impatto potenzialmente enorme

Automotive, doppia scure: dazi da subito sulle vetture, fra un mese anche sui componenti

A partire dal 3 maggio, circa un mese dopo l’entrata in vigore dei dazi sulle automobili, scatteranno analoghe tariffe del 25% su un’ampia gamma di componenti automobilistiche importate

Automotive, doppia scure: dazi da subito sulle vetture, fra un mese anche sui componenti
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Il 2 aprile 2025, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ufficializzato l’introduzione di dazi del 25% su tutte le automobili importate nel Paese, un provvedimento che si inserisce nella più ampia strategia dei cosiddetti "dazi reciproci" applicati senza distinzioni a tutti i partner commerciali. Questo significa che qualsiasi veicolo prodotto al di fuori degli Stati Uniti e venduto sul suolo americano sarà soggetto a questa tariffa aggiuntiva. Tale decisione rappresenta un incremento significativo rispetto alla precedente barriera del 2,5% già esistente sulle auto estere, mentre per i light truck, che già subivano una tariffa del 25%, non cambia nulla.

Automotive, doppia scure di Trump: dazi non soltanto sulle vetture importate negli Usa, ma anche sui componenti
Trump, dazi

Tuttavia, l’impatto di questa misura non si limiterà solo ai veicoli finiti. A partire dal 3 maggio, circa un mese dopo l’entrata in vigore dei dazi sulle automobili, scatteranno analoghe tariffe del 25% su un’ampia gamma di componenti automobilistiche importate.

Automotive nel mirino dei dazi di Trump (che interessano anche i componenti)

L’elenco dettagliato dei prodotti interessati è stato pubblicato nel registro federale e include motori, trasmissioni, propulsori elettrici, tubi dei freni e molte altre parti essenziali per l’industria dell’assemblaggio. Questo provvedimento, inoltre, non è definitivo nella sua configurazione attuale: il Dipartimento del Commercio avrà la facoltà di aggiornare l’elenco nei successivi 90 giorni, ampliando potenzialmente la lista delle componenti soggette ai dazi in risposta alle richieste dei costruttori statunitensi. Tradotto: ulteriori tassazioni.

Graziati Messico e Canada

Un’eccezione temporanea riguarda le importazioni provenienti da Messico e Canada, che potranno beneficiare di una tariffazione agevolata a condizione che il contenuto delle componenti sia di origine statunitense. Questa misura è resa possibile dall'accordo di libero scambio nordamericano, sebbene sia prevista l’introduzione di un sistema che in futuro assoggetterà a dazi anche il contenuto non statunitense presente nelle componenti assemblate nei due Paesi vicini.

Impatto potenzialmente enorme

L’impatto di questi provvedimenti sul settore automobilistico è potenzialmente enorme. Attualmente, circa la metà delle automobili vendute ogni anno negli Stati Uniti, per un totale di circa 8 milioni di veicoli e un valore di 244 miliardi di dollari, viene assemblata fuori dai confini nazionali. Il Messico è il principale fornitore di auto per il mercato statunitense, con modelli prodotti da marchi internazionali come Toyota, Nissan, BMW e Volkswagen. Anche i costruttori americani sono fortemente esposti: General Motors assembla all’estero circa il 40% dei veicoli destinati al mercato domestico, mentre Ford il 20%.

Automotive, doppia scure di Trump: dazi non soltanto sulle vetture importate negli Usa, ma anche sui componenti
Automotive

Non meno rilevante è la questione della componentistica, con il 60% delle parti utilizzate per la produzione automobilistica statunitense che proviene da fornitori esteri. Questo rende il provvedimento particolarmente gravoso per l’industria dell’assemblaggio, che dovrà affrontare un aumento significativo dei costi e potenzialmente rivedere le proprie catene di approvvigionamento.

Rischi per Ue

Fra le aree più colpite vi è l’Unione Europea, la cui industria automobilistica dipende fortemente dal mercato americano. Gli Stati Uniti rappresentano il principale sbocco per le esportazioni europee di automobili, coprendo quasi un quarto dell’export complessivo del settore. Nel 2024, le case automobilistiche europee hanno esportato negli Stati Uniti veicoli per un valore di 38,4 miliardi di euro. L’inasprimento dei dazi statunitensi rischia di colpire duramente il comparto, costringendo i produttori a rivedere strategie e investimenti per mantenere competitività sul mercato nordamericano.

Il settore automobilistico mondiale si prepara quindi ad affrontare un periodo di profonda incertezza e potenziali rialzi dei prezzi per i consumatori finali.

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