Economia
Ondata di polemiche

Bonus fino a 20mila euro per chi si sposa in chiesa, ma sulla proposta di legge è già bufera

L'opposizione si mette di traverso facendo leva sulla laicità dello Stato. A stretto giro è però arrivata la precisazione del Governo.

Bonus fino a 20mila euro per chi si sposa in chiesa, ma sulla proposta di legge è già bufera
Economia 21 Novembre 2022 ore 10:00

Una proposta di legge, presentata alla Camera, che ha scatenato a stretto giro una vera e propria bufera. Il bonus matrimoni in chiesa, che può arrivare fino a 20mila euro, ha generato copiose polemiche soprattutto dall'opposizione che ha ricordato come il nostro Paese "sia uno Stato laico". Nella serata di ieri, però, sono arrivate le precisazioni del caso che hanno chiarito la situazione.

La proposta di legge del bonus matrimoni in chiesa

Nella giornata di ieri, domenica 20 novembre 2022, la Lega ha presentato alla Camera, tramite la voce di Domenico Furgiuele, una proposta di legge relativa ad un bonus matrimoni per chi si sposa in chiesa, un contributo economico che potrebbe arrivare fino alla cifra di 20mila euro.

Nello specifico, l'iniziativa promossa da Furgiele con Simone Billi, Ingrid Bisa, Alberto Gusmeroli ed Erik Pretto si baserebbe sulla detrazione del 20 percento delle spese collegate alla celebrazione del matrimonio (religioso): dagli ornamenti in Chiesa, tra cui i fiori decorativi, la passatoia e i libretti, gli abiti per gli sposi, il servizio di ristorazione, le bomboniere, il parrucchiere, il make-up e il servizio fotografico. L'obiettivo principale del bonus sarebbe quindi quello di risollevare la sorte dei matrimoni (religiosi) in calo.

Nozze che nel nostro Paese sono da diversi anni in costante flessione e che durante la pandemia da Covid-19 sono addirittura crollate. Confrontando, infatti, i primi nove mesi del 2021 con lo stesso periodo pre-pandemico la variazione resta negativa (-4,5%) e in linea con la diminuzione già sperimentata negli anni più recenti.

La pandemia infatti ha indotto moltissimi, soprattutto giovani, a rinviare le nozze, che nel giro di un solo anno sono quasi dimezzate: nel 2020 sono stati celebrati infatti 96.841matrimoni, 87 mila in meno rispetto al 2019 pari a -47,4%. In forte calo a causa del Covid anche le unioni civili, le separazioni e i divorzi: le prime, tra partner dello stesso sesso, sono scese del 33%, le separazioni del 18% e i divorzi del 21,9%.

Sul bonus matrimoni in chiesa è già polemica

La notizia su questo specifico provvedimento, tuttavia, ha fin da subito prodotto aspre polemiche soprattutto da parte delle forze di opposizione che, in merito al tema, hanno voluto precisare che il nostro Paese rappresenti "uno Stato laico".

Benedetto della Vedova, esponente di Più Europa, afferma:

"La pdl si inserisce nel filone dei bonus per qualsiasi cosa e, di per sé, non è così originale. A qualificarla nel solco reazionario della destra sovranista è il fatto che il beneficio andrebbe riservato a italiane e italiani da almeno dieci anni  e che scelgono il matrimonio religioso, ovviamente rigorosamente etero: una perla di analfabetismo costituzionale".


Queste le parole del senatore del Pd Enrico Borghi:

"Chi crede incerti valori, non ha bisogno per testimoniarli della mancia corroborante: roba da mercanti del Tempio".

Forti critiche anche da Mara Carfagna (Azione):

"Siamo ancora al Papa Re".

Ma anche dai partner di governo, come Maurizio Lupi di "Noi Moderati", giungono critiche al bonus matrimoni in chiesa:

"Il bonus matrimonio, per di più solo per chi si sposa in Chiesa, non è certamente il sostegno che le famiglie si aspettano e che noi vogliamo dare. Questa proposta non ci appartiene, né politicamente né culturalmente, come, siamo sicuri, non è priorità del governo. Invitiamo, però, le opposizioni, a non costruire un castello di carte e di polemiche ridicole sulla proposta di un singolo parlamentare".

La precisazione: "Proposta parlamentare e non di Governo"

Nella serata di ieri, tuttavia, è giunta la precisazione da parte di fonti di Palazzo Chigi che hanno voluto sottolineare come la proposta sia di iniziativa parlamentare e non allo studio del Governo.

"Nell'ambito di un quadro finanziario complesso l'Esecutivo è al lavoro per sostenere la famiglia con misure concrete e realizzabili, che saranno contenute nella legge di bilancio".

Sull'argomento ha detto la sua anche il ministro della Difesa, Guido Crosetto:

"Il bonus nozze non fa parte della manovra, è la proposta presentata da un deputato. Non è mai passato in mente a Palazzo Chigi di dare un premio a chi si sposa in chiesa, non è un tema che interessa ad uno Stato laico".

Anche lo stesso Domenico Furgiele, infine, ha tenuto a precisare:

"La proposta di legge a mia prima firma per questioni di oneri prevedeva un bonus destinato ai soli matrimoni religiosi, durante il dibattito parlamentare sarà naturalmente allargata a tutti i matrimoni, indipendentemente che vengano celebrati in chiesa oppure no".

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