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Bonus mamme: entro oggi, 31 gennaio, le richieste per il residuo del 2025

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Bonus mamme: entro oggi, 31 gennaio, le richieste per il residuo del 2025

Bonus mamme 2025: mancano poche ore per chiedere l’integrazione al reddito (pari a 40 euro mensili con un massimo di 12 mensilità) per le madri lavoratrici con due o più figli. Oggi, 31 gennaio 2026, scade infatti il termine per presentare la domanda per chi ha maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2025.

Per chi invece ha già presentato la domanda, è tempo di ricevere i pagamenti, che avverranno entro la fine dell’anno.

Bonus mamme 2025: ultimo giorno per l’integrazione

Il Bonus mamme è un’integrazione al reddito a favore delle madri lavoratrici per il 2025, introdotta dall’articolo 6, decreto-legge 30 giugno 2025, n. 95, convertito dalla legge 8 agosto 2025, n. 118.

Il bonus mamme 2025 è rivolto a una platea specifica di lavoratrici. Può accedere all’incentivo:

  • chi è madre con almeno due figli, tra naturali, adottivi o affidati;
  • per due figli: il più giovane deve avere meno di 10 anni;
  • con tre o più figli: il più piccolo deve essere minorenne (meno di 18 anni);
  • occorre essere lavoratrice dipendente (pubblica o privata, inclusi contratti a termine, somministrazione e lavoro intermittente, ma esclusi i rapporti domestici) oppure lavoratrice autonoma iscritta a gestione previdenziale obbligatoria (Gestione Separata, casse professionali);
  • il reddito annuo da lavoro del 2025 non può superare i 40.000 euro al lordo dei contributi previdenziali.

Sono escluse dal beneficio le madri con tre o più figli titolari di contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, per le quali resta l’accesso alle misure di esonero contributivo IVS totale già in vigore dal 2024 e confermate fino al 2026. Escluse anche le lavoratrici domestiche e le imprenditrici prive di iscrizione alle gestioni obbligatorie.

L’erogazione avviene per i soli mesi di effettiva attività lavorativa o iscrizione alle casse di previdenza; non sono inclusi i periodi di sospensione o cessazione del rapporto.

È richiesto, inoltre, che la situazione lavorativa e i requisiti relativi ai figli siano rispettati alla data del 1° gennaio o maturino entro il 31 dicembre dell’anno di riferimento.

Calendario scadenze

Il bonus, come accennato, consiste in un contributo di 40 euro mensili per un massimo di 12 mensilità. È corrisposto in un’unica soluzione: a dicembre 2025, per le mensilità spettanti da gennaio a dicembre; o entro febbraio 2026, per le domande non liquidate a dicembre, presentate entro il 31 gennaio 2026. In quest’ultima data, infatti, scade il termine per presentare la domanda per chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2025.

Confermato per il 2026

Il bonus è stato confermato anche per il 2026 grazie al suo inserimento nell’ultima legge di Bilancio. Rispetto al 2025 c’è però una novità. Se l’anno scorso il contributo economico valeva – come detto – 40 euro per ogni mese lavorato nell’anno (fino a un totale di 480 euro), la Manovra 2026 ha alzato l’assegno di 20 euro, portandolo a 60 euro per ogni mese lavorato nell’anno (fino a un totale, quindi, di 720 euro annui). La somma, che viene versata in una soluzione unica a dicembre, non rientra nella base imponibile.

L’Istituto di previdenza ha messo a disposizione anche una pagina con le FAQ ufficiali, per chiarire ogni dubbio.