dal 19 ottobre

BTP Valore, tassi fino al 4,70%: doppia emissione. Quanto si guadagna e come acquistarli

Due le possibilità: cedole trimestrali crescenti oppure tutti gli interessi alla scadenza

BTP Valore, tassi fino al 4,70%: doppia emissione. Quanto si guadagna e come acquistarli

Tornano i BTP Valore, questa volta con una novità: per la prima volta il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) propone contemporaneamente due titoli di Stato con modalità differenti di pagamento degli interessi.

Il collocamento partirà lunedì 19 ottobre e terminerà venerdì 23 ottobre alle 13, salvo chiusura anticipata. Entrambi i titoli avranno una durata di cinque anni, con scadenza il 27 ottobre 2031, e potranno essere acquistati dai piccoli risparmiatori a partire da 1.000 euro.

Venerdì 16 ottobre il Tesoro ha comunicato anche i tassi minimi garantiti: per il BTP Valore tradizionale si parte dal 3,70% annuo, fino al 4,70% dell’ultimo anno. Il nuovo BTP Valore Insieme prevede invece una cedola complessiva del 22,25%, corrisposta interamente alla scadenza.

BTP Valore, cedole trimestrali dal 3,70% al 4,70%

Il primo titolo mantiene la struttura tradizionale del BTP Valore, con interessi versati ogni tre mesi e tassi che aumentano progressivamente attraverso il meccanismo denominato step-up.

Per la nuova emissione il MEF ha stabilito tre livelli di rendimento:

  • 3,70% annuo per il primo e secondo anno.
  • 4,10% annuo per il terzo e quarto anno.
  • 4,70% annuo per il quinto anno.

La media delle cedole annue è quindi pari al 4,06% lordo, corrispondente al 3,55% dopo l’imposta del 12,5%, senza considerare eventuali altri costi. Il titolo è identificato dal codice ISIN IT0005735201.

BTP Valore Insieme, tutti gli interessi dopo cinque anni

La vera novità è il BTP Valore Insieme, un titolo che non distribuisce cedole periodiche. Gli interessi vengono infatti accumulati e corrisposti in un’unica soluzione alla scadenza, il 27 ottobre 2031, insieme al rimborso del capitale nominale. Il rendimento complessivo minimo annunciato dal MEF è del 22,25% lordo in cinque anni. Non si tratta quindi di un tasso annuo, ma della percentuale totale riconosciuta sull’investimento iniziale.

Il codice identificativo è ISIN IT0005735227. Secondo il Tesoro, le due formule offrono rendimenti finanziariamente equivalenti all’emissione, pur prevedendo modalità e tempi di incasso differenti.

Quanto rendono 10.000 euro investiti?

Per comprendere la differenza tra i due titoli, immaginiamo di investire 10.000 euro, mantenendo l’investimento fino alla scadenza del 27 ottobre 2031.

Con il BTP Valore tradizionale, il risparmiatore riceverebbe complessivamente 2.030 euro di interessi lordi, pari a 1.776,25 euro netti dopo la tassazione del 12,5%. Gli interessi verrebbero versati ogni tre mesi, con cedole crescenti nel tempo.

Scegliendo invece il BTP Valore Insieme, lo stesso investimento produrrebbe 2.225 euro di interessi lordi, equivalenti a 1.946,88 euro netti. In questo caso, però, l’intera somma sarebbe corrisposta soltanto alla scadenza, insieme ai 10.000 euro di capitale investito.

La differenza tra i due strumenti riguarda quindi soprattutto le modalità e i tempi di pagamento degli interessi. Il BTP Valore Insieme riconosce un importo nominale complessivo maggiore perché non distribuisce cedole durante i cinque anni. Questo non significa necessariamente che abbia un rendimento finanziario superiore, poiché il confronto deve considerare anche il momento in cui gli interessi vengono incassati. Le simulazioni utilizzano i tassi minimi annunciati dal MEF il 16 ottobre 2026, senza considerare eventuali spese di gestione del conto titoli.

Come acquistare i nuovi BTP Valore

La sottoscrizione è riservata ai risparmiatori individuali e può essere effettuata tramite il proprio home banking, purché abilitato al trading online, oppure rivolgendosi alla banca o all’ufficio postale presso cui si dispone di un conto con deposito titoli. I BTP saranno collocati direttamente sulla piattaforma MOT di Borsa Italiana, al prezzo di 100, cioè alla pari. Durante il collocamento non sono previste commissioni di sottoscrizione a carico del risparmiatore. Gli ordini di acquisto, una volta inseriti, sono irrevocabili. È possibile sottoscrivere uno soltanto dei due titoli oppure entrambi, rispettando l’investimento minimo di 1.000 euro per ciascuno.

Tassazione al 12,5% e vantaggi fiscali

Come gli altri titoli di Stato italiani, anche i nuovi BTP Valore beneficiano della tassazione agevolata al 12,5% sugli interessi, inferiore all’aliquota ordinaria del 26% applicata a numerosi altri strumenti finanziari. È prevista inoltre l’esenzione dall’imposta di successione. I titoli di Stato possono anche essere esclusi dal patrimonio mobiliare rilevante per il calcolo dell’ISEE, entro il limite complessivo di 50.000 euro stabilito dalla normativa. A differenza di alcune precedenti emissioni, per questi due titoli non è previsto un premio fedeltà aggiuntivo.

Cosa succede se si vende prima della scadenza?

I titoli possono essere negoziati sul mercato secondario, ma chi decide di venderli prima del 2031 deve considerare un elemento importante: il prezzo può essere superiore o inferiore a quello di acquisto. Il valore di mercato dipende soprattutto dall’andamento dei tassi d’interesse e dalla percezione del rischio sul debito pubblico italiano.

Il rimborso del 100% del capitale nominale è previsto alla scadenza, subordinatamente alla capacità dello Stato di rispettare i propri impegni. Non è quindi corretto considerare questi investimenti completamente privi di rischio. Per il BTP Valore Insieme, inoltre, chi vende prima della scadenza non ha ancora incassato gli interessi: il prezzo di mercato del titolo rifletterà anche il valore della cedola futura.

Tassi definitivi il 23 ottobre

Le percentuali annunciate dal Ministero il 16 ottobre rappresentano i rendimenti minimi garantiti. Al termine del collocamento, il 23 ottobre, il MEF potrà confermarli oppure aumentarli in relazione alle condizioni del mercato obbligazionario. Non potranno invece essere ridotti. L’operazione rappresenta un nuovo tentativo del Tesoro di coinvolgere direttamente le famiglie italiane nel finanziamento del debito pubblico, offrendo due modalità di investimento differenti.

Per i risparmiatori, la scelta dipenderà soprattutto dalle proprie esigenze: ricevere un’entrata periodica ogni tre mesi oppure rinunciare alle cedole immediate per incassare tutti gli interessi dopo cinque anni.