributori, soprattutto quelli con i prezzi più bassi.
Dunque, i distributori con prezzi più convenienti — spesso pompe indipendenti — sono stati presi d’assalto, esaurendo rapidamente le scorte.
Il ruolo del taglio delle accise e dei prezzi disomogenei
A scatenare la corsa ai distributori è stato il taglio delle accise di 25 centesimi al litro, introdotto dal Governo il 23 marzo 2026 per contrastare l’aumento del prezzo del petrolio.
Il problema è che:
- solo circa il 60% dei distributori ha abbassato i prezzi subito
oltre l’11% li aveva addirittura aumentati nei primi giorni (dato poi ridotto grazie ai controlli).
Questa situazione ha creato una forte disparità di prezzi.
Risultato: gli automobilisti si sono concentrati sugli impianti più economici, svuotandoli nel giro di poche ore.
Guerra in Iran e petrolio: perché i prezzi salgono
Alla base del caro carburante c’è anche il contesto internazionale.
- La guerra in Iran
- La chiusura dello Stretto di Hormuz
- Il prezzo del Brent salito oltre 109 dollari al barile
Questi fattori hanno spinto verso l’alto il costo del petrolio, riducendo di fatto l’efficacia del taglio delle accise.
Cartelli “benzina esaurita”: dove sono comparsi
Le segnalazioni arrivano da tutta Italia, soprattutto nel Centro-Nord. Sono stati segnalati, ad esempio, a
- Como e provincia
- Milano
- Treviso e Veneto
- Varese
- Torino
- Aosta.
Sui social si moltiplicano testimonianze di utenti che raccontano di pompe chiuse, code e necessità di spostarsi per trovare carburante.

Un déjà-vu degli anni ’70?
La situazione ha ricordato a molti la crisi petrolifera del 1973, quando il conflitto in Medio Oriente portò a distributori vuoti e alle famose “domeniche a piedi”.
Oggi però lo scenario è molto diverso:
- non manca il carburante a livello nazionale
- esistono riserve strategiche
- il problema è logistico e temporaneo
I motivi reali della benzina esaurita
Le cause principali sono tre:
1. Prezzi diversi tra distributori
Gli automobilisti scelgono quelli più economici → concentrazione della domanda.
2. Effetto psicologico
La paura di rincari o carenze spinge a fare il pieno subito.
3. Tempi di rifornimento
Le autocisterne non riescono a rifornire in tempo gli impianti più affollati.
C’è davvero rischio di restare senza benzina?
No, secondo gli esperti non esiste un rischio strutturale.
Luca Vazzoler (Assopetroli-Assoenergia) ha chiarito:
“Non ci sono segnali di mancanza di carburanti. Il problema riguarda solo alcuni impianti che hanno esaurito le scorte più velocemente”.
La situazione dovrebbe normalizzarsi in 48-72 ore, con il ripristino dei rifornimenti.
Cosa succederà nei prossimi giorni
Nel breve periodo potrebbero verificarsi ancora:
- episodi locali di “carburante esaurito”
- variazioni di prezzo tra distributori
- spostamenti degli automobilisti verso pompe più economiche.
In particolare, è probabile che la situazione si ripeta dopo Pasqua, quando scadrà il decreto taglia-accise (il 7 aprile 2026) provocando un repentino aumento dei prezzi. Molto probabile che nei giorni precedenti ci saranno code e carburante in diminuzione.
Un fenomeno che dimostra quanto il prezzo del carburante resti un tema centrale per gli italiani: basta una variazione di pochi centesimi per generare code, assalti ai distributori e timori diffusi.